
In che modo vogliamo trattare la morte? Come a Porto Cervo, la città snob dove non esiste un cimitero? Oppure come nel Sud Tirolo dove il camposanto è al centro di ogni paese? Ciascun lutto ci chiede la misericordia della prossimità.
È proprio un male dubitare? O è il primo passo verso la verità? Se non è mancanza di fiducia, il dubbio fortifica il sapere e la fede. Aiutare a fare discernimento: anche questa è misericordia. Per farlo serve un’umiltà costante.
Le opere di misericordia per un cristianesimo semplice.
Colui che fa una correzione non può sentirsi superiore all'altro. Gesù ammoniva a tavola, il luogo simbolo dell'amicizia: la sua misericordia converte Zaccheo. Ammonire chi sbaglia significa amare il prossimo senza un perché.
Il vicino rumoroso, il collega scorbutico, il povero che ci "provoca" a cambiare. La sopportazione dei molesti non è mera tolleranza, bensì l'accoglienza calorosa e fraterna di un'alterità che ci interpella. Dio è colui che per primo ci sopporta.
Perché domandare a Dio il bene se sappiamo già che egli è buono? Preghiamo per noi e per gli altri anche per ricordarci che non siamo dèi. Chiedere è fare relazione con Dio, in solidarietà con il mondo, dentro orizzonti di pace.
Per troppo tempo, infatuato soprattutto dal pensiero utopico, l'uomo occidentale si è perso dietro a modelli costruttivisti che sono stati la negazione completa delle società aperte. Queste pagine ripercorrono un itinerario a lungo dimenticato, quello dei diritti, partendo da quella prima formulazione romana che, non a caso, sarà alla base di speculazioni come quelle di Montesquieu, Vico e altri, che hanno gettato le premesse di quei sistemi liberali nei quali, pur tra tanti problemi, abbiamo la fortuna di vivere. Il testo ripercorre il tormentato cammino delle società aperte che, tra mille difficoltà, sono alla fine riuscite ad affermarsi in alcuni paesi dell'Occidente mostrando quanto sia delicata la libertà e come sia necessario difenderla.
Con uno stile scherzoso, ricco di humor, che trova un vivace contrappunto nelle illustrazioni, l'Autore offre spunti seri di riflessione per rianimare" la fede in coma e sostenere la fede viva. "
Il significato del digiuno nella visione cristiana della vita.
Meditazioni sull'unita, fede, speranza, carita.
«È tensione della mia vita vivere sempre la Parola, essere la Parola, la Parola di Dio. L'amo tanto che desidererei arrivare al punto che, se mi chiedessero: "Ma tu, chi sei?", vorrei rispondere: "Parola di Dio"»: sono le parole che aprono la raccolta di frasi, pensieri e meditazioni di Chiara Lubich sulla Parola di Dio. La tensione a meditare e vivere il Vangelo ha caratterizzato la spiritualità del Movimento dei Focolari fin dalla nascita, nella consapevolezza che la Parola è Dio stesso, e vissuta provoca la rivoluzione cristiana, perché essa non solo porta all'unione dell'anima con Dio, ma anche delle persone tra loro, fino alla realizzazione dell'unità tra tutti, testamento di Gesù, «Padre che tutti siano uno» (Gv 17, 21.23). Nell'anno dedicato dalla Chiesa alla Parola il presente volume, quasi testamento spirituale di Chiara Lubich, vuole offrire alla comunità cristiana il contributo specifico portato dalla Spiritualità dell'Unità.
Non un saggio, un libro con una continuità logica ben precisa, ma tracce di cammino. Tracce perché nella vita dello Spirito le indicazioni sono intermittenti e non continue. Indicano delle direzioni che vanno perseguite con tenacia anche se in alcuni tratti la Luce sembra cessare e il percorso interrompersi. Ispirandosi alla spiritualità ignaziana, queste pagine disegnano una 'mappa". Il libro è costituito da brevi brani preceduti da riferimenti biblici e seguiti da domande finalizzate a stimolare e guidare la meditazione. Uno strumento utile per una lettura individuale come per la meditazione di gruppo.
Anni 1966/69'

