
Argo, una delle più importanti ‘terze forze’ del quadro internazionale greco, fu città di solide tradizioni democratiche, ma la sua esperienza fu assai diversa rispetto al modello ateniese, sia sul piano delle forme istituzionali, sia sul piano della convivenza civile.
I saggi raccolti in questo volume cercano, da una parte, di cogliere il ruolo internazionale di Argo nel contesto geopolitico peloponnesiaco e nel più ampio contesto panellenico; dall’altra, di mettere in evidenza, sul piano della politica interna, le peculiari caratteristiche istituzionali della città argiva e le profonde fratture che ne attraversano il contesto sociale, originate dalle forme particolari di un processo di democratizzazione avviato dall’immissione di elementi estranei, in senso etnico e sociale, nel corpo civico. Ne esce il quadro di una vicenda storica profondamente condizionata dalla costante minaccia delle potenze confinanti e dal ricorrere di sanguinose lotte fratricide.
A questo volume hanno collaborato:
Cinzia Bearzot, Marcello Bertoli, Alessandro Galimberti, Franca Landucci, Maria Pia Pattoni, Marcel Piérart, Giuseppe Ragone, Marta Sordi, Paolo A. Tuci.
"Perché il corpo nel Medioevo? Perché il corpo ha una storia. La concezione del corpo, il suo spazio nella società, la sua presenza nell'immaginario e nella realtà, nella vita quotidiana e nei momenti salienti hanno subito mutamenti in tutte le società storiche. Quale trasformazione è intercorsa dalla ginnastica e dallo sport dell'antichità greco-romana all'ascetismo monastico e allo spirito cavalleresco del Medioevo! Ebbene, dove si ha una trasformazione nel tempo, vi è storia. La storia del corpo nel Medioevo è dunque parte essenziale della sua storia globale. "
Il nazionalsocialismo fu una dittatura implacabile con le popolazioni sottomesse ma compassionevole e compiacente verso il popolo tedesco. La sua principale preoccupazione fu alimentare il consenso della nazione tedesca, con politiche che oggi definiremmo di welfare state. Programmi di sostegno ai più deboli, sovvenzioni per le famiglie dei combattenti, reti di sicurezza sociale. il tutto fu finanziato con la rapina selvaggia e sistematica delle nazioni asservite dalla guerra: depredate delle materie prime, colpite nella moneta nazionale, saccheggiate di ogni bene. Ricavando dalla guerra di rapina le risorse per il sistema del consenso, Hitler e i suoi uomini si comportarono come classici uomini politici attenti agli umori dei loro cittadini. Chiedendosi sempre come garantire la soddisfazione del popolo tedesco o quanto meno la sua indifferenza. Per questo la dittatura hitleriana poté contare per la gran parte della sua durata sull'appoggio della maggioranza dei cittadini tedeschi.

