
La Parola di Dio continua sempre a interpellarci e a richiedere un discernimento che, in alcuni casi, e veramente difficile. Il profeta pensieroso, anzi rattristato, raffigurato assieme ad altri nella cappella sistina di michelangelo, e`geremia, che si lamenta sulla sorte che si abbattera su gerusalemme
Prologo di Karl Rahner. In questo volume vengono raccolti alcuni scritti, interventi e omelie del p. Arrupe, che è stato Preposito Generale della Compagnia di Gesù. Essi ci presentano la devozione al Cuore di Gesù, vista nel contesto della teologia dell'amore e dell'inseparabilità dell'amore di Dio e dell'amore del prossimo.
Pedro Arrupe S.I. è stato Preposito Generale della Compagnia di Gesù dal 1965 al 1983 e ha promosso l'aggiornamento e il rinnovamento della Compagnia e della vita religiosa dopo il Concilio Vaticano II.
L'autore, con le presenti riflessioni, invita i lettori ad accogliere nella loro esistenza gli atteggiamenti di Cristo per vivere pienamente nella realta di tutti i giorni. Chi desidera vivere pienamente la sua vita cristiana deve approfondire la sua conoscenza del mistero di Cristo. Percio questa rassegna di diversi articoli viene proposta per aiutare il lettore a conoscere meglio alcuni aspetti importanti del mistero di Cristo, anzitutto la preghiera di Gesu.
"Possano queste meditazioni essere utili a quanti si ritrovano nella spiritualità ignaziana, per la crescita spirituale e per un servizio più attento alla Chiesa e al mondo di oggi. E' la speranza e la preghiera nel consegnare alle stampe questo tributo".
La gentilezza autentica favorisce il ben-essere personale e della società tutta. In questo tempo di arroganza e di volgarità, di anonimato e di trasgressione delle regole, si avverte una grande nostalgia di "cose buone". Anche negli eventuali conflitti quotidiani, che la vita può riservare, tutto migliorerebbe se imparassimo a comunicare le nostre ragioni, a sostenere i nostri diritti con civiltà ed educazione. Non è un problema di forma, ma uno stile di vita da acquisire. Per l'ambiente in cui viviamo il ritorno alla cortesia costituirebbe un'improvvisa esplosione di primavera.
Queste pagine sono frutto del mio vissuto, della mia esperienza, della mia conversione, e per scriverle ho chiesto aiuto e mi sono affidato alla Parola di Dio. Nulla di più, ma nulla di meno.
Michele Moiso, nato a Torino nel 1963, ha compiuto i suoi studi in Italia e all’estero. Si è laureato in Sociologia, ha studiato Economia e Commercio con un Master in Finanza Aziendale e ha conseguito un Dottorato in Psicologia Indo-Vedica. Per dieci anni ha esercitato la professione di psicanalista a Parigi e in Costa Azzurra. Conferenziere, giornalista pubblicista, autore di saggi.
In una società in cui tutto sembra spezzato, frenetico, veloce... gli "appunti per la vita" sono una sosta ristoratrice per "prendere il largo" e stare in disparte, là dove il tempo e la luce si uniscono nella gioia del momento. La comunicazione, nella sua vera profondità, ha un solo scopo: costruire relazioni d'amore autentiche. Ed è soprattutto per questo che in ciascuno di noi alberga un bisogno inarrestabile di comunicare... per oltrepassare il confine della parola scritta e del pensiero e giungere là dove probabilmente è racchiusa l'essenza stessa della vita. "Quando un uomo ama, il suo cuore trabocca di questo amore e vorrebbe condividere la sua gioia con gli altri; questa caratteristica l'ha ereditata dal suo Creatore." (Dal Catechismo per i giovani, Youcat, n. 2)
Una raccolta di pensieri, meditazioni e preghiere di Maria e Luigi Beltrame Quattrocchi, riconosciuti beati dalla Chiesa.
"È il paradosso, l'inverosimile, l'inusuale la caratteristica di questo mosaico stupefacente di situazioni che esprimono, nelle loro variegate tessere, la complessità inquietante dell'esistenza. C'è una tensione di fondo che guida tutto il discorso, molto unitario nonostante la diversità delle situazioni. Il tema è la vita nella sua concretezza, ma non nell'armonia prestabilita secondo un rigoroso ordine logico. Ci troviamo dinanzi alla autentica sapienza, che attinge il sapore delle cose e lo restituisce a coloro che ne diventano alunni. È la sapienza cristiana che troviamo negli antichi Padri della Chiesa, i quali univano mirabilmente mente e cuore, intelligenza ed amore, mostrando così che il vivere da cristiani non era aggiungere qualcosa di esteriore alla vita, ma gustarla in profondità. Una fede che sposa la vita e non l'acceca." (Dalla Presentazione di monsignor Marino Qualizza)
La Professione di fede di Paolo VI continua a risuonare nella Chiesa e nei cuori dei credenti, quale voce autorevole che varca i confini del tempo e dello spazio per inabissarci nell'immensità dell'amore di Dio, con intelligenza colma di stupore e fiducia incrollabile nella Parola certa di salvezza. Un breve commento spirituale alle parole con cui "il papa del Concilio" intese ritornare alle sorgenti della autentica fede professata, testimoniata, proclamata e vissuta. Parole antiche e sempre nuove, commentate con quelle del Catechismo della Chiesa Cattolica, capaci di alimentare in ognuno e nelle nostre comunità una fede illuminata, una rinnovata speranza e una più ardente carità.
Il libro nasce dal desiderio di comunicare l'urgenza dell'amore come sponsalità, amicizia, comunione-comunità, affinché non venga equivocato, banalizzato, tradito, ma circoli tra noi. L'amore, infatti, non è una passione unificatrice né un invischiamento, non è amarsi attraverso l'altro, ma corrispondere all'Altro. Queste pagine sono frutto di una sinergia, sempre in atto, tra lo stile di vita monastico di Madre Cànopi, la sua sollecitudine materna dell'amore di Grazia, e la premura al servizio degli altri e alla "vita buona" nella carità di Beatrice Balsamo. L'amore nasce dal silenzio, dal distacco. L'amore è una brezza leggera.
Non sono le tante parole a farci abitare il mondo, ma le parole custodite. E anche il nostro essere in relazione con gli altri nasce dalla capacità di custodire la parola, di farla abitare in noi attraverso lo spazio bianco, il tempo della memoria e soprattutto il silenzio, che ci permette di aprirci alla dimensione trascendentale del mondo. La parola che non ha possibilità di risuonare in noi, di lasciarvi una sua traccia, è una parola perduta, smarrita, vanificata. Questi brevi racconti rimandano a diverse esperienze spirituali: la necessità di compiere quei passaggi che segnano l'esistenza in profondità, l'esperienza del cammino, legata a immagini di cambiamento, cesure, simboli che ci ricordano come l'intera vicenda umana possa essere letta come un perenne andare oltre. In forza della loro brevità coltivano l'allusione, il paradosso, il non detto, in un vasto orizzonte narrativo che resta consegnato al lettore e che si affida alla sua capacità di aggiungere senso al testo.

