Il libro è dedicato alla ricca stagione che la letteratura ha vissuto dall'inizio del Novecento in avanti. Tra avanguardia e ritorno all'ordine, cultura della tradizione e nuove forme letterarie della civiltà di massa, sono delineati i caratteri generali del periodo, dando opportuno risalto agli autori di maggior spicco, da Montale e Svevo a Calvino, Pasolini e Sciascia, ma segnalando anche i valori ormai accertati del periodo successivo. La nuova edizione contiene importanti novità sull'oggi e sul terzo millennio, in particolare sul ruolo del web nella diffusione delle opere letterarie e sulle prospettive della letteratura scritta, fra visualità e intelligenza artificiale.
In un tempo in cui l'educazione pare aver smarrito il respiro del vivente, riducendosi a sterile trasmissione di nozioni, questo volume si erge come soglia e invocazione. Imparare gli affetti non è soltanto un titolo, ma un gesto simbolico, un atto iniziatico che invita a oltrepassare i confini dell'ovvietà per accedere a quella dimensione profonda in cui l'affettività si rivela come origine e destino dell'umano. Ispirato dal pensiero limpido e abissale di Edda Ducci, il libro intreccia filosofia, esperienza educativa e ricerca interiore, restituendo all'affettività il suo volto doppio: fragile e titanico, incarnato e simbolico, radicato nella carne e slanciato verso l’Altro.
Lontano da ogni deriva emotivista, l'affettività emerge qui come coscienza incarnata, forza originaria che precede la parola e sopravvive al silenzio. È linguaggio primordiale e tensione trascendente, tessitura invisibile che unisce memorie, legami, identità. È ciò che umanizza l'educazione, che trasforma la semplice coabitazione in comunità, il contatto in intimità, la presenza muta in incontro che salva.
Accanto al contributo di Teresa Forcades – filosofa e fondatrice della scuola Sinclètica – e a una riflessione di Cosimo Costa, il volume raccoglie le voci appassionate di giovani studiosi della Scuola di Dottorato LUMSA. Insieme, delineano un orizzonte vivo e molteplice, in cui l'affettività si svela come condizione necessaria per ogni autentico processo educativo.
Un'opera corale, intensa e necessaria, che ci richiama alla verità dimenticata dell'educare: un'arte dell'amore, un gesto che salva, un cammino che, per quanto fragile, resta l'unico degno dell'umano.
Il libro ripercorre le vicende politiche dell'area che va dal Marocco all'Iran, una regione strategica per la presenza del petrolio e lacerata da molteplici conflitti. Sono tracciati due secoli di storia: dalla spedizione napoleonica in Egitto e dalle riforme dell'impero ottomano fino alla caduta del califfato, dall'espansione coloniale ai processi di decolonizzazione, alle svolte della rivoluzione iraniana e alla crisi irachena; dal conflitto arabo-israeliano fino agli avvenimenti più recenti, segnati dalle primavere arabe, dall'emergere dell'ISIS e dal fallito golpe turco.
Il volume, giunto all'ottava edizione, è un testo che presenta i principi del marketing nel contesto contemporaneo. Il volume affronta in modo rigoroso i fondamenti e le problematiche gestionali della disciplina, offrendo al lettore un inquadramento logico e metodologico adeguato alla piena comprensione dei modi in cui le aziende prendono decisioni in tema di rapporto con i consumatori, i clienti, la concorrenza e i distributori. Il testo si distingue per la sua solida base concettuale la quale, corredata di numerosi e aggiornati esempi tratti dalla realtà, fornisce al lettore gli strumenti per operare concretamente nel mondo del marketing e affrontare le sfide di un contesto dinamico e in costante cambiamento. In questa edizione, inoltre, per agevolare il lettore nella comprensione degli argomenti trattati, all'inizio di ogni capitolo è riportato uno schema di marketing management che riepiloga gli aspetti chiave della materia e, simultaneamente, mette in evidenza gli argomenti che saranno trattati. Il volume si rivela ancora una volta un utile supporto per gli studenti e i professionisti che si avvicinano per la prima volta allo studio della disciplina. Sulla piattaforma Connect associata a questo titolo, numerose risorse digitali dedicate all'assessment e l'eBook del testo in formato accessibile.
