
La lettura di questo libro potrebbe, come si dice, urtare la vostra sensibilità perché vi si tratta, senza veli, di umiltà, argomento quanto mai ostico alle orecchie di molti. Santa Caterina da Siena che, oltre ad essere Dottore della Chiesa, definisce semplicemente orgoglio il mondo, quel mondo di cui Cristo dice che non bisogna meravigliarsi che abbia in odio i suoi discepoli. Una seconda avvertenza la dedicherei a chi scartasse questa lettura ritenendola non consona alla sua età. Perché se vecchiaia è per definizione il tempo più prossimo alla morte, non rimane nessuno che possa disinteressarsene. Per loro l'avvertenza viene da s. Bernardo: l'ultimo giorno viene. Per i vecchi è già sulla soglia, per i giovani è comunque in agguato. E ancora: temo per voi che la vita vi dia l'impressione di essere lunga e perciò vi procuri, invece di consolazione, tristezza. Quanto segue potrebbe inoltre essere scambiato per mera autobiografia, ma non lo è. L'autore si dichiara convinto con Pablo d'Ors che quando succede nelle nostre teste e nei nostri cuori ha lo stesso grado di verità di quanto succede davanti ai nostri occhi e tra le nostre mani. La fantasia non è meno vera della storia. Va da sé, infine, che l'insistere su di una determinata virtù da parte di chiunque ne rivela sempre il difetto principale. Ma questa avvertenza riguarda l'autore, non il lettore
I Maestri del Talmud hanno sempre ricordato, sebbene sia caduto sovente nell’oblio, che il popolo ebraico non è il popolo del Libro ma il popolo che interpreta il Libro. E qui si evidenzia un dato importantissimo per ogni lettore delle Scritture: la parola di Dio va sempre interpretata. Di più, la Commissione Vaticana, nel documento sull’Interpretazione delle Scritture, ha ribadito significativamente che la lettura fondamentalista della Bibbia altro non è che un suicidio della ragione.
Ha scritto Serge Viderman: «Sappia il lettore che egli non è lo spettatore affascinato o tediato di una storia fatta altrove e con la quale non ha nulla da spartire. Sapendo che il testo gli parla di lui e della sua storia, gli apparirà immediatamente la pluralità dei significati possibili. Il lettore apprenderà che il testo gli reca, in un linguaggio cifrato che non potrà che essere decifrato da lui, il soffio notturno della sua vita più lontana, sepolta, indicibile»…
Quando ci si accosta alla parola di Dio e la si lascia risuonare in tutta la sua bellezza e forza si è anzitutto sorpresi per la sua attualità, per gli orizzonti che dischiude, per la prossimità di Dio a cui ci introduce.
Sandro CAROTTA (1962), monaco benedettino presso l’Abbazia di Praglia (PD) collabora con alcune riviste di spiritualità e presta il servizio della Parola a quanti frequentano il Monastero. Ha pubblicato: Il silenzio. Voci e volti nella Bibbia (2019); Il libro dell’Amore. Leggere il Cantico dei Cantici (2020); Il Qoelet. Attualità e provocazione (2021).
A partire dalla disamina della Regula pastoralis di san Gregorio Magno, questo volume è un valido sostegno alle anime sacerdotali talvolta tentate dallo scoraggiamento e dalla stanchezza. Ogni meditazione è seguita dall'esempio di un santo (san Vincenzo de' Paoli, san Pier Giuliano Eymard, san Pietro Canisio, san Giovanni d'Avila) che ha incarnato, nel corso dei secoli, determinati tratti della carità pastorale: le vite dei santi, infatti, incarnano al meglio la freschezza del Vangelo di Cristo e mostrano come sempre, in ogni tempo e in ogni luogo, un pastore d'anime possa portare frutti abbondanti di santificazione, per sé e per gli altri.
La vita, la spiritualità, la predicazione, la santità e la sapienza profetica di un sacerdote straordinariamente ordinario.
