
Il volume affronta la figura di Paolo VI dai primi anni del suo sacerdozio al suo impegno pastorale a Roma e poi in Vaticano. Se ne parla approfondendo il suo insegnamento, la sua opera sacerdotale e la sua profonda spiritualità attraverso ampi stralci del suo magistero pontificio. La Presentazione dell’edizione in lingua italiana è a firma di Pasquale Macchi, Arcivescovo, Prelato Emerito di Loreto e Segretario di Paolo VI.
Questo nuovo volume della collana "Ispirazioni", realizzato in occasione della beatificazione del vescovo Pierre Claverie e di altri 18 martiri, uccisi in circostanze diverse, che si svolgerà ad Orano in Algeria il prossimo 8 dicembre, offre un contributo sulla vita e sul messaggio dei sette monaci trappisti vittime della guerra civile che attraversò il Paese nord-africano ai tempi del conflitto tra gli islamisti del "Fronte islamico di salvezza" e i militari di Algeri, tra il 1991 e il 2002. Paul, Michel, Christophe, Bruno, Célestin, Luc e Christian, furono sequestrati dal loro monastero in Algeria nella notte tra il 26 e il 27 marzo 1996 e uccisi il 21 maggio seguente. La Prefazione del volume è a firma del Cardinale Giovanni Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.
In un'epoca in cui le donne non avevano voce Maria Antonia di San Giuseppe, Mama Antula, decise di non obbedire alle regole familiari e sociali dell'Argentina coloniale, trasgredì gli ordini delle massime autorità per mantenere viva l'opera dei padri gesuiti, espulsi violentemente dai territori del Sud America. In questa esaustiva e coinvolgente biografia le autrici raccontano, con rigore storico, la vita di una donna laica e intrepida che camminò scalza per 4000 km iniziando il suo viaggio dal nord del paese. Maria Antonia la più ribelle delle sante, la prima e unica santa Argentina.
Una selezione degli interventi tenuti dal Cardinale Gualtiero Bassetti negli ultimi anni. Non una semplice raccolta di articoli o discorsi pubblici ma la rielaborazione narrativa di vecchi interventi con l'aggiunta di alcuni passaggi inediti arricchiti da aneddoti biografici. Il focus tematico del volume è condensato nella formula "Il pane e la Grazia" che da un lato evidenzia l'importanza dell'eredità di La Pira per la società odierna e, dall'altro, si configura come "proposta" per la comunità cristiana e il mondo contemporaneo.
Lettura spirituale della vita e dei testi dei sette monaci di Tibhirine, uccisi nel 1996 in Algeria e beatificati nel 2018. Resi celebri dal film Uomini di Dio, questi trappisti hanno incarnato alcuni valori cristiani che gli autori mettono in risalto per la vita di ogni fedele: il primato della preghiera, la vita comunitaria, la fedeltà nella prova, l'attraversamento delle crisi... Con un linguaggio semplice, questa vicenda di grande rilievo assume una dimensione universale
L'avventura cristiana di Camilla Battista da Varano (1458-1524). Queste pagine ripercorrono la singolare avventura cristiana di una grande mistica francescana, la beata Camilla Battista da Varano (1458-1524). Dopo aver trascorso la sua giovinezza in una corte rinascimentale, divenne clarissa nel monastero di Camerino. Discepola originale di San Francesco e santa Chiara d'Assisi, ha percorso un itinerario contemplativo e appassionato, incarnando il radicalismo evangelico in un'epoca contraddittoria e tumultuosa. La sua storia e i suoi scritti spirituali manifestano l'attualita del progetto di vita delle Sorelle Povere di santa Chiara, e costituiscono un insegnamento provocante per tutti coloro che vogliono accogliere la novita del Vangelo.
Filippo Bataloni è un bambino che, all’età di due anni, ha scoperto di essere affetto da una grave malattia. Questo libro racconta la sua forza e il suo coraggio di fronte ad un evento che avrebbe spaventato chiunque, ma è soprattutto la testimonianza che ogni “drago” può essere sconfitto dall’amore di Dio.
Filippo amava portare le magliette al contrario, le rovesciava con caparbietà, perché la parte esterna per lui non contava.
«Allo stesso modo – scrivono i genitori – ci siamo resi conto che il Signore ha rovesciato la nostra storia di sofferenza e di paura e l’ha trasformata in una storia di amore e di speranza».
Queste pagine raccontano una storia vera, dura, difficile, la storia di un incontro che mai avrei ritenuto possibile e che mi ha fatto entrare in contatto diretto con la realtà del male.
