
Quale invisibile legame collega l'esuberante civiltà minoica e l'austera comunità essena di Qumran? Quali oscure trame ispirarono l'assassinio del re merovingio Dagoberto, sospettato di eresia dal Papato e considerato invece dal misterioso Priorato di Sion l'ultimo discendente diretto del Messia? Quali erano i reali intenti del mistico Bernardo di Chiaravalle, che non volle diventare papa ma tenne in pugno la Chiesa per quasi trent'anni, esercitando un "potere all'ombra di tutti i troni"? Eventi storici apparentemente slegati l'uno dall'altro confluiscono in un unico Grande Disegno: la creazione dell'Ordine dei Templari e la sua diffusione in tutta Europa con tecniche di gestione economica e sociale che ne fanno il primo esempio di impresa multinazionale (ma all'epoca delle Crociate). Un'ascesa rapida, sensazionale, e un'altrettanto fulminea e rovinosa caduta, quando il re di Francia e una papa francese attuarono una vera e propria "soluzione finale": i Cavalieri templari furono torturati e sterminati con un accanimento che precorre in modo sinistro la ventata d'odio dell'Olocausto.
Perché il Mussolini di Salò continua, a distanza di sessant'anni, a impegnare gli storici, a interessare i lettori, a dividere gli animi? Se non è in discussione il giudizio su questa estrema avventura del fascismo, restano da chiarire molte questioni (la liberazione di Mussolini e la sua morte, per esempio) e sono da approfondire le ragioni che portarono molti italiani dalla parte sbagliata. Moseley, in una ricostruzione non ideologica, propone un ritratto a tinte forti dell'ultimo Mussolini, consapevole della sconfitta e sempre in bilico fra rimpianto, autocritica e disprezzo per i propri compatrioti.
Nonostante la conquista normanna del 1071, Bari rimane di fatto una citta' bizantina.
Cronistoria di Piombino e del suo Principato. Il titolo di quest'opera e programmatico: Cronistoria di Piombino e del suo Stato". Esso significa che noi cercheremo di scandagliare l'esistenza di Piombino prima ancora che divenisse il centro di questo Stato Autonomo, che poi si disse "Principato di Piombino" spina dolente del Granducato di Toscana, in quanto soggetto al Regno di Spagna, quasi quanto l'infelice Stato dei presidi di Orbetello, Talamone ed Argentario. Va riconosciuta la grande maestria politica dei Signori Conti d'Appiano, dei principi Buoncompagni e loro successori che sfruttando le forze contrastanti di Firenze, Siena, Pisa, Genova, Impero, Francia, Spagna, Turchi e Napoli riuscirono a mantenere a questo loro Stato almeno una parvenza di liberta che va dall'anno 1399 al 1814, quando il Congresso di Vienna lo soppresse annettendolo alla Toscana, quale Granducato vassallo dell'Impero Austro-Ungarico... "
Il volume e un ampio approfondimento di tutti gli aspetti politici/culturali che non permettono all'Europa di riscoprire e valorizzare la sua identita Giudaico/Cristiana.
Il presente lavoro concerne la trascrizione del Catasto Senese del 1318, la cosiddetta Tavola delle possessioni", relativo a tre Comuni rurali dell'alta e media Valle dell'Asso: Montelifré, S. Giovanni d'Asso e Monterongriffoli. "

