
Composta nella seconda metà del Trecento, la Storia dei Re Magi di Giovanni di Hildesheim è un documento esemplare della letteratura e della storiografia medioevale. Il testo si pone come punto di confluenza di uno sterminato patrimonio di conoscenze documentarie e leggendarie, venuto formandosi nel corso dei secoli precedenti. Giovanni vi attinge a piene mani, e lo rifonde dando vita a una narrazione scorrevole, freschissima, ricca di spunti fantastici e di calore narrativo. L'Autore non ha la preoccupazione di offrire analisi critiche meticolose, quanto piuttosto quella di elevare i fatti di cronaca da una prospettiva semplicemente mondana a segni della presenza di Dio dentro al tempo. Le azioni degli uomini e gli stessi oggetti materiali divengono gli strumenti di un ordine provvidenziale che ne predispone la funzione e il destino nella trama di una storia sacra ed eterna i cui elementi sono ab aeterno preordinati in vista del mistero dell'Incarnazione del Signore. L'apparato illustrativo, scelto attingendo alla grande tradizione artistica medioevale e rinascimentale, consente di cogliere quanto il testo abbia contribuito a ispirare l'iconografia cristiana, e offre all'occhio del lettore non poche inattese corrispondenze fra il racconto e alcuni capolavori dell'arte figurativa.
La storia dei magi, i misteriosi pagani che l’evangelista Matteo convoca «dall’Oriente» al cospetto del Figlio di David, viene da lontano. Al pari di tutti gli autentici misteri, il suo significato è inesauribile e ogni nuova acquisizione chiude un problema e ne apre altri mille. Franco Cardini narra la genesi e la diffusione delle varie versioni che hanno fatto dei «tre santi re», di volta in volta, il simbolo delle razze primigenie scaturite dai tre figli di Noè; dei tre continenti del mondo antico: Asia, Africa ed Europa; dei tre momenti dell’esistenza: giovinezza, maturità e vecchiaia; delle tre scansioni temporali: passato, presente e futuro. Alla luce delle ultime scoperte, si rafforza il ruolo dei magi come figura «ponte» tra Oriente e Occidente, cerniera tra vari culti e religioni. Non a caso oggi acquistano nuovo rilievo: sul piano religioso e devozionale sono stati proposti da papa Benedetto XVI come copatroni d’Europa; su quello antropologico e storico-filologico molti studiosi da una parte ne hanno indicato la presenza nel mondo indoiranico fra il I secolo a.C. e il I d.C., dall’altra ne hanno ribadito il nesso con gli astrologi-sacerdoti originari della Media e con gli insegnamenti di Zarathustra.
Siamo abituati a chiamare Re i Magi, a conoscere i loro nomi - Melchiorre, Gaspare, Baldassarre - a ritenere che almeno uno di loro sia nero, a vederli seguire una cometa dalla lunga coda luminosa per giungere al cospetto di Gesù.
Ma tutto ciò non è narrato nel Vangelo e dunque qual è l'origine di tale tradizione?
L'autore narra la genesi e la diffusione delle diverse versioni che hanno fatto, di volta in volta, dei "tre santi re" il simbolo delle razze primigenie scaturite dai tre figli di Noé; dei tre continenti del mondo antico: l'Asia, l'Africa, l'Europa; dei tre momenti dell'esistenza: la giovinezza, la maturità, la vecchiaia:; delle tre scansioni temporali: il passato, il presente, il futuro.
Una storia leggendaria, ricca di splendide e celebri raffigurazioni e di rappresentazioni ancora vive nella tradizione popolare e folklorica, che ha attraversato i secoli.
Come tutte le grandi storie, "Un canto di Natale" ci accompagna da sempre, e sempre sa ritrovare le parole per parlarci: una fiaba da raccontare ai bambini e da rileggere da grandi, una storia di paura, di morte ma anche di solidarietà umana, di fantasmi grotteschi che si sfumano e si frammentano nel sogno e nell'incubo privato, un grande ritratto di solitudine e di vecchiaia e di una città degradata, e soprattutto un magico regalo di Natale che trasforma il gelo e il buio dell'egoismo e dell'avarizia nel calore di un sorriso e di una festa per tutti. Riprendendo fra le mani "Un canto di Natale" ritroviamo figurine dimenticate, scopriamo luci e colori nuovi, mentre altri inspiegabilmente li abbiamo persi. Ritornano alla memoria, alla rinfusa, il batacchio della porta con il volto di Marley, il tacchino fumante, il carro da morto sulla scala gelida, e perfino lo Zio Paperone di Disney, Uncle Scrooge, diretto discendente dello Scrooge di Dickens. Ma se nessuno può toglierci il piacere di questi frammenti di ricordi, è pur vero che le forme in cui un testo si sedimenta nella memoria ci allontanano dalla sua specificità, dal senso di una origine e di una appartenenza. Questa "edizione speciale" di "Un canto di Natale" vuole aiutarci a ritrovare in noi il senso di tale appartenenza. "Speciale" è la presenza del testo originale inglese, che ci restituisce il dono impagabile di una scrittura che tocca i registri più svariati del grottesco e del comico, del tragico e del sentimentale.
