
Nel paese di Capurso c'è una Santa che legge il cuore delle donne e sembra disposta a esaudirne i desideri piú efferati: è qui che si intrecciano le vite di due famiglie destinate a diventare una sola, e le storie di una comunità che passa dalla certezza della miseria al miraggio della ricchezza. Dopo il successo di La città dei vivi, Nicola Lagioia torna a raccontare il Sud in cui è nato, usando i codici della saga famigliare per modellare un'opera del tutto personale, profondamente contemporanea. Per ogni sguardo che gettiamo all'indietro, ci dice questo libro, ne troviamo un altro che dal passato ci interroga. E chiede conto della nostra ambizione e delle nostre paure, dei nostri amori e dei nostri tradimenti, dell'illusione di essere destinati a qualcosa di grande, di quanto in là siamo disposti a spingerci per diventare ciò che vogliamo. Ci sono momenti della vita che somigliano già a ricordi, o a presagi: momenti in cui sentiamo scorrere le forze violente e senza nome che definiscono il nostro destino. Nunzia Battista, il suo destino, l'ha visto una sera mentre il sole tramontava sulle gravine - era un'immagine nitida, elettrizzante: un collier di diamanti. Forse una premonizione, forse un desiderio cosí forte da diventare per lei il motore di ogni futura decisione, di ogni pensiero, di ogni silenzio. Santa Barbara è innanzitutto la storia di una donna che vuole piú di quello che la vita sembra offrirle, e delle azioni a cui è disposta per realizzare la sua brama. Ma è anche la storia di Nicola, l'uomo che la sposerà e proverà ad abbandonarla, e del figlio Domenico, che erediterà quella stessa fame e fonderà la sua fortuna sul sapere antico delle ricamatrici della zona. È la storia di altri uomini e altre donne a cui la volontà rapace di Nunzia - o quella della Santa ribelle a cui lei rivolge le sue preghiere dissennate - ha assegnato un ruolo nel compimento del suo destino: chi la amerà, chi la tradirà, chi darà fuoco alla sua rabbia, chi rischierà tutto, chi dovrà morire. Dopo La città dei vivi, Nicola Lagioia torna in Puglia per raccontarci mezzo secolo di passioni e tradimenti, madri e figli, fame, talento e ricchezza, il roteare di una giostra. Lo fa con una scrittura mobile e tesa che attraversa il tempo come un vento: corre, si placa, soffia, s'infiltra nelle case, nelle voci, mescola le piccole miserie e i grandi fatti, passa veloce attraverso gli anni, scompiglia i giorni, solleva il fumo delle braci, lo fa danzare e con quello disegna visioni, fa sventolare i capelli, le gonne e le bandiere, per trasformarsi in un canto di sirena, nella voce della Santa. Quella Santa Barbara che ha nascosto il suo cuore in un angolo del paese, in attesa che un bambino dall'animo puro possa ritrovarlo, toccarlo, farlo parlare. Sarà Domenico questo bambino? Oppure Anna, Stella, Vito, Filippo, Ninuccio? O forse un bambino che ancora non esiste, e che dal futuro osserva, attende di essere messo al mondo per esaudire un desiderio, rompere una maledizione, raccontare una storia.
«Tutti temiamo di vestire i panni della vittima. Viviamo nell'incubo di venire derubati, ingannati, aggrediti, calpestati. Preghiamo di non incontrare sulla nostra strada un assassino. Ma quale ostacolo emotivo dobbiamo superare per immaginare di poter essere noi, un giorno, a vestire i panni del carnefice?» "Le parole di Nicola Lagioia ci portano dentro il caso di cronaca più efferato degli ultimi anni. Un viaggio per le strade buie della città eterna, un'indagine sulla natura umana, sulla responsabilità e la colpa, sull'istinto di sopraffazione e il libero arbitrio. Su chi siamo, o chi potevamo diventare. Nel marzo 2016, in un anonimo appartamento della periferia romana, due ragazzi di buona famiglia di nome Manuel Foffo e Marco Prato seviziano per ore un ragazzo più giovane, Luca Varani, portandolo a una morte lenta e terribile. È un gesto inspiegabile, inimmaginabile anche per loro pochi giorni prima. La notizia calamita immediatamente l'attenzione, sconvolgendo nel profondo l'opinione pubblica. È la natura del delitto a sollevare le domande più inquietanti. È un caso di violenza gratuita? Gli assassini sono dei depravati? Dei cocainomani? Dei disperati? Erano davvero consapevoli di ciò che stavano facendo? Qualcuno inizia a descrivere l'omicidio come un caso di possessione. Quel che è certo è che questo gesto enorme, insensato, segna oltre i colpevoli l'intero mondo che li circonda. Nicola Lagioia segue questa storia sin dall'inizio: intervista i protagonisti della vicenda, raccoglie documenti e testimonianze, incontra i genitori di Luca Varani, intrattiene un carteggio con uno dei due colpevoli. Mettersi sulle tracce del delitto significa anche affrontare una discesa nella notte di Roma, una città invivibile eppure traboccante di vita, presa d'assalto da topi e animali selvatici, stravolta dalla corruzione, dalle droghe, ma al tempo stesso capace di far sentire libero chi ci vive come nessun altro posto al mondo. Una città che in quel momento non ha un sindaco, ma ben due papi. Da questa indagine emerge un tempo fatto di aspettative tradite, confusione sessuale, difficoltà nel diventare adulti, disuguaglianze, vuoti di identità e smarrimento. Procedendo per cerchi concentrici, Nicola Lagioia spalanca le porte delle case, interroga i padri e i figli, cercando il punto di rottura a partire dal quale tutto può succedere".
