
Dio? Lo troverai sempre sul tuo cammino, anche se non lo cerchi o non lo riconosci più! A partire da questa considerazione il cardinale Roger Etchegaray, dall'alto dei suoi 93 anni e forte di una mente lucida e attenta, dà inizio a una riflessione su Dio, conscio che non è possibile farne il giro completo: perché il suo volto non si può mai vedere (Esodo 33,18-23). Un proverbio africano dice che il suolo è calpestato solo attorno ai buoni alberi. Se viviamo in superficie, trascineremo gli altri in superficie. Se viviamo in profondità, là dove Dio abita, li porteremo alla sua intimità; allora soltanto assaporeremo la gioia di amare Dio. Ed è proprio a questa gioia che Etchegaray prova a condurre il lettore.
Durante un incontro con la Curia Romana, papa Francesco ha indicato quindici malattie dell'anima nei confronti delle quali ciascuno di noi dovrebbe compiere un esame di coscienza. Ma il Santo Padre, infaticabile evangelizzatore della misericordia divina, ha anche chiarito che Dio è Amore infinito e che nessuno, qualunque sia il suo peccato, è escluso dallo sguardo divino. Don Gabriele Maria Corini prende spunto dalle parole del Papa e dalle quindici malattie dell'anima da lui elencate , per proporre un percorso che attraverso le pagine della Scrittura - suggerisce delle possibili cure per le nostre infermità spirituali. Un volume pensato per chi, da solo o in gruppo, vuole dedicare un po' del suo tempo a dei proficui esercizi spirituali.
Come fronteggiare il dolore e le difficoltà della vita quando questi diventano oppressivi, forti, apparentemente impossibili da superare? Un suggerimento sta nel ricordare l'aiuto che possono offrire alcune pagine della Sacra Scrittura poiché esse, se le si conosce, sanno confortare e sostenere nel momento più duro. Il testo biblico è ricco di riflessioni sul tema del dolore - di ogni tipo di dolore - e generoso di esempi su come esso possa e vada superato attraverso lo sguardo della fede. La fede va però compresa e alimentata. È una via di salvezza dalle difficoltà della vita ma è anche quella che per prima viene messa in difficoltà e criticata quando si verificano eventi spiacevoli o si deve vivere la realtà del dolore. Che senso hanno il mio malessere, il mio dolore, il mio lutto? E dov'è Gesù quando io mi sento così male? Contro la solitudine in cui sembra rinchiuderci il dolore, Elide Siviero parla in questo libro di una Scrittura che "ricorda la presenza di Gesù Cristo, sempre accanto a noi per sussurrarci la potenza della Vita".
Nel vangelo di Luca leggiamo che Gesù ci chiede di essere "misericordiosi come lo è il Padre". Ma la misericordia è difficile da esercitare: perché, se mi sforzo di essere come il Signore mi vuole, devo stare sullo stesso piano di chi ha dissipato la sua vita e poi, tardivamente, si è pentito? Perché questa misericordia fa sembrare il mio impegno inutile? Perché sembra così ingiusta? Don Marco D'Agostino risponde a queste domande indicando in Maria una guida sicura nell'accidentato percorso della misericordia; Maria, che ha risposto alla chiamata della Divina misericordia e ha accolto il Signore che si è fatto uomo, ci mostra il punto in cui le nostre azioni e il nostro vivere si avvicinano di più al Cielo. Maria, grembo di misericordia ha anche una seconda stella polare, Gianluca Firetti. Con "Spaccato in due. L'alfabeto di Gianluca", don Marco e Gian hanno raggiunto tantissime persone in tutta Italia, portando loro un messaggio di fede e di speranza. Quel libro era volutamente mancante della lettera "Z" in quanto, Dio stesso, nel momento opportuno, l'avrebbe scritta per Gian. La sua "Z", a soli vent'anni, è stata scritta velocemente e allora la "Z", ultima lettera del suo alfabeto, diventa la prima di questo testo, la prima di tante che invocheranno Maria e, nella rilettura del Vangelo, ce la faranno sentire madre e sorella.
