
Questo libro nasce dall'incontro tra due amici che hanno iniziato a riflettere su qualcosa che ci tocca tutti molto da vicino: il cambiamento. Oggi siamo troppo poco focalizzati sul momento presente, pensiamo sempre più frequentemente a cosa avremmo potuto fare di diverso in una determinata circostanza, oppure sogniamo ciò che vorremmo fare in futuro. Viviamo di rimorsi e di rimpianti senza preoccuparci di come potremmo agire effettivamente in concreto oggi. Ogni piccolo passo, i pensieri e le energie dovrebbero essere focalizzati sul qui e ora. È innegabile che se anche rifiutiamo o ci opponiamo al cambiamento, è impossibile non cambiare. Il cambiamento presuppone sempre un divenire, un continuo nascere e morire, un movimento che a volte, anche inconsapevolmente, compiamo, ma che prima o poi dobbiamo manifestare. Dobbiamo aver fiducia nel cambiamento. E qui gli autori vogliono far sperimentare al lettore che i cambiamenti più veri e più belli scaturiscono sempre a partire dalle relazioni con gli altri; a volte quest'ultime non sono facili o tranquille, è vero, ma è proprio da lì che nascono energie e alternative che aprono nuove strade nella nostra vita. Presentazione di Mario Delpini.
«Il breve diario di questa monaca mi è stato dato in lettura...». Così Emanuela Ghini introduce quest'opera che può rispecchiare, in senso lato, la vicenda di ogni persona chiamata alla vita monastica. Una testimonianza ulteriore del mistero di chi dedica se stesso a Dio nella preghiera, nel silenzio, nella contemplazione, in uno sguardo davvero laterale nei confronti del nostro mondo, sempre presente nella vita di ogni monaca e di ogni monaco: vita protesa nell'amore che è Dio, verso i fratelli e le sorelle in umanità. Il diario dell'anonima novizia è preceduto da un altro scritto diaristico, della medesima persona ancora adolescente. È, dunque, la stessa giovane donna, in due momenti distinti della sua vita, a porsi quasi allo specchio e a rivelare l'intreccio di due volti della coscienza, quelli che, in fondo, abitano tutti noi: uno, ingenuo e sorpreso dal mistero indefinito della vita e uno teso al mistero di Dio. Due anime che esprimono quell'unico segreto nel quale tutti cresciamo, comprendiamo, semplicemente siamo. Il lettore che accetterà di farsi compagno di questo diario, pian piano si accorgerà di avere fatto ingresso in un piccolo gioiello di letteratura mistica, ancora possibile anche nel nostro secolo.
Che cosa significa pregare? Perché è importante? Quali caratteristiche deve avere la preghiera per essere veramente tale? A tutte queste e ad altre domande vuole rispondere il presente volume. Pregare, afferma l'autore, è esperienza umanissima, anzi umanizzante. Ce n'è bisogno sempre. L'uomo è tale perché è corpo in cui c'è il "soffio vitale", il respiro che attesta la vita. L'esserci della persona umana è vivere in relazione; è il vivente con gli altri e per gli altri. La preghiera, allora, non è altro che uscire da se stessi per aprirsi all'altro, agli altri, al Tu, che è anche la nostra Origine. Pregare è vivere veramente, è lasciarsi coinvolgere dal Tu (Dio-Gesù). Riconoscendoci nel limite, nella preghiera ci apriamo all'Altro, agli altri, evitando di implodere nella forza-prigionia del nostro egoismo. Ogni preghiera autentica allora sarà continua (è il nostro modo di essere e di relazionarci agli altri, all'Altro); sinergica (siamo abitati da Dio e dobbiamo fare tutto con la sua forza, in sinergia con Lui); nutrita (dobbiamo sempre fissare lo sguardo su Gesù e nutrire la nostra preghiera con la sua Parola); vissuta (ogni momento della nostra vita è preghiera). Un volume che ci riporta alla vera radice della preghiera: la vita stessa.