Secondo dei quattro «Christmas Books» dell'autore, questa «fantasia di Natale» ci offre tutti i caratteri della scrittura dickensiana: l'alternanza di comico e tragico, di momenti di cupa introspezione e di incontenibile allegria, delle figure dell'ombra e di quelle della luce; e l'infanzia, nelle sue componenti più inquietanti e in quelle più tenere. E vi ritroviamo naturalmente la magìa del Natale, con il suo messaggio augurale di dolcezza e benevolenza.
La notte di Natale, in alta montagna, due bambini, fratello e sorella, si smarriscono e poi si salvano, perdono l'orientamento e attraversano un regno misterioso di neve, pietra e ghiaccio. La lunga notte trascorsa in una grotta è carica di insidie, di seduzioni e di mistero, ma al tempo stesso è trepidante attesa del giorno nuovo, speranza di salvezza, fuga dal pericolo e dall'ignoto. Stifter racconta una storia sottile e complessa, carica di sensi che vanno oltre l'orizzonte salvifico del prodigioso finale e lasciano intravedere nell'esperienza dei fanciulli smarriti la realtà della condizione umana. Il fascino di "Cristallo di rocca" - originariamente intitolato "La notte santa" - sta proprio nella felice ambiguità tra rappresentazione realistica e rappresentazione simbolica, tra vicende e spazi verosimili e il tempo mitico della sua cornice favolistica. Sta anche in una particolare qualità di scrittura e di affabulazione che fonde e media forme della tradizione orale e il grande stile della letteratura classica.
Il libro passa in rassegna le varie figure che l'immaginario collettivo ha adibito a questa funzione di porta doni, partendo dai Re Magi del racconto evangelico, fino alla Befana e agli altri "precursori" di Babbo Natale. Analizza poi la genesi del personaggio, da San Nicola a Santa Claus. La ricerca non si ferma alla realtà italiana, ma passa in rassegna anche i vari modi di rappresentare Babbo Natale o altre figure nelle tradizioni natalizie di vari paesi del mondo. Un capitolo è dedicato alle migliaia di letterine di Santa Claus, cercando di individuarne le varie tipologie.
Questo volume raccoglie le dodici "Letture al caminetto" che la Radio Svizzera italiana trasmise tra il 1996 e il 1999, riproposte nel Cd-Rom allegato. Si tratta di letture pensate per i non specialisti o meglio, come dice lo stesso autore, indirizzate "non ai forzati della letteratura quali sono gli studenti liceali, ma a chi desidera alimentare la propria educazione sentimentale". Un'educazione, dunque, che non è perseguita attraverso l'imposizione, ma muove dal convincimento, di marca squisitamente francescana, che diletto e verità possano andare a braccetto. Una raccolta di testi che vanno dal Medioevo al Novecento scritti, oltre che in italiano, in latino umanistico, in macaronico, nei dialetti settentrionali di alcune ninne nanne.
È una storia che insegna ai bambini e anche ai loro genitori, a scoprire la bellezza, il significato e il valore del Presepio di Gesù. Le ultime pagine sono dedicate specialmente ai bambini, che dopo avere letto la storia di Gesù, possono scrivere cosa hanno imparato dai protagonisti: Maria, Giuseppe, gli Angeli e i Pastori. Al libro è aggiunto il CD con racconto musicale della storia, con canti natalizi e la Capanna da comporre senza colla. Età di lettura: da 7 anni.
Un ricco sussidio rivolto a ragazzi, catechisti ed educatori e genitori per vivere il tempo liturgico dell’Avvento e prepararsi con gioia al Natale di Gesù. RITO ROMANO
La scatola contiene due immagini tagliate sul 54 pezzi di puzzle. Ogni immagine, che presenta il presepe, putrebbe aiutare il bambino a prepararsi al Natale. Se i genitori spiegheranno ai bambino che cosa simbolizzano i personaggi sull'immagine, il bambino potrebbe conoscere meglio la storia di Gesù che nasce. Età di lettura: da 7 anni.

