
Attraverso uno studio di esegesi spirituale, il libro accompagna il lettore a focalizzare il rapporto Giobbe-Dio, che, pian piano, si trasforma in un più corretto rapporto Dio-Giobbe. "Questo Giobbe fa: si lancia nell''impossibile' umano verso un futuro, che sembra enigmatico, e in questo sforzo di tutta la sua persona incontra il volto vero del suo Dio, che lo invita a discernere ogni cosa eleggendo e scegliendo il linguaggio del più, del meglio, dell'amore. 'Ti conoscevo per sentito dire, ora i miei occhi ti hanno veduto'(42,5)". Poi, nel libro l'esegesi spirituale cede il posto alla contemplazione, per tentare, nell'ultimo capitolo, il parallelo Giobbe-Cantico. La prima cosa che Giobbe chiede a Dio è quella di incarnare il Cantico dei Cantici. La prima cosa che il Cantico dice al Giobbe, che è ognuno di noi, è che il Dio amico è un Dio amante. Alla domanda sulla relazione tra Giobbe e il Cantico l'autore risponde: 'Se si entra nel mistero profondo di questi due libri, si scopre che essi incarnano una ricerca del vero volto di Dio. Giobbe è una ricerca spasmodica della Giustizia di Dio, il Cantico una ricerca viscerale e continua dell'Amore'.
Penetrare nel vissuto esperenziale e spirituale della cristificazione di Paolo di Tarso è l'intento principale delle pagine di questo studio contemplativo e di esegesi spirituale che desiderano chiedere all'Apostolo delle Genti di entrare nel mistero della sua vita, trasformata nell'Evento di Damasco. L'esperienza dell'incontro con Cristo permette a Paolo di insegnarci il suo "sentire" teologico e spirituale, aiutandoci a giungere, come lui, ad essere profumo di Cristo (cf 2Cor.2.15). Il procedere di questo itinerario di riflessione si apre con uno sguardo sulle tappe salienti della vita di Paolo per poi passare a riflettere sull'esperienza dell'Evento di Damasco, descritta dalle lettere autobiografiche e dallo scritto lucano degli Atti. L'autore, infine, si sofferma su alcune tematiche teologico-spirituali proprie e specifiche di Paolo, frutto della sua esperienza di cristificazione con il Signore Gesù, così da accogliere e vivere l'invito di Paolo stesso: Fatevi miei imitatori come io lo sono di Cristo Gesuù (cf 1Cor 11.1).
I edizione. Riflessioni sull'affinita spirituale ed umana nel discernimento spirituale di Paolo di Tarso ed Ignazio di Loyola, sia nella loro formazione che nel loro insegnamento esperienziale su di esso. Le riflessioni, che costituiscono il presente volume, sono la risposta al desiderio dell' autore di mettersi alla ricerca dell'affinita spirituale ed umana nel discernimento spirituale di paolo di tarso ed ignazio di loyola, sia nella loro formazione che nel loro insegnamento esperienziale su di esso, e di gustare la loro testimonianza magisteriale su questa importante realta di ogni autentico cammino spirituale crige e si assapora la presenza forte e luminosa del sole verso il quale e`rivolto, cosi`ignazio abbozza degli accenni discreti e forti, pacati ed appassionati della sua esperienza umana e spirituale in genere, ed in special modo sul discernimento spirituale, che sente profondamente in rapporto con quella del cammino e del travaglio spirituale di paolo. In questa prospettiva si aprono degli orizzonti particolari per un cammino attento, profondo, sereno e fiducioso di lettura e di meditazione del pensiero ignaziano sul discernimento spirituale alla scuola e nella luce del pensiero, della teologia e dell esperienza cristificante dell apostolo paolo.

