
"Perché non mi dai un bacio?", questa domanda di un bambino che dormiva in una ruota di camion in un misero quartiere di Managua cambiò la vita di Zelinda Roccia, premio Tiziano Terzani 2013 per le Culture di Pace: lasciò il suo lavoro di insegnante e di artista di teatro per vivere con i ragazzi di strada del Nicaragua dove, con i primi quindici, iniziò 25 anni fa il progetto Los Quinchos. Oggi ne ospita più di 200, ma, negli anni, ne sono passati migliaia. Questa è la sua storia, dall'infanzia nel circo di famiglia, ai viaggi da sola tra gli indios Tarahumara, al teatro itinerante, ed è soprattutto la lunga storia dei Quinchos, con le gioie e le tragedie di bambini e bambine, ragazzi e ragazze che non hanno mai conosciuto l'affetto di una famiglia e che vedono in lei la loro mamita. Una madre che dà amore ma che sa essere anche severa, come lo è, nell'intervista che conclude il libro, con le ricche agenzie di cooperazione internazionale che fanno "star bene quelli che ci lavorano, non quelli per cui lavorano".
Il libro prende spunto da un fatto reale accaduto dopo la fine della guerra in Bosnia. Durante la festa musulmana di Bajram, alcuni abitanti di Sarajevo varcano la frontiera per andare a rendere omaggio alle tombe dei loro parenti. Il pullman viene assalito da un gruppo di serbi irriducibili e quattro persone vengono uccise. Da questo fatto di cronaca si dipanano le vicende che narrano la vita delle quattro vittime e che sono frutto della creatività dell'autrice.

