
È possibile che Nerone non abbia dato Roma alle fiamme? Che Livia non abbia pianificato gli omicidi di tutti gli eredi al trono? Che i Romani non vomitassero durante i pasti? La storia cambia costantemente prospettiva grazie a tutti coloro che, viaggiando nel tempo e cambiando il passato, modificano gli eventi in base al loro punto di vista. Così, spesso, la storia che ci è stata raccontata non corrisponde alla realtà. In questo libro, sveleremo gli inganni, le menzogne e le distorsioni del mondo romano: da quelle che ci sono state tramandate dalla storiografia ufficiale, spesso inconsapevolmente, dovute all'impenetrabile velo che accompagna i fatti del passato, a quelle narrate nei film, nelle serie TV e nei romanzi.
L'Europa incontra la cultura cinese mediante viaggiatori laici e missionari, soprattutto francescani. Disponibile a breve fra l'europa e l'asia orientale vi furono contatti fin dall' antichita. Il volume ricostruisce l'immagine dell'asia pro dotta e trasmessa in occidente dall'epoca della grecia prec lassica fino agli inizi dell' eta moderna. Le conoscenze riguardo a quelle terre lontane e sconosciute rimasero per lungo tempo limitate al ricordo del viaggio leggendario di alessandro magno e alla letteratura fantastica sulle meraviglie dell'india. I primi viaggiator i che giunsero a karakorum furono i francescani giovanni di pian del carpine e guglielmo di rubruck. Dopo di loro la storia e le narrazioni proseguono. Ci sono tracce di quei racconti anche fra le letture di colombo e, contribuiscono a spiegare origine e presupposti della sua impresa. Complet ata da numersoe tavole a colori, dalle carte geografiche con i principali itinerari di viaggio e da un elenco completo dei viaggiatori in asia centrale e orientale nei secoli xiii-xv, la ricerca offre una sintesi ricchissima di storia dei viaggi reali e immaginari e delle modifiche da essi introdotte nella mentalita, cultura e costume degli europei.
L'autore ricostruisce l'esemplare impegno dei Frati in ambito sociale e politico, in favore della pace fra i comuni d'Italia nel Medioevo. Nel 1233 alcuni abili e brillanti esponenti dei nuovi ordini mendicanti danno avvio a una ben concertata campagna di predicazione di massa, che nel giro di pochi mesi raggiunge numerose citta dell'italia sette ntrionale, in primo luogo dell'emilia e del veneto. Il fran cescano gerardo da modena e il domenicano giovanni da vicenza ne sono i protagonisti piu`famosi. Essi diffondono un'imm agine dell'autorita divina c he sanziona, grazie anche a prodigi e miracoli, la loro stessa autorita e ne legittima gli interventi nella sfera civile; i predicatori si impegnano a risolvere dispute tra le fazioni e fungono da arbitri in conflitti sociali e politici, attingendo alle forme del diritto romano e intervenendo sugli statuti cittadini per creare procedure flessibili di mediazione, giungono a riformare gli ordinamenti comunali per inserirvi il loro messaggio di armonia sociale.
Il contesto generale del discorso di Dalarun è costituito dal medioevo occidentale. A partire da tale contesto si propone la domanda capitale: come e perché governare diviene sinonimo di servire. Alcuni prelievi circoscritti da un ciclo di lezioni di Michel Foucault, pubblicato postumo nel 2004, suggeriscono l'andamento di questo libro. Si tratta in particolare della distinzione tra sovranità e governo. Sovranità infatti implica dominio. Governo comporta un'arte di governare gli uomini che li avvolge e li coinvolge ma non li domina. Ed è qui che Dalarun coglie un'analogia con le elaborazioni che l'idea e la pratica di governo avevano conosciuto nell'ambito degli Ordini religiosi medievali. È un libro prezioso, prezioso perché offre un esempio spinto all'estremo di scomposizione di alcuni testi medievali per darne una lettura e un'interpretazione le più fondate ed esaurienti possibili (e che si tratti di testi in fondo "minori" - alcuni passi riguardanti la vita di Chiara, il biglietto di Francesco a frate Leone - accentua la preziosità dell'impresa). È un libro infine fitto di pagine illuminanti ma anche non privo di affermazioni che non mancheranno di suscitare discussioni.
L'uso dell'analogia storica e l'appropriazione ideologica del passato da sempre costituiscono un efficace strumento per legittimare il presente o reclamare la necessità di intervenire su di esso. Le riletture fasciste del mitomotore medievale del paradigma agiografico francescano rappresentano in tal senso uno dei casi più espliciti di manipolazione della memoria storica. Ricorrendo a disinvolte decontestualizzazioni e forzature, la dialettica politica del Ventennio fece dell'epopea francescana medievale un fondamentale snodo retorico-propagandistico e, rinvenendovi una diretta ascendenza delle iniziative del regime, ne arruolò personaggi ed eventi per la costruzione della nova identità nazionale. Le celebrazioni centenarie di san Francesco (1926), Chiara d'Assisi (1941) e del beato Bernardino da Feltre (1939) trovarono così una precisa ricollocazione semantica nella cornice politico-ideologica della rivoluzione fascista, del conflitto mondiale e, soprattutto, delle leggi razziali. Il volume ne indaga le acrobatiche rimodulazioni politico-confessionali all'interno della narrazione agiografica e, attraverso la stampa e la libellistica dell'epoca, esamina il ruolo che i publicisti catto-fascisti assegnarono a santi patrioti e predicatori antisemiti.