Il manuale di diritto della sicurezza sociale è rivolto principalmente agli studenti, per i quali ricostruisce i singoli istituti del nostro sistema di previdenza sociale, aggiornandoli alla continua evoluzione legislativa e giurisprudenziale. Mentre i primi capitoli approfondiscono l'evoluzione normativa del sistema previdenziale italiano, dalle origini sino all'influenza delle fonti sovranazionali, i successivi approfondiscono le caratteristiche del sistema giuridico della previdenza sociale, per poi analizzare la disciplina delle singole prestazioni previste in relazione agli eventi meritevoli di tutela e ricostruire i tratti del sistema di assistenza sociale. Infine, gli ultimi capitoli si soffermano sulla disciplina della previdenza complementare e sulla tutela dei diritti dei soggetti protetti. Per la sua impostazione, il manuale rappresenta un prezioso strumento anche per gli operatori del diritto che, oltre all’aggiornamento legislativo e giurisprudenziale, troveranno in chiusura di ciascun paragrafo anche i riferimenti bibliografici aggiornati ai più recenti contributi dottrinali.
Chi si chiedesse «che cosa è il diritto amministrativo» potrebbe partire, per ottenere una risposta, dalla propria esperienza. Ripercorrendo con la memoria le tappe fondamentali della sua vita egli sa che quando è nato, suo padre è andato a dichiararlo al municipio perché quell'evento fosse annotato nei registri dello stato civile; che a cinque anni è stato iscritto in una scuola pubblica; che al termine degli studi ha conseguito un diploma di scuola media secondaria; che grazie a quel titolo ha potuto frequentare l'università; che dopo la laurea ha dovuto superare un esame di Stato per esercitare la professione che tuttora svolge (di avvocato o di ingegnere o di medico). Se colui che si è posto la domanda ha abbandonato precocemente gli studi ed è andato a fare l'operaio, sa che il suo datore di lavoro e lui stesso versano mensilmente a un istituto di previdenza i contributi in vista della costituzione di un capitale col quale gli verrà pagata la pensione quando avrà cessato di lavorare: e li hanno versati, i contributi, perché erano obbligati a farlo. Se si è sposato, lo ha fatto in municipio davanti al sindaco o a un suo delegato che ha annotato il matrimonio, sempre sui registri dello stato civile; se si è sposato in chiesa, ciò è avvenuto davanti a un celebrante che, al termine della cerimonia, ha svolto quella stessa funzione che avrebbe svolto il sindaco se si fosse sposato in municipio. Se si è dato al commercio, ricorda di averlo potuto fare solo dopo che ha ottenuto dal Comune l'autorizzazione ad aprire bottega ed ha ricevuto da altro ufficio l'autorizzazione ad attrezzare i locali in conformità a un progetto elaborato in funzione dell'attività commerciale. Il nostro immaginario personaggio ricorda che nel corso della sua vita ha avuto diecine di incontri con uffici pubblici: incontri e spesso scontri. Come quando, dopo aver chiesto un permesso, se lo è visto negare, o quando ha ricevuto dall'ANAS la comunicazione della imminente espropriazione di un terreno di sua proprietà o quando, diciottenne, si è visto recapitare al suo indirizzo la cartolina precetto che lo chiamava alle armi. In tutti questi casi il privato ha come interlocutore un apparato pubblico, una pubblica amministrazione: un'entità con la quale entra in rapporto o perché è costretto a farlo - se non fosse autorizzato non potrebbe costruire la casa che intende realizzare sul suo terreno - o perché ha un interesse a farlo (ce l'ha, questo interesse, quando chiede un contributo sul capitale necessario ad un investimento produttivo) - o perché questo rapporto lo subisce (negli esempi fatti: l'espropriazione e la chiamata alle armi). Se poi il nostro uomo domanda perché è stato costretto ad instaurare questi rapporti o perché ha dovuto subire l'iniziativa di un pubblico ufficio volta a limitare la sua libertà o la sua proprietà, si sentirà rispondere che ciò è avvenuto nell'interesse pubblico. L'interesse pubblico all'ordinato uso del territorio che subordina la facoltà di edificare ad un permesso rilasciato dal Comune; l'interesse pubblico all'apertura di una nuova strada o all'allargamento di una strada esistente che esige il sacrificio di una parte del suo terreno; l'interesse pubblico alla difesa della patria che gli ha imposto di prestare il servizio militare. Ma che cos'è questo interesse pubblico?
È possibile fare scuola cattolica oggi? Quali sono i principali modelli culturali che plasmano il pensiero contemporaneo, portandolo inesorabilmente lontano dai criteri di un sapere genuinamente cristiano?
Questo saggio affronta tali questioni e prova a delineare una strategia capace di proporre un percorso di studi che custodisca le virtù e la fecondità dello sguardo sapienziale del cattolicesimo, senza rinunciare al rigore di una ricerca conforme agli standard della comunità scientifica. Appoggiandosi al pensiero di Giustino, senza trascurare l’importanza di mantenere aperto un dialogo fecondo e vero con la modernità, l’autore ci guida nella costruzione di un programma culturale per una scuola pensata anche a maggiore gloria di Dio.
