
Benedetto da Norcia è un protagonista del VI secolo. A quel tempo l'impero romano sopravvive in Oriente, ma in Occidente è invaso dai Goti, poi, in Italia, dai Longobardi. I loro capi si chiamano Teodorico e Totila. L'impero romano d'Oriente tenta di riconquistare l'Italia contro i barbari, con una guerra che causa divisioni insanabili, lutti e rovine. È in questo contesto di sconvolgimenti politici e sociali, mentre l'eresia ariana riappare in Occidente e si perpetuano i conflitti teologici tra Chiesa latina e Chiese d'Oriente, che si deve mantenere e radicare il cattolicesimo. Erede dei monaci del deserto, Benedetto, uomo di Dio, sarà allo stesso tempo un fondatore di monasteri e il "teorico" della vita monastica al quale farà riferimento la tradizione occidentale. Diventerà il "padre dei monaci d'Occidente" prima di essere proclamato da Paolo VI "patrono dell'Europa cristiana". Quattordici secoli dopo la scrittura della Regola dei monaci, è proprio realizzando l'opera di Benedetto che i monaci e le monache di questo fine millennio attingono alle direttive del "padre" per vivere, nel nostro tempo, l'autenticità della ricerca di Dio e dell'amore di Cristo e dei fratelli.
Un vero percorso verso la calma interiore. L’autore conduce il lettore attraverso brevi pensieri originali a individuare la dimensione e la profondità della pace che viene dal Dio come guida all’uomo per ritrovarsi in una nuova dimensione di serenità profonda. Ogni pensiero é accompagnato da una citazione delle Sacre Scritture che apre un nuovo scenario e invita ad un nuovo passo avanti.
«Non gli dico nulla, lo amo». Teresa di Lisieux riassumeva così la sua preghiera in queste poche parole. Non c’è quindi da meravigliarsi che questo libro dedicato alla preghiera parli altrettanto della relazione amorosa. L’amore… la preghiera. Una medesima realtà, un medesimo linguaggio.
«Io sono persuaso che si sappia spontaneamente pregare – scrive l’autore – come si sa spontaneamente amare». Arrivare alla preghiera contemplativa è un’esperienza alla portata di tutti.
Il procedimento proposto guida il lettore affinché trovi in sé il cuore profondo, quel luogo da cui scaturisce la preghiera così come l’esperienza amorosa, affinché egli impari a entrarvi e a farvi silenzio.
Padre Jacques è nato a Boucherville nel 1952. A 23 anni, dopo studi di teologia all’Università di Montréal, è entrato nell’abbazia cistercense Notre-Dame-de-Nazareth a Rouge-mont, dove è attualmente incaricato del frutteto e della sidreria. All’occorrenza, anima ritiri spirituali o riunioni nella foresteria del monastero.
Un piccolo libro con ottanta facili consigli per la crescita umana e spirituale di ciascuno nella vita di tutti i giorni. Un vero corso di esercizi da vivere nelle cose normali di ogni giorno, con obiettivi, verifiche e aiuti spirituali.
Sullo sfondo di un dialogo epistolare (via e-mail) tra uno sportivo parroco di montagna e un imprenditore desideroso di approfondire la propria fede, l’autore (il parroco) presenta i fondamenti di una “catechesi di base” su Gesù. Il tutto in tre tempi: Gesù è un uomo perfetto, pieno di dolcezza, che ama la compagnia; Gesù è l’incarnazione di Dio, agisce con una autorevolezza inattesa; trasforma dodici uomini pieni di limiti in apostoli maturi; Gesù ci rende più uomini, ci aiuta a capire la vita; a ritrovare l’interiorità. Il tutto, preceduto da un’introduzione che fa una sorta di check-up di alcuni diffusi luoghi comuni sulla fede cristiana.
Don Paolo Curtaz è un presbitero della Chiesa di Aosta, e fa il parroco in quattro comunità intorno al Gran Paradiso. Tiene i contatti con i suoi parrocchiani turisti attraverso la radio (“Prima di tutto”, Radioinblu) e attraverso Internet (www.tiraccontolaparola.it).
La vita deve essere fortificata da numerose amicizie.
Amare ed essere amati sono le più grandi gioie della vita.
Sydney Smith
Da un grande cultore della letteratura aforistica, un piccolo libro che raccoglie centinaia di pensieri, riflessioni e poesie sull’amicizia di altrettanti scrittori di tutto il mondo e di tutti i tempi,
Mario Merlino, nato a Palermo nel 1969, cultore della letteratura aforistica, ha collezionato tantissimi libri sull’argomento e ha estratto, catalogando, dalle più svariate fonti, migliaia di massime, pensieri, aforismi sui più disparati argomenti.
II giovani domandano: Ma cos'è la vita? Sesso o amore? Quanto conta la bellezza? Ci vorrebbe una scuola. Contro la droga? Ma cos'è la felicità? Figli dei nonni? Paura del presente? Perché i padri non fanno i padri? Mal di vivere, voglia di morire? L'Aids piove dal cielo? I cattivi maestri? Possiamo andare in discoteca? La tivù è il diavolo? Gli ultimi saranno i primi? Dove nasce la pace? Don Mazzi risponde nel suo modo che non propone verità dogmatiche ma questioni aperte, con ironia e provocazione, parlando ai ragazzi e ai genitori. Uno spaccato della società giovanile, con qualche speranza: quella del somaro!
Non si può guardare un figlio e pensare alla morte.
Lettera di una mamma al suo bimbo che vuole guarire.
Abbiamo fatto tutto quello che poteva essere fatto.
Ma ho solo una cosa in testa stasera.
E la devo dire, per una volta. La voglio dire.
Perché è il motore di tutta la mia esistenza.
Io voglio solo che mio figlio viva.
Non desidero altro.
È questo il lieto fine che voglio per noi. Maria Giovanna
Cosa passa nel cuore e nella mente di una mamma quando le dicono che suo figlio Nicola, di un anno di età, non ha una fastidiosa influenza, ma la leucemia? Cosa si prova nei lunghi mesi di segregazione in ospedale, quando la speranza di guarigione si alterna con l’attesa, la paura, il dolore innocente? E quando arriva il momento del trapianto di midollo, e bisogna aspettare, aspettare?
La nuova edizione di un piccolo libro di grande successo. Attraverso le vignette a colori di Paolo del Vaglio, vengono rappresentate ottanta scene angeliche. Questa nuova edizione è giocata su un’unica vignetta, a quattro colori, dove battuta (derivata dal testo evangelico) e disegno si uniscono per offrire al lettore in un’unica soluzione un’acuta illuminazione di una scena evangelica.
Di questo libro così scriveva il grande Nazareno Fabbretti: “È un granello di senape, ma può mettere lunghe e fresche radici in chi sia disposto a tornare bambino per entrare nel regno dei cieli”.
Paolo del Vaglio , nato a Napoli, umorista grafico, è noto soprattutto per i suoi “angioletti” che appaiono sulle più prestigiose pubblicazioni di ispirazione cattolica e, naturalmente, sul quotidiano Avvenire. Premio Consiglio d’Europa (1984), premio Thomas More per un umorista cristiano (1992), “Dattero d’oro” a Bordighera (1999). Nel suo umorismo c’è sempre un soffio di umanesimo che manifesta le sue origini di insegnante di lettere. Al suo attivo ha diversi libri incentrati per lo più sui personaggi evangelici che interpretano nell’ottica religiosa e nella dimensione del sorriso la realtà umana.