Per incontrare il volto vivo di Gesù, i Vangeli continuano ad essere la fonte a cui non si può rinunciare. Vanno dunque indagati e ascoltati. Ne La lettura infinita, il Card. Tolentino aveva elaborato una riflessione contemporanea sul complesso tema della lettura. In questo secondo saggio, propone un itinerario cristologico essenziale, in sette tappe, scandite soprattutto, ma non solo, da brani del Vangelo secondo Luca. Ogni capitolo rappresenta un tentativo di lettura del testo evangelico così come si presenta. Punto di intersezione tra il divino e l'umano, il volto di Gesù ci viene continuamente incontro, ci spinge alla ricerca, ci induce a aderire a Lui, soprattutto attraverso l'esperienza che si compie nella maturazione della lettura e nel dinamismo della fede. Sondando i testi, ci si addentra nel mistero di quel volto che rimane una sfida. Interrogare i Vangeli è un compito che investe ogni generazione di credenti.
Le donne e gli uomini d'oggi (ma non è così per l'umanità di ogni epoca e luogo?) hanno bisogno di speranza. Siamo tutti in cerca di parole che possano aprire il nostro cuore al futuro e ricordarci che non tutto finisce nei giorni difficili della nostra vita. In queste pagine, tratte dalla saggezza che attraversa i secoli, da parole che vengono da Oriente e da Occidente, dal Sud e dal Nord del mondo, giunge a noi un messaggio univoco: nonostante le tenebre, le fatiche, le sofferenze, c'è una luce che attende ciascuno di noi.
Ci sono giorni in cui siamo tristi, soli, paurosi o feriti. Ci sentiamo incompresi, e nella nostra mente prevalgono i pensieri cupi. Anche padre Anselm conosce questi sentimenti e nei suoi corsi osserva che molte persone ne soffrono. Insieme con il confratello Ansgar Stüfe ha messo insieme per questi giorni ostili una farmacia spirituale delle cose che consolano. Nel farlo padre Anselm mette al centro la forza terapeutica della Bibbia, mentre fratel Ansgar ricorre al suo ricco bagaglio di esperienze di medico e monaco.
In un'epoca segnata dall'incertezza e dal cambiamento, la figura di Maria continua a interpellare la nostra fede e il nostro quotidiano. Attraverso un viaggio tra le apparizioni mariane riconosciute dalla Chiesa - da La Salette a Laus, da Lourdes a Fatima e a Kibeho - questo libro ci invita a riscoprire il senso profondo della presenza materna di Maria nella storia dell'umanità. Con uno stile coinvolgente e accessibile, Roberto Fusco esplora il significato delle mariofanie e il loro messaggio per il nostro tempo. Tra eventi straordinari, testimoni semplici e riflessioni profonde che attualizzano gli eventi, emerge un interrogativo fondamentale: abbiamo ancora bisogno della Madre di Dio? Un libro per chi cerca risposte sull'attualità della devozione mariana, per chi è affascinato dal mistero della Vergine e per chi desidera approfondire il cammino di conversione e di speranza che Maria continua a proporre.
Il perdono è al centro della vita cristiana, poiché il Dio di Gesù è, per definizione, Padre misericordioso. "Padre nostro" lo preghiamo e a Lui domandiamo che "venga il suo regno" e che dia a ciascuno "il pane quotidiano". Di fronte a questo amore che accoglie e perdona sempre, come sottolinea papa Francesco, noi siamo chiamati a una risposta, come donne e uomini che in questo amore vogliono entrare, vivere, crescere. In questo libro che attinge la sapienza dalle più belle pagine evangeliche (la peccatrice, la vocazione di Pietro, la guarigione del paralitico...) Don Francesco Cristofaro conduce il lettore a scoprire il mistero del rapporto tra noi e un Padre che sempre ci attende, che sempre ci ama e che non guarda ai nostri difetti ma a un amore eterno. Incrociando la propria esperienza personale (fatta anche di difficoltà ed esperienze di rifiuto) con la proposta di Gesù, don Francesco offre una vera e propria "guida" spirituale alla scoperta del valore che tutti noi siamo e che, talvolta, dimentichiamo di essere. Con proposte per un lavoro personale.