La figura esile di dom Hélder Câmara contrasta a prima vista con la grandezza del suo pensiero e della sua opera. Questo libro vuol riportare - a pochi mesi dall'apertura del processo di beatificazione - la giusta attenzione su una figura anticipatrice della Chiesa bergogliana, divenuta simbolo di tante battaglie per la giustizia, la pace e il riscatto dei più poveri. Si tratta di un'antologia di brani, soprattutto poetici, che permettono al lettore di cogliere il cuore del pensiero dell'arcivescovo di Recife, che di se stesso soleva dire "sono una creatura umana che si considera fratello nella debolezza e nel peccato con tutti gli uomini di tutte le razze e di tutte le regioni del mondo, un cristiano che si rivolge a cristiani, ma col cuore aperto, ecumenicamente, verso gli uomini di ogni credo e di ogni ideologia, un vescovo della Chiesa cattolica che, a imitazione di Cristo, non viene per essere servito, ma per servire".
La confessione è il sacramento che dona la beatitudine dello Spirito, ridona l'innocenza al peccatore e riconcilia con se stessi. Grazie ad essa viviamo l'esperienza di presentarci nudi davanti a Dio ed essere rivestiti dalla sua misericordia. Eppure in molti credenti, la confessione suscita paura, ansie, un senso negativo e oscuro che la rende qualcosa di lontano e faticoso; per altri invece è un esercizio inutile perché il cuore va lasciato libero di vagabondare e nelle nostre vite non esiste nessuna reale colpa. Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna, guida i lettori in una riflessione sul valore della confessione per fugarne i possibili timori e far loro riscoprire la bellezza dell'"abbraccio di Dio". Riflettere sul valore delle confessione per riscoprirne la bellezza.
Un itinerario di crescita nella vita di fede sulle orme dell'apostolo Tommaso, di solito considerato il simbolo della durezza di cuore e dell'incredulità. In sette capitoli viene ripercorso il cammino spirituale dalla domenica di Pasqua alla domenica successiva in Albis, quando Tommaso finalmente incontra il Cristo risorto. Si tratta di una settimana di ricerca e di spoliazione di sé, un compendio di vita cristiana verso la luce della Resurrezione. In questo pellegrinaggio l'autore si basa sui testi evangelici, usando alcune immagini per chiarire i momenti del cammino spirituale: il "deserto o notte oscura" come simbolo del graduale avvicinamento del discepolo alla sequela della Croce; gli "strati di terreno nel cuore" considerati il simbolo degli ostacoli alla vita spirituale; le "perle preziose", ossia i momenti cardine da cui recuperare con la preghiera gli strumenti per percorrere il cammino.
Il problema del dolore, di quello innocente in particolar modo, era sentito in maniera acuta da don Carlo Gnocchi. Il "padre dei mutilatini" dedicò l'intera vita a combatterlo scientificamente, a lenirlo concretamente e a sublimarlo spiritualmente. Come per Giobbe, per i grandi tragici dell'antichità e per i pensatori di ogni tempo lo scandalo del dolore innocente non ha cessato di inquietare don Carlo fino alla fine. In questo ultimo suo scritto, le cui bozze sono state completate sul letto di morte, il dolore suscita due contrastanti interpretazioni: enigma per il non credente, mistero per chi si affida a Dio. La sofferenza dei bambini diventa per don Gnocchi l'icona stessa del dolore innocente, quello che in alcun modo può essere correlato alla colpa, e si pone come il "caso limite", la chiave per comprendere ogni dolore umano, così che "chi riesce a sublimare la sofferenza degli innocenti è in grado di consolare la pena di ogni uomo umiliato dal dolore".
«Non sono una madre. Sono un sacerdote. Sono un padre. Padre Maurizio. Ma di madri piangere sui propri figli ne ho viste tante. Troppe». Così scrive don Maurizio Patriciello, sacerdote simbolo della lotta contro la Camorra e i reati ambientali nella Terra dei Fuochi. E proprio insieme alle madri di questa terra bellissima e martoriata da fumi e veleni, don Maurizio ha scritto questo libro che racconta le storie dei bambini e dei ragazzi morti di cancro, o meglio uccisi dai camorristi, «dai colletti bianchi insozzati e dei politici corrotti, collusi, ignavi». Una Spoon River della Terra dei Fuochi per - sottolinea Giuseppe Fiorello nella Prefazione - non «dimenticare il sacrificio di chi avrebbe dovuto avere il diritto di vivere la vita in totale libertà e gioia: i bambini» e fare da monito a quanti perseverano nella loro opera di devastazione e a quanti avrebbero dovuto vigilare e non lo hanno fatto. A raccontare le loro storie in prima persona sono le donne, madri e mogli, che hanno trovato la forza di reagire al dolore e di «cambiare la loro sofferenza in amore, fondando l'associazione onlus Noi genitori di tutti con la quale sono accanto, sia umanamente che materialmente, alle famiglie che cominciano a vivere il loro stesso calvario».
