
Vi è un filo rosso che collega le tante riflessioni di questo libro di Achille Occhetto: la convinzione che valori come libertà ed eguaglianza, fondamentali per l’umana convivenza, sono inscindibili dalla democrazia, e che le concrete vicende della politica condizionano la qualità della nostra vita e richiedono il nostro impegno. Occhetto si impegna così in un’articolata riflessione sui maggiori temi che toccano il nostro vivere. Nel suo scritto si avverte spesso la passione di chi ha a lungo praticato la politica in posizioni di grande responsabilità, vivendone momenti di grande cambiamento, ma si avverte anche la lucida analisi dell’intellettuale che degli avvenimenti coglie gli aspetti più ricorrenti e universali. Non mancano acute osservazioni sui processi in atto in questi anni: vecchi e nuovi autoritarismi; la nascita del populismo in parallelo alla contemporanea caduta della partecipazione alla politica; il crescente ruolo delle tecnologie e dell’intelligenza artificiale; il mutato valore del lavoro; la crisi ecologica. A questi temi si aggiungono quelli relativi ai conflitti in Ucraina e Palestina, e alla sfida che le minacciose politiche di Trump portano all’Europa e all’alleanza atlantica. Il lavoro di Occhetto è in conclusione un’accorata riflessione sulle condizioni del nostro vivere civile e sul ruolo che una "buona politica" può avere per migliorarle, nonché un invito a ripensare i concetti stessi di sinistra e democrazia, dal momento che, come lui stesso afferma, «l’elezione di Trump e il suo discorso d’insediamento hanno non solo segnato uno spartiacque storico nella natura della democrazia americana ma avviato un vero e proprio tsunami nelle democrazie di tutto il mondo», che non può essere affrontato rimanendo fermi sugli spalti della mera difesa della liberaldemocrazia. In un’epoca in cui alla barbarie di fanatismi teocratici o di soffocanti autocrazie sembrano contrapporsi, nelle democrazie liberali, solo leader motivati da tornaconto personale o portatori di divisioni, questo libro di Occhetto mostra l’importanza che la cultura e i grandi valori alla radice della civiltà occidentale hanno ancora per la salute delle nostre società.
«Questo libro di Achille Occhetto ha la natura di un giornale di bordo. Le sue pagine consegnano a chi legge il resoconto di una complicata navigazione. Di un viaggio tortuoso, in cui l’autore registra con veridicità e passione il va e vieni, gli intoppi e le oscillazioni della sua ricerca. E la ricerca prende le mosse da una convinzione meditata e “inattuale”: quella secondo cui l’agire politico deve avvalersi degli esiti dell’indagine intellettuale, sia essa dovuta allo sviluppo dell’impresa scientifica o alle avventure di idee dell’esplorazione filosofica. Il tema dominante è quello del rapporto fra necessità e libertà. Occhetto imbraccia, sin dalle prime pagine, la sua lanterna di Diogene e si impegna a gettar luce su una vasta gamma di problemi e di dilemmi che si delineano a chi si metta in viaggio alla ricerca dello spazio della libertà umana.
«Il viaggio è tortuoso: vi sono incontri ineludibili e incontri inaspettati. Così, la ricerca assomiglia a un vagabondaggio à la Montaigne nei territori di differenti saperi, a partire da quelli scientifici e filosofici. […] Achille Occhetto è una persona che ha dedicato la sua vita alla politica come vocazione. È stato un leader politico che si è assunto, soprattutto nel corso degli anni Ottanta e Novanta del secolo breve, responsabilità severe e si è impegnato come dirigente in scelte tanto difficili quanto lungimiranti per le prospettive di una sinistra fin de siècle che traghettasse il meglio della sua tradizione in un progetto innovativo e sperimentale, abbandonandone con consapevolezza il peggio, i tratti oscuri e condannati senz’appello dalla storia e dallo sviluppo di complesse trasformazioni e vicende. Occhetto è stato, negli anni dell’incertezza e dell’inaspettato, nel giro di boa affannoso di fine secolo, l’ultimo segretario del Pci e il primo segretario del Pds. Questa passione persistente per l’impegno politico e civile è, nelle pagine diPensieri di un ottuagenario, il vero motore della ricerca. Ne è la motivazione radicale». (Dall’Introduzione di Salvatore Veca)

