
"Ma perché Natale è una festa? È la festa di chi? Perché si fa l'albero, il presepe, si mettono le luci, si mangia il panettone... perché? Mi rispondi mamma?" Anna vuole capire e saperne di più. Nasce così l'occasione per riscoprire la storia e il significato dei diversi segni del Natale. Anna e la mamma assaporano questo prezioso momento, nel quale le tradizioni di un popolo s'intrecciano con quelle familiari e tutte vengono recuperate e ricomprese. Età di lettura: da 4 anni.
Che bello il Natale! La magia di una festa che ricorda una storia lontana piena di luce e speranza, la tradizione del presepe, la consuetudine di riunirsi con gli amici e i parenti più cari per trascorrere insieme quei giorni e scambiarsi regali. Ma anche la leggenda di Babbo Natale e la suggestione dell'albero decorato, al cui fascino è difficile sfuggire. E se è una festa così sentita, come poteva non ispirare scrittori e poeti di tutte le epoche e di tutti i paesi? I preparativi, i regali, la cena della vigilia, la messa di mezzanotte, il pranzo natalizio, le case povere e quelle ricche, in un caleidoscopio infinito di atmosfere, ambienti, personaggi e stati d'animo, saltano fuori come per magia dal cappello dei più grandi scrittori. Oltre a Dickens che forse è il narratore che rappresenta lo spirito del Natale per antonomasia, Machado de Assis, Maupassant, Daudet, Hardy, Chesterton, Pirandello e Deledda... e chi più ne ha più ne metta, come i doni del portentoso sacco di Babbo Natale, che nel racconto di Pina de Morais è in partenza insieme a Gesù Bambino per entrare a mezzanotte in punto nelle case di tutti i bambini del mondo e portare un po' di felicità.
Cartoline di Natale con 6 soggetti diversi.
Ogni singola cartolina (105 x 210) è corredata di busta.
Un piccolo incidente catapulta una bambina all'interno del presepe di vetro della nonna, dove fa visita al bambin Gesù insieme ai Re Magi. Una donna di nome Maria attraversa un'oscura foresta per andare ad accendere un cero in una cappella e lungo il cammino si imbatte in alcuni corvi che la seguono minacciosi finché un'altra Maria, una Maria molto speciale, accorre a salvarla. Una bambola poco paziente e desiderosa di farsi ammirare esce dalla scatola il giorno di Natale ma scivola rovinosamente sul parquet cerato di fresco. Un uomo che si guadagna da vivere vestendo i panni di Babbo Natale nei grandi magazzini aiuta un bambino un po' discolo a fare i compiti e a meritarsi un regalo. Già i titoli di queste e altre storie che compongono la raccolta accendono la nostra fantasia e ci invitano alla lettura: Il presepe di vetro, Le due Marie, Fior di Neve, Uno scoiattolo tutto bianco, La bambola che non voleva restare nella scatola... Pagina dopo pagina, Corinna Bille ci guida in un mondo incantato dove respiriamo le atmosfere natalizie che affascinano grandi e piccini e a tutti scaldano il cuore. Le tradizioni della festa, gli affetti, l'incanto della neve e la nostalgia di una vita in mezzo alla natura sono i protagonisti di nove storie senza tempo che attingono a un immaginario universale. I personaggi sono esseri umani, animali e perfino bambole parlanti. Ciascuno dei racconti è introdotto da un'illustrazione realizzata da Anna Paolini che, affiancata al titolo, invita a sostarvi per immaginare la storia e in seguito leggere il testo al quale l'artista si è ispirata, nel suo inconfondibile stile poetico ed evocativo. Un libro perfetto da leggere in famiglia nelle sere invernali, che riesce a comunicare appieno lo spirito del Natale, miracoloso e umano al tempo stesso. Età di lettura: da 5 anni.
Le parole del Papa emerito Benedetto XVI raccolte nel libro ci introducono alla riflessione e alla contemplazione del mistero divino della incarnazione del Figlio di Dio nella storia umana.
Esortati anche da Papa Francesco, camminiamo ogni giorno sui sentieri della gioia, solennemente entrata con L' Incarnazione. La "grande gioia è sempre con noi": il suo sigillo è impresso nel nostro cuore. Non c'è spazio, dunque , per la tristezza! Camminiamo insieme verso il Natale del Signore!
Il passaggio da un anno all'altro è scandito da tradizioni che appartengono a mai estinti "riti di rinnovamento". Il compimento solstiziale dei cicli, l'attenuarsi della luce, l'ibernazione della vegetazione costituiscono lo sfondo ancestrale su cui si dispiegano moderni festeggiamenti della luce (i falò di S. Silvestro), attuali celebrazioni della vita vegetativa (l'albero di Natale), diffusi riti di prosperità (l'opulento cenone della Vigilia). Appartiene a questo complesso di riti anche la rappresentazione della natività di Cristo, che è tema archetipico comune alla storia di Mithra, Aion, Buddha e altri. Tratti singolari accomunano queste nascite: la grotta buia, la madre vergine, la stella in cielo, la presenza di animali... In tutte riecheggia il contrasto fra luce e tenebre, l'opposizione fra luogo sotterraneo e regno celeste, la lotta fra il vecchio re e il nuovo nato ed è facile ravvisarvi una descrizione allegorica del ciclo stagionale che si rinnova e della luce che rinasce. Ma la vera nascita che viene narrata è la nascita della coscienza. L'eccezionale venuta al mondo di un figlio di luce parla della straordinaria nascita di un lume di consapevolezza nell'esperienza umana. Così, il presepe rappresenta plasticamente l'alba della coscienza e mette in scena gli stati aurorali di un processo che porta l'individuo a strutturarsi in maniera consapevole. Coreografie, scenari, animali, personaggi, figure del presepe partecipano a un fitto intreccio di leggende e di rimandi simbolici...
La nostalgia della pace interiore e dell'amore perduto ci spinge a ricominciare da capo e riscrivere la vita seguendo le orme di un bambino straordinario che ci precede e che, ad ogni nostro richiamo si ferma, ci porge la sua piccola mano e ci guida a pienezza.
Natale è sempre un'occasione unica nell'anno. Se ascoltiamo il nostro cuore ritroviamo ogni volta il desiderio di un Natale nuovo. Anzi, nel tempo drammatico della pandemia che stiamo attraversando sentiamo che abbiamo voglia di un Natale alternativo. Forse è la volta buona per comprendere che il Natale è e deve essere nuova nascita: una nostra nuova nascita. Questo è il senso dell'evento che entra prepotentemente nella storia e la marca indelebilmente: il Natale segna la mia storia, la nostra storia, il mio tempo, il nostro tempo, la mia vita, la nostra vita.
Il volume raccoglie una serie di omelie tenute da padre Lepori, abate di Hauterive (Svizzera), nei tempi liturgici di Avvento e di Natale. Le meditazioni dell'abate ci guidano attorno a uno dei temi fondamentali per ogni cristiano: l'Incarnazione. Con un linguaggio schietto e persuasivo, che mai si sovrappone alle Scritture ma sempre vi fa riferimento, padre Lepori annuncia la forza e il conforto di un Dio credibile e sempre presente agli uomini. La vita che si è manifestata è quella che ha fatto capolina nella storia una volta per tutte, la vita sovrabbondante che il Salvatore ha donato donando se stesso e continuamente ridona a chiunque si riconosca salvato da Lui. Illustrato da acquarelli dell'autore