L'uomo è chiamato a fare il bene. L'uomo virtuoso è colui che pratica il bene: ha intuito la sua identità, ha fatto esperienza dell'amarezza del male e ha deciso di orientare definitivamente pensieri, sentimenti e azioni verso il Bene sommo che è Dio. Intraprende quindi un cammino stupendo, nel corso del quale cresce di virtù in virtù; se cade, si alza e cammina ancora più spedito, gioioso e forte. Da una parte riceve l'aiuto divino, con la grazia delle virtù teologali; dall'altra mette in moto le proprie potenzialità per il raggiungimento del bene con le virtù cardinali. L'umiltà lo mantiene nella verità, capace di riconoscere i doni di Dio e la propria miseria e di decidere di «camminare umilmente» con Lui (Mic 6,8) verso la pienezza che desidera.
Contenuto
A una persona che vuole imparare a pregare, non serve un lungo discorso, infarcito di teologia; serve piuttosto incontrare un volto trasformato dalla preghiera. Un volto che la familiarità con Dio rende bello, perché abituato a leggere in chiave provvidenziale le gioie e i dolori di questa umanità. La preghiera infatti è contemporaneamente lotta e contemplazione. L'aspetto del combattimento pone in evidenza che, nella quotidiana fatica di vivere, dobbiamo essere perseveranti nella preghiera: la stanchezza e la sfiducia non devono avere il sopravvento. Come la cerva urla al cielo la sua disperazione, quando allo wadi non trova l'acqua, così la nostra anima grida a Dio, con la certezza che quanto più atroce è stata l'arsura, tanto più ci ristorerà l'acqua; quanto più nera è stata la notte, tanto più fulgida sarà l'aurora; quanto più difficile è stata la lotta, tanto più bella sarà la contemplazione faccia a faccia con il Signore della vita. Superata la notte, dopo aver lottato corpo a corpo con Dio, al guado del fiume, egli ci tenderà le braccia.
Destinatari
Tutti
Autore
Valentino Salvoldi, sacerdote, già docente di filosofia e teologia morale all’Accademia Alfonsiana in Roma e in varie facoltà teologiche dell’Africa, America Latina e Asia, è incaricato dalla Santa Sede (Propaganda Fide) per la formazione del clero delle giovani chiese. Ha creato attorno a sé un vasto movimento di solidarietà con i popoli del sud del mondo. I suoi numerosi libri, tradotti in molte lingue, nascono dalla vita e tornano tra la gente per dare speranza, per rendere il mondo più giusto e fraterno, più vicino al regno del Dio fatto Uomo.
Siamo colpiti ogni giorno da brutte notizie. Tutto sembra crollare, attraversare una crisi senza precedenti. Le buone notizie quasi nessuno ce le comunica. Eppure ci sono. Per riceverle dobbiamo però interpretare a fondo le brutte. Dobbiamo comprendere molto meglio ciò che sta accadendo. In questo libro impariamo a scorgere l’aurora di un nuovo inizio proprio dentro le aree esistenziali e storiche più problematiche. Una nuova vita e una nuova figura di umanità stanno emergendo infatti dal travaglio di tutto un mondo.
Autore
MARCO GUZZI (1955), poeta e filosofo, è sposato e ha tre figli. Dal 1999 ha fondato e conduce i gruppi di liberazione interiore «Darsi Pace». Dal 2005 insegna presso il Claretianum, Istituto di teologia della vita consacrata della Pontificia Università Lateranense e dal 2008 è professore invitato della Facoltà di scienze dell’educazione dell’Università Pontificia Salesiana. Nel 2009 Benedetto XVI lo ha nominato membro della Pontificia Accademia di Belle Arti e Lettere dei Virtuosi al Pantheon. Ha pubblicato circa 20 volumi.