"Carissimi genitori, vi racconto una storia succeduta ad un missionario qui. Un nuovo cristiano fu battutto terribilmente dal mandarino per nessun'altra colpa che per essere cristiano. Il missionario andò subito dal mandarino per liberare il cristiano. Il mandarino mandò dei manigoldi che con grandi bastoni hanno battuto quel missionario, l'hanno tirato fuori di casa, gettato a terra, gli hanno lordato la faccia con sporchezze schifosissime e l'hanno strascinato per la città, beffeggiato da una folla grandissima; minacciarono di gettarlo nell'acqua, di ucciderlo e così via. Arrivati fuori città l'hanno gettato legato per terra. Là sdraiato predicò loro per mezz'ora, poi l'hanno lasciato andar via. Non aveva scarpe né cappello, gli fu rubato tutto, il carro fatto in pezzi. Il poveretto se ne andò, camminò qua e là tutta la notte, non sapeva dove andare, la mattina arrivò mezzo morto in un luogo ove erano dei cristiani. Adesso quel missionario è guarito e sta allegro e ringrazia il Signore di averlo degnato di poter patire un po' per amor di Dio e dei cinesi. Questo missionario, che vi saluta di cuore e vi prega delle vostre orazioni, non è nessun altro che Vostro figlio Giuseppe." (Cina, 27 giugno 1889)
L'esperienza della Chiesa d'Algeria negli ultimi cinquant'anni - ovvero dopo l'indipendenza del paese - ha molto da dire, nella sua singolarità, a chiunque si interroghi sulla testimonianza del Vangelo nel mondo contemporaneo, in particolare dove i cristiani si trovano in forte minoranza. La diocesi di Laghouat-Ghardaïa, nel Sahara, misura 2,5 milioni di kmq, ma conta poche decine di cattolici. Abitato come fosse una cattedrale, il deserto, al centro del racconto autobiografico di mons. Rault, diviene luogo santo di preghiera e di incontro spirituale con il fratello musulmano. Era lo stile dei monaci martiri di Tibhirine e del loro priore Christian de Chergé, al quale mons. Rault è stato legato da lunga e intensa amicizia e con il quale ha condiviso dalle origini il progetto della Ribât Essalâm, il "Legame della pace".
"Quando la Chiesa cerca di essere lievito, sale e luce in mezzo a tante tenebre e tanto marciume, viene attaccata nella vita dei suoi sacerdoti". Parlava di sé, monsignor Romero, in questa lettera del novembre 1979, pochi mesi prima di venir assassinato sull'altare, ultima tappa di una vita spesa a favore della giustizia in nome del Dio dell'amore. In queste pagine, tratte dall'epistolario finora mai pubblicato del vescovo salvadoregno, riconosciuto martire dalla Chiesa, affiora la portata della testimonianza di Romero, la sua eccezionale statura di sacerdote, profeta e pastore in mezzo al popolo, in particolare i più poveri e disprezzati. Attraverso le sue stesse parole possiamo entrare nell'intimo di questa grande figura di uomo e di credente, consapevole che il suo impegno per la verità gli sarebbe potuto costare la vita: "La Chiesa è più grande e più santa quando è perseguitata". Una constatazione che vale anche per i nostri giorni, un lascito di Romero alla Chiesa perché sia sempre più fedele alla sua missione: "Non scoraggiatevi per la persecuzione che ci prende di mira, piuttosto vedetela come segno che davvero stiamo cercando di costruire il regno di Dio".
"Una missionaria muore volentieri nella sua terra di missione. E poi a me basta esserci, anche se non potrò fare tante cose". La vita e le opere di tanti missionari e missionarie si possono riassumere in questa frase di Olga Raschietti. Una sorta di testamento scritto pochi giorni prima di venir uccisa con altre due consorelle nella loro abitazione di Kamenge, in Burundi, Paese-simbolo dell'Africa piagata dalla violenza ma anche terra di vitalità e speranza, patria di un popolo indomito in cerca di pace. Esserci prima che fare. Olga, Lucia e Bernardetta sono state annunciatrici di Dio ancor prima di aver fatto del bene in anni di servizio tra popoli diversi: Brasile, Congo, Italia, Burundi, come catechista (Olga), ostetrica (Lucia) e formatrice (Bernardetta). Teresina Caffi racconta i tratti salienti delle loro vite, dà voce ai loro scritti intimi, fa emergere riflessioni spirituali e confidenze con amiche e famigliari. Queste pagine ci restituiscono l'epopea feriale di donne semplici e tenaci, pronte ad affrontare pericoli, rapine, guerre, soprusi e timori per portare a chiunque la materna vicinanza di un Dio che si fa prossimo a ciascuno. "Per la mia vita non temo. Ho già avvisato: se muoio lasciatemi là. Ho sempre desiderato morire in Africa per risorgere il giorno ultimo col popolo africano" (Lucia Pulici).