Ferdinando Rancan (Verona, 1926-2017) è stato sacerdote della diocesi di Verona. Per molti anni si è dedicato all’insegnamento nel Seminario diocesano e nei licei della città. Si è laureato in Scienze Naturali presso l’università La Sapienza di Roma. È conosciuto soprattutto come zelante pastore di anime, fervente predicatore, confessore e direttore spirituale. Con Fede & Cultura, di cui è stato co-fondatore, ha pubblicato In quella casa c’ero anch’io (2005), La Madonna racconta (2016) e Ricevi questo anello (2017).
Nell’attuale sbandamento e disorientamento dottrinale e pastorale, la spiritualità monastica benedettina è un esempio che può tornare a dare sostanza al ministero sacerdotale, specie nel caso del prete diocesano che vive immerso nel mondo, in un contesto difficile. L’autore di questo libro, in una lettera a un immaginario sacerdote novello, spiega come tornare a vivere l’essenziale con lo sguardo rivolto al cielo e a Dio pur nella complessa quotidianità di questo secolo.
In poche parole: Importanza e attualità della mistica Chiara da Montefalco, monaca a cavallo dei secoli XIII e XIV.
Chiara da Montefalco (1268-1308), monaca agostiniana, è una mistica venerata in Umbria e nel Centro Italia. La sua esperienza biografica e storica si inserisce nel solco del ramo femminile del monachesimo medievale, quello delle recluse innamorate di Cristo. La sua vita è stata improntata all’ascetismo, all’adorazione del Signore e alla fuga da ogni possibile peccato, e contiene perciò i caratteri del modello di perfezione degli exempla medievali: umile e solidale con chiunque si avvicinasse al suo monastero, lottò contro l’eresia e ogni individualismo slegato da Roma. Tuttavia è possibile leggere Chiara anche in una dimensione sociale, vista la sua anticipazione del declino del proprio tempo e delle sue strutture di appartenenza. Senza dimenticare i punti di contatto con le donne mistiche e filosofe del Novecento, che legano la santa ai più grandi ambienti culturali e teologici di ogni epoca.
Un valido strumento per districarsi nel mondo di oggi, affollato di visionari e profeti che sostengono di avere messaggi celesti.
Finalmente sono riuscita a scrivere la mia storia, il mio dolore, la mia affannosa ricerca della felicità che per anni ho cercato in tanti surrogati come: spiritismo, medium, cartomanti. Ho provato in prima persona cosa vuol dire allontanarsi dalla Verità per rifugiarsi nella menzogna. Ecco perché ho voluto scrivere questo libro. È mio desiderio mettere in guardia le anime da pratiche che rischiano non solo di allontanare da Gesù, ma anche di far assorbire negatività. Sono tanti i mercenari della fede che ogni giorno bussano alla porta del nostro cuore per proporci: reiki, yoga, meditazione trascendentale, spiriti guida, angeli, kundalini, chakra, PNL? con la mera illusione che queste pratiche ci porteranno quella felicità che tanto andiamo cercando.
Alcuni interventi che di Madre Cristiana Piccardo dedicati al tema della contemplazione, per guardare con gratitudine al passato, per ricavarne speranza per il domani e forza di carità per il presente. La vicenda di Madre Cristiana Piccardo (nata nel 1925) racconta di un impegno in favore della Chiesa e del monachesimo svolto in speciale umiltà. Il tema della vita contemplativa è svolto seguendo le tappe del suo cammino. I testi qui presentati riportano l'insegnamento della Madre alle sue comunità, dal 1969, inizio dell'abbaziato e anno della Venite seorsum, fino quasi ai nostri giorni, al 2008, quando i medesimi contenuti vengono analizzati dalla stessa badessa, oramai emerita, nel corso di alcune conferenze tenute a Quilvo in Cile. Gli spunti di riflessione raccolti in queste pagine sostengano la presa di coscienza della forza storica e profetica dell'identità contemplativa.

