Lavorare in un gruppo è avvincente, origina esperienze indimenticabili, innesta legami forti per il futuro, insegna la tolleranza e la reciprocità, educa alla diversità e orienta in modo meno indolore verso la complessità dei nostri tempi."Fare gruppo" durante l'esperienza scolastica, oppure con gli amici del quartiere, è una necessità di ogni essere umano, tuttavia al tempo stesso, il "gioco di squadra" sta diventando un'abitudine poco diffusa, alla quale siamo sempre meno allenati. Animare un gruppo? Sembra facile ma occorre una buona dose di competenza, energia, idee, stile comunicativo comprensibile, formazione?Il libro, di M. Legumi-Creativ, contiene 35 esercizi suddivisi per argomento e per grado di difficoltà: per imparare a comunicare, a socializzare, a verificarsi, per sperimentare le dinamiche di gruppo, per favorire la creatività. Ogni esercizio ha obiettivi diversi e può stimolare sull'uso di varianti personalizzate e adattamenti legati alla situazione in cui si opera. Alla fine del libro una piccola bibliografia sugli argomenti trattati.
La Facoltà Teologica di Sicilia "San Giovanni Evangelista" - sollecitata e incoraggiata dalla Conferenza Episcopale Siciliana - presenta in queste pagine gli spunti iniziali di una riflessione che si propone di aiutare le Chiese e i cristiani siciliani a conoscere il profilo religioso e culturale delle comunità e dei gruppi di emigrati di fede islamica, che continuamente arrivano in Sicilia permanendovi stabilmente o periodicamente per cercare lavoro e sostentamento economico.Tale conoscenza è indispensabile per avviare un processo, interno alla fede cristiana, che porti a un autentico discernimento sull'islam. La presente riflessione, più generale e sintetica che specialistica e analitica, si articola in tre parti:1) un'introduzione sull'islam come uno dei segni dei tempi da scrutare;2) un'esposizione degli elementi utili per un discernimento cristiano sull'islam;3) una riflessione sul dialogo interreligioso e sulla pastorale, con particolare attenzione alla formazione da avviare all'interno delle comunità cristiane.
Uno spettacolo teatrale e musicale, di F. Baggio, in un atto unico con otto canzoni, in cui la vicenda e la figura di Cristo vengono rievocate attraverso i dialoghi di vari personaggi (ex discepoli, Barabba, l'adultera e altri), riuniti in una locanda di Emmaus, dopo l'avvenimento della crocifissione.
La loro conversazione rispecchia i diversi punti di vista: Gesù è un impostore che ha ingannato tutti con i suoi discorsi, per poi finire sulla croce? O solo un ingenuo, che non ha saputo salvarsi di fronte a Pilato? Attraverso le esperienze dei protagonisti, emergono il senso profondo del perdono e dell'amore, il rifiuto dell'utilitarismo e l'importanza di una scelta di condivisione e di comunione nella diversità, anche in materia di dialogo interreligioso.
Nel finale è l'annuncio della risurrezione, la certezza della presenza di Gesù in mezzo agli uomini, la vera speranza.
È una proposta indirizzata a tutti i gruppi giovanili per riflettere, in modo creativo e coinvolgente, sui temi della fede e sul messaggio cristiano.
Canzoni: Benvenuti alla locanda - Fa più rumore - Il mondo è dei furbi - Non è facile perdonare - Quel mattino - Se accoglierete - Questa è la guerra - Il Signore è vivo.
Chi ha familiarità con qualche commento sul Cantico dei Cantici, coglierà la novità interpretativa di questo Autore: il suo approccio, al di là di luoghi comuni ormai logori, è veramente innovativo; frutto di anni di insegnamento e di ricerca. Testimonianza di questa originalità è la traduzione, fedele al testo e scritta con sensibilità poetica, che ai lettori potrà riservare non poche sorprese. Secondo G. Barbiero, il Cantico dei Cantici non è solo una raccolta di poesie d'amore, ma un poema unitario, con una struttura definita e con un programma teologico ben preciso. Esso si colloca nell'epoca tolemaica (seconda metà del secolo III a.C.) ed è, al pari di Qohelet, una risposta della comunità giudaica di Gerusalemme agli stimoli culturali della civiltà greca circostante, di cui assimila certi valori, ma da cui sa anche prendere le distanze. Il messaggio teologico del libro è ricercato attraverso lo studio delle metafore, la cui comprensione è facilitata da una ricca raccolta di illustrazioni (oltre un centinaio), tratte da reperti archeologici coevi. Oltre che con il mondo circostante, il Cantico dialoga con la tradizione di Israele codificata nel Primo Testamento: anche qui il Cantico, pur esaltando il valore della propria cultura, sa porsi in atteggiamento critico, talora anche fortemente polemico, con essa. Il confronto puntuale con i testi biblici si rivela strada maestra per cogliere la dimensione teologica, attualissima, del libro. L'opera è arricchita dalle illustrazioni studiate da Othmar Keel.