Marco Begato (1983), sacerdote e religioso, ha lavorato e lavora nel mondo della scuola, con ruoli di educatore, docente e preside. Ha compiuto studi di musica, filosofia e teologia; è autore di poesie e saggi; collabora con portali di apologetica ed evangelizzazione cattolica; è membro del Collegio degli Autori dell’Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuân sulla Dottrina sociale della Chiesa.
Letto e studiato da generazioni di maestri e maestre, Giuseppe Lombardo-Radice (1879-1938) è tra i pedagogisti che hanno influenzato più profondamente l'educazione e l'istruzione degli italiani per gran parte del Novecento. Figura centrale nel dibattito pedagogico del secolo scorso, la sua convinta adesione alle ragioni del neoidealismo gentiliano non gli impedì di seguire con attenzione e curiosità il fiorire delle "scuole nuove" e il fenomeno dell'attivismo pedagogico, né lo portò a liquidare con sufficienza l'apporto della psicologia a una più equilibrata riflessione sull'arte di educare. Questa antologia essenziale del pensiero di Lombardo-Radice recupera soprattutto alcuni dei suoi testi meno noti, ma che contribuiscono a restituirci di lui l'immagine di un uomo libero, di un intellettuale onesto, di un autentico educatore, di un autore imprescindibile nella storia della pedagogia.
Educare è atto politico e poetico: una scelta quotidiana di trasformazione. Questo libro è un atto di cura. Cura per una pedagogia che desidera rimettere al centro l'esperienza, la relazione, l'interconnessione tra i saperi e tra le persone. Il service-learning, che rappresenta il fulcro di questo volume, non è soltanto una metodologia o una tecnica didattica: è un orizzonte educativo, un invito ad abitare l'educazione come spazio etico, civico e trasformativo. Questo lavoro nasce dall'ascolto di molte voci: quelle delle studentesse e degli studenti, delle comunità educanti, dei docenti, delle realtà del territorio che ogni giorno si impegnano per generare legami, solidarietà, conoscenza viva. Nasce anche dalla necessità di offrire un quadro teorico e metodologico solido e accessibile per chi vole integrare I service-learning nella propria pratica didattica, gestendone tutta la complessità. In un tempo segnato da frammentazioni, l'educazione può ancora essere spazio generativo. Ma per esserlo davvero, ha bisogno di strumenti, visioni e alleanze. Questo libro è un contributo in questa direzione. È un invito a mettersi in cammino, con consapevolezza e coraggio, verso un'educazione che non solo insegna, ma accompagna, interroga, costruisce comunità.
Ogni nostra azione quotidiana - dal fare colazione al prendere un treno, dal vestirsi al navigare sui social - è resa possibile da una complessa rete di relazioni, norme, tecnologie e istituzioni. Eppure, viviamo tutto questo con assoluta naturalezza, spesso senza rendercene conto. Ma che cos’è davvero la società? E come funziona? Introduzione alla sociologia di George Ritzer e Wendy Wiedenhoft Murphy, è molto più di un manuale: è una guida per comprendere il mondo sociale in cui siamo immersi. Con un linguaggio accessibile e una solida base teorica, il volume affronta temi cruciali come la disuguaglianza, l’istruzione, le migrazioni, la salute, la cultura e i media, offrendo strumenti per leggere criticamente la realtà. La sociologia qui non è una disciplina astratta, ma un prisma attraverso cui scomporre e interpretare la complessità della vita contemporanea. Riflettere sociologicamente significa imparare a vedere le connessioni tra ciò che ci accade e i processi collettivi che lo rendono possibile, scoprendo come anche ciò che ci appare «personale» sia in realtà profondamente sociale. Un invito a pensare, interrogare e comprendere il nostro tempo - per viverlo in modo più consapevole.
I saggi raccolti in questo volume, pur partendo da punti di osservazione specifici, vogliono offrire una comprensione traversale e interale dell' affettività in un dialogo costante con le dinamiche che pervadono l'attuale contesto socio-culturale. vari punti di vista offerti, da quello filosofico quello psicologico, da quello neuro-scientifico a quello pedagogico-didattico, mirano da un lato ad enucleare fondamenti antropo-etici dell'affettività per l'essere umano, dall'altro a perfezionare strategie educative, pratiche pedagogiche e attività didattiche volte a promuovere le relazioni affettive nei contesti educativi per una formazione interale della persona umana. In una società segnata dalla patologizzazione delle dinamiche intra e inter-personali, questo libro intende piuttosto pro-muovere un agire educativo volto all'implementazione e alla piena espressione della vita affettiva dell'essere umano la quale, nel suo essere sfida quotidiana, apre per l'esistenza orizzonti di compimento e di realizzazione che concretano la qualità buona della vita.