Un libro, questo di monsignor Molinari, che non solo raccoglie una serie di interventi su temi biblici e non, ma che soprattutto testimonia - se pure ve ne fosse bisogno - dell'attenzione che il vescovo emerito di L'Aquila ha avuto, per tutto il corso della sua vita di pastore e di lettore attento e curioso, nei confronti della cultura tout court. Parole di Dio e parole umane si intrecciano in questo percorso, alla ricerca di luoghi di senso e di incrocio tra l'offerta di salvezza che dalla Bibbia giunge all'uomo e la risposta umana, talvolta titubante, talvolta affaticata, ma sempre presente. Poeti come Pavese, romanzieri come Chesterton, teologi come Bultmann... vengono ripresi e restituiti al lettore in maniera originale e profonda, diventando "sentieri" in cui ritroviamo la freschezza della nostra umanità redenta e in ricerca.
Anni dopo la prima fortuanta edizione gli autori rimettono mano a quest'opera rendendo ancora più attuale e presente, nella nostra storia di donne e uomini in cammino, la figura del padre di Gesù. Ne esce un'immagine di uomo e padre che è perfetta per accompagnare ciascuno di noi, invitandoci a imitare l'esistenza di un uomo che, all'apparenza, era un uomo comune, ma che seppe incarnare la nobiltà di stirpe e spirito cui la sua avventura spirituale lo invitava. Giuseppe siamo noi, recita il titolo del volume, come per un invito, in piena consapevolezza, a ritrovare il nostro ruolo all'interno della vicenda umana che ci attende e sorprende continuamente. Il libro offre ricche suggestioni a partire dalla lettera apostolica Patris Corde di Papa Francesco.
Cosa possono insegnarci un seme minuscolo e un arbusto modesto sul Regno di Dio? Forse, molto più di quanto possiamo immaginare. Nel presente volume, don Luca e don Mauro accompagnano il lettore nella rilettura delle pagine evangeliche, esplorando una delle parabole più brevi e più potenti, e rivelandone il messaggio rivoluzionario: quella del granello di senape. Lungi dall'essere una promessa di grandezza futura o di dominio, la parabola rivela la vera natura del Regno: nascosto nelle relazioni di comunione, il Regno di Dio è in mezzo a noi, segno di una grandezza che non opprime ma ispira. In antitesi a ogni logica di prevaricazione imperialista, esso si realizza nella piccolezza, nella debolezza accolta come luogo di incontro con Dio e con gli altri. È presenza discreta che lascia spazio alla libertà umana, ammettendone anche gli errori, ma sempre pronta a offrire il ristoro dell'ombra e il calore del nido. Attraverso il dialogo fraterno tra gli autori, il libro non offre risposte semplici, ma apre domande profonde sul senso della fede e sulla missione della Chiesa, chiamata a essere non una struttura di potere, ma una comunità che testimonia Cristo con il servizio e la fraternità. Un'opera che sfida i lettori a riscoprire i significanti evangelici come spazi di dialogo, il cui senso emerge nelle relazioni umane autentiche. Come i discepoli di Emmaus, siamo chiamati a camminare insieme, accogliendo l'altro e lasciando che la Parola si faccia viva nel nostro incontro.
Chi sono io? Questo interrogativo riguarda sempre tutti noi. Tuttavia, le persone spesso rispondono alla domanda sulla propria identità non con ciò che le definisce davvero nel profondo, ma definendosi con il ruolo che svolgono socialmente e in privato: figlia, genitore, manager, insegnante, pensionata... Molti quindi intendono il diventare sé stessi proprio come diventare una versione ancora migliore di questo ruolo: invece di trovare la propria identità, lavorano per ottimizzarsi. Per sapere chi sei veramente, devi prima conoscere te stesso, con tutti i tuoi talenti e difetti. Se ottimizzarsi presuppone di riuscire a eliminare tutti i "punti deboli" del proprio Io, diventare sé stessi significa piuttosto scoprirsi e imparare ad amarsi. Ciò ha un impatto anche su chi ci sta vicino, perché solo chi conosce sé stesso può andare incontro agli altri in modo sincero.