Vissuto in un'epoca di grandi persecuzioni contro la prima comunità cristiana, il filosofo Giustino con le due Apologie contesta le motivazioni con cui gli imperatori e il Senato romano giustificavano la persecuzione dei cristiani. Il contesto storico in cui Giustino scriveva non è così diverso dalla frammentazione culturale e religiosa che la nostra epoca registra; per questo il libro risulta attuale anche oggi e di grande interesse per chi desidera approfondire i temi della fede attraverso un linguaggio, apparentemente lontano dalla nostra sensibilità, ma di grande forza e spessore contenutistico e letterario.
Un'originale rilettura della vita spirituale a partire dall'immagine biblica della tenda. Secondo F. Castellana, se la Chiesa oggi vuole essere incisiva nell'evangelizzazione del mondo, deve ridiventare quella tenda in cui, nel deserto durante il cammino verso la terra promessa, abitava Dio. La Chiesa, e quindi ogni credente, deve lasciarsi riempire dalla presenza di Dio. Una presenza esclusiva, che non lascia posto agli idoli, al potere, alle preoccupazioni mondane?La storia ci interpella, gli uomini aspettano Cristo e noi non possiamo dar loro devozioni o moralismi. Cristo di nuovo oggi si sta proponendo alla coscienza come l'ospite divino che vuole abitare nella sua tenda in mezzo agli uomini. Ogni battezzato, religioso, laico, sacerdote, sposato, è chiamato a diventare tenda per Dio. Tutto ciò naturalmente avviene attraverso un lungo processo in cui ognuno ridiventa "spazio" di Dio, ridiventa puro, "vergine". Proprio in questo consiste la vita spirituale, nello stabilire giorno per giorno un rapporto unico, esclusivo con Cristo, nel quale egli ci purifica e ci rende capaci di ospitare Dio, di diventare cioè tende per Dio.
Una comprensione insufficiente tanto della fede, quanto dell'amore, ha fatto sì che venisse persa di vista la profonda unità che lega insieme e in reciproca connessione queste due dimensioni essenziali della vita cristiana: il credere e l'amare. Il presente volume, di A. Bellandi, intende rimettere al centro una tale unità, presente anzitutto nella testimonianza paolina e giovannea, mostrando come non si possa parlare di fede cristiana pienamente realizzata senza includervi in essa l'operosità dell'amore, e viceversa come l'amore sia condizione necessaria per il conoscere della fede. Infatti essa nasce e si sviluppa sul fondamento della rivelazione di Dio compreso quale "amore trinitario" e vive nel contesto comunionale del "noi-ecclesiale". In questa prospettiva, viene ripercorsa dal testo la centralità dell'amore così come si documenta anzitutto nei testi di alcuni grandi autori del passato, nel recente magistero di Giovanni Paolo II e nella preghiera liturgica, per poi finalmente offrire una visione teologica complessiva, pur essenziale nei suoi termini, in cui l'amore viene visto quale primaria dimensione caratterizzante l'essere e la vita nuova del credente, immedesimato a Cristo nel battesimo.
Il volume, curato da E. Ronchi, racconta quattro conversioni che hanno inciso sulla storia della Chiesa e rimangono emblematiche e paradigmatiche per ogni credente. La conversione/vocazione di Paolo, il "persecutore" divenuto il più grande diffusore del Vangelo, narrata con abilità e chiarezza da Giuseppe Barbaglio, noto biblista italiano. La svolta di Pacomio, il fondatore del cenobitismo (la vita monastica in comune), nel racconto di Ermes Ronchi - dei Servi di Maria, esperto in monachesimo primitivo - che evidenzia in modo particolare la duplice conversione del soldato egiziano: a Dio e ai fratelli. Il "ritorno alla casa del Padre" dell'intellettuale Agostino, uno dei massimi Padri della Chiesa universale, nell'indagine competente e rigorosa condotta da Luigi Franco Pizzolato - ordinario di letteratura cristiana antica, appassionato studioso di Agostino - soprattutto attraverso le Confessioni. La resa del basco Ignazio - turbolento, raffinato, ambizioso uomo di corte, inventore di una delle vie spirituali più apprezzate e seguite -, nel racconto di uno dei suoi numerosi figli, Carlo Casalone, medico e teologo. Gli interventi sono nati all'interno di un ciclo di incontri tenutosi alla Corsia dei Servi, centro culturale milanese, nel corso del 2003. Alle quattro storie è premessa un'ampia e suggestiva introduzione di M. Ilaria Grosso (medico, impegnata in ambito teologico) sull'esperienza dei mistici, i "sedotti da Dio".