Storia di Venezia dalle origini a oggi. La grande storia di una città unica al mondo, nata prima dalle mani di pescatori ex contadini e poi da profughi, in quella Laguna che la renderà inespugnabile. Case sull'acqua come non s'era mai visto: calli, campielli e poi palazzi sontuosi, una piazza e una Basilica che tutto il mondo vede e ama. Undici secoli di storia, un'originale repubblica aristocratica, la ricchezza dal commercio sui mari, l'arte del governare e del bel vivere... Paolo Scandaletti ci accompagna nella millenaria storia di Venezia.
Questo libro racconta la vita dell'istituzione più longeva dell'umanità: le radici nell'antichità remota con Abramo e Mosè, Cristo e gli Apostoli in Palestina, Pietro e Paolo che avviano la Chiesa nella grande Roma, fino a papa Bergoglio. Storia che spesso coincide con quella dei Papi: dai perseguitati a quelli che la consolidano come Leone e Gregorio Magno, salvano nei monasteri il patrimonio culturale della civiltà greco-romana; affrontano male l'ondata islamica e le Crociate, ma aprono all'aria fresca degli Ordini mendicanti. Si buttano nel potere temporale, battagliando con il grande imperatore Federico II; e in quello mondano, provocando lo schiaffo di Lutero e la salutare rigenerazione del Concilio di Trento. Agli splendori del Rinascimento italiano i Pontefici hanno dato la basilica di San Pietro con la cupola di Michelangelo, il colonnato del Bernini, la magia della Cappella Sistina e le Stanze di Raffaello; i Musei vaticani prima attrattiva del turismo colto del mondo. Nel rovescio, la piaga del nepotismo e i Papi guerrieri, i vescovi feudatari e principi col popolo di Dio emarginato, i processi dell'Inquisizione e il caso clamoroso di Galileo. L'Unità d'Italia sloggia il Papa dal Quirinale, liberandolo finalmente da un potere temporale ormai imbarazzante. Mussolini con il Concordato del 1929 ha dato forma allo Stato vaticano: tanto minuscolo territorialmente quanto libero di svolgere la missione per la quale la Chiesa è stata creata due millenni fa.
La storia di Roma, straordinaria e lunga oltre un millennio, ha portato un piccolo insediamento a diventare un grande impero, grazie alla guida di personaggi di eccezione e alla capacità di aggregare politicamente popoli così differenti, nel segno dei suoi valori pubblici e attraverso nuove suddivisioni del potere, vicendevolmente controllate. Nutrita dalla lingua e dalla cultura greca, Roma si racconterà magistralmente nel latino delle storie di Tito Livio e della letteratura di Catullo. Oltre l'urbanistica e l'ingegneria. Paolo Scandaletti racconta quel milione di abitanti, soprattutto poveri, di una città ricca e gaudente fattasi stato, guidata da re agrari e mercanti, e con una classe dirigente aristocratica per lo più saggia e lungimirante. Imperatori immortali come Cesare e Augusto, Costantino e Giustiniano; vestigia diffuse su tutta Europa, l'Africa e il Medio Oriente.
"La Grande Guerra sul Carso. Vidi il fiume diventare arancione e poi rosso sempre più rosso. Provai a capire se il sangue era italiano o nostro e mi resi subito conto che il nostro si era mischiato con quello italiano e scorreva il dolore di due popoli. Mi girai verso il Carso e piansi lacrime rosse. Adesso s'incontrano i primi morti. Non c'è stato ancora tempo per sepperlirli. Son stesi al suolo, incollati alle posizioni, gli sconosciuti, gli ignoti, i silenziosi difensori di questa terra dura e sterile. Si vedono anche parecchi Italiani. I nostri però sono in maggior numero." (Kornel Abel)
Questo saggio si rivela particolarmente utile per tutti coloro i quali a vario titolo - per studio, esigenze professionali, approfondimento culturale ecc. sono interessati alla materia. La struttura del volume è scandita secondo un criterio di successione cronologica, che segue le vicende di quelle case editrici che hanno rappresentato un punto di riferimento significativo nei diversi periodi presi in esame, sempre calandole nel contesto storico del momento. La divisione in tre parti - corrispondenti all'Ottocento, alla prima e alla seconda metà del secolo XX, fino ai nostri giorni - propone anche tre possibili sguardi: quello che cerca nelle prime tappe dell'editoria moderna alcune delle linee determinanti per i suoi sviluppi a venire; quello che si sofferma più puntualmente sulla nascita e sulla crescita di realtà editoriali ormai entrate a far parte della storia; quello che invece tenta di individuare, per i tempi più vicini a noi, i fenomeni caratteristici dei vari decenni fino alla soglia del digitale e dell'e-book.
L'autore, filosofo e pubblicista kossovaro, delinea un articolato panorama del Kossovo prima dell'esplosione della guerra e delle tensioni interne al disfacimento della ex Jugoslavia, senza dimenticare il più ampio contesto dell'Europa orientale. Scritto poco prima dello scoppio della guerra, il libro si propone di dare dignità politica e storica a un processo di individuazione di un'area del mondo da secoli in lotta contro straordinarie pressioni e contraddizioni, pur privilegiando la necessità di una soluzione al problema del Kossovo in chiave non violenta, cercando di attutire il contrasto sanguinario e frontale.