«Tutti temiamo di vestire i panni della vittima. Viviamo nell'incubo di venire derubati, ingannati, aggrediti, calpestati. Preghiamo di non incontrare sulla nostra strada un assassino. Ma quale ostacolo emotivo dobbiamo superare per immaginare di poter essere noi, un giorno, a vestire i panni del carnefice?» "Le parole di Nicola Lagioia ci portano dentro il caso di cronaca più efferato degli ultimi anni. Un viaggio per le strade buie della città eterna, un'indagine sulla natura umana, sulla responsabilità e la colpa, sull'istinto di sopraffazione e il libero arbitrio. Su chi siamo, o chi potevamo diventare. Nel marzo 2016, in un anonimo appartamento della periferia romana, due ragazzi di buona famiglia di nome Manuel Foffo e Marco Prato seviziano per ore un ragazzo più giovane, Luca Varani, portandolo a una morte lenta e terribile. È un gesto inspiegabile, inimmaginabile anche per loro pochi giorni prima. La notizia calamita immediatamente l'attenzione, sconvolgendo nel profondo l'opinione pubblica. È la natura del delitto a sollevare le domande più inquietanti. È un caso di violenza gratuita? Gli assassini sono dei depravati? Dei cocainomani? Dei disperati? Erano davvero consapevoli di ciò che stavano facendo? Qualcuno inizia a descrivere l'omicidio come un caso di possessione. Quel che è certo è che questo gesto enorme, insensato, segna oltre i colpevoli l'intero mondo che li circonda. Nicola Lagioia segue questa storia sin dall'inizio: intervista i protagonisti della vicenda, raccoglie documenti e testimonianze, incontra i genitori di Luca Varani, intrattiene un carteggio con uno dei due colpevoli. Mettersi sulle tracce del delitto significa anche affrontare una discesa nella notte di Roma, una città invivibile eppure traboccante di vita, presa d'assalto da topi e animali selvatici, stravolta dalla corruzione, dalle droghe, ma al tempo stesso capace di far sentire libero chi ci vive come nessun altro posto al mondo. Una città che in quel momento non ha un sindaco, ma ben due papi. Da questa indagine emerge un tempo fatto di aspettative tradite, confusione sessuale, difficoltà nel diventare adulti, disuguaglianze, vuoti di identità e smarrimento. Procedendo per cerchi concentrici, Nicola Lagioia spalanca le porte delle case, interroga i padri e i figli, cercando il punto di rottura a partire dal quale tutto può succedere".
In una calda notte di primavera, una giovane donna cammina nel centro esatto della strada provinciale. È nuda e coperta di sangue. A stagliarla nel buio, i fari di un camion sparati su di lei. Quando, poche ore dopo, verrà ritrovata morta ai piedi di un autosilo, la sua identità verrà finalmente alla luce: è Clara Salvemini, prima figlia della più influente famiglia di costruttori locali. Per tutti è un suicidio. Ma le cose sono davvero andate cosi? Cosa legava Clara agli affari di suo padre? E il rapporto che la unisce ai tre fratelli - in particolare quello con Michele, l'ombroso, il diverso, il ribelle - può aver giocato un ruolo determinante nella sua morte? Le ville della ricca periferia barese, i declivi di ogni rapida ascesa sociale, una galleria di personaggi indimenticabili, le tensioni di una famiglia in bilico tra splendore e disastro: utilizzando le forme del noir, del gotico, del racconto familiare, scandite da un ritmo serrato e da una galleria di personaggi e di sguardi che spostano continuamente il cuore dell'azione, Nicola Lagioia mette in scena il grande dramma degli anni che stiamo vivendo.
La città è Bari. Il momento, gli anni Ottanta. Il denaro corre veloce per le vene del Paese. I tre adolescenti che si aggirano per le strade di questo libro hanno in corpo una sana rabbia, avvelenata dal benessere e dalla nuova smania dei padri. Si azzuffano e si attraggono come gatti selvatici, facendo di ogni cosa - la musica, le ragazze, le giornate - un contorto esercizio di combattimento. Ma negli angoli dei quartieri periferici li aspetta il lato in ombra di quel tempo che luccica: qualcosa che li costringerà a mettere in discussione le loro famiglie, i loro sentimenti, e perfino se stessi. Ci metteranno vent'anni per venirne a capo.

