
La bolla "Auctorem fidei" è stata un documento di primaria importanza nella formazione del clero in senso ultramontano nell'800 e poi più in generale del clero cattolico nella prima metà del '900. La gran parte del clero non era portato alla filologia o alla ricerca storica, ma piuttosto al proprio compito di pastori nella Chiesa. Le 85 proposizioni dell'Auctorem fidei erano come un quadro comodo di riferimento: una sorta di catechesi papale e cattolica proposta in termini essenziali e rispondente pienamente alle urgenze dei tempi nuovi.
Il libro
Secondo Emil Brunner il problema dei rapporti tra filosofia e cristianesimo « non è solo il problema di ogni teologia, ma anche il problema fondamentale della cultura occidentale ». Dalla sua soluzione dipende la strutturazione della teologia e della chiesa stessa. Così, si è già cattolici o protestanti a seconda che si abbracci questa o quell'altra soluzione di tale problema. Si tratta quindi di un problema di capitale importanza, e non di una questione marginale o speciosa come qualcuno potrebbe pensare. Il problema è oggi al centro del dialogo ecumenico, e si è dovuto constatare che un modo diverso di intendere i rapporti tra filosofia e cristianesimo forma anche uno dei punti di dissidio più seri tra cattolicesimo e protestantesimo.
Nel passato il problema è stato argomento di discussioni memorabili e non ha mai cessato di esserlo fino ai giorni nostri. Nel suo saggio Battista Mondin conduce un'analisi storico-critica delle posizioni più rappresentative assunte dai teologi cattolici e protestanti lungo i secoli, a partire da san Tommaso fino a Teilhard de Chardin, Guardini e Rahner per la parte cattolica, e a partire da Lutero fino a Barth, Tillich, Bultmann e Niebuhr per quella protestante.

