
È ancora attuale san Tommaso nel pensiero filosofico e teologico? In quale misura la riflessione contemporanea continua a basarsi sulla sua opera? Hanno provato a chiederselo, in una ricerca congiunta, l’Istituto Teologico di Basilicata, l’Università degli studi della Basilicata (Dipartimento di studi umanistici) e la Scuola di Anagogia di Bologna. I risultati sono condensati in questo volume, in cui i vari studiosi approfondiscono aspetti diversi della problematica. L’intervento di Giuseppe Barzaghi offre una lettura anagogica del tomismo: il conoscere non è mediazione tra soggetto e oggetto, ma luogo di una coincidenza intenzionale in cui l’apparire stesso diventa intelligibile. A partire da questo denso contributo si articolano gli altri testi, dove vengono approfonditi punti di vista differenti e prese di posizione da parte dei grandi autori del secolo passato.
Come devono comportarsi i pastori della Chiesa, cioè i vescovi e tutti quelli che si propongono di guidare una comunità? Intorno all’anno 590, poco dopo essere diventato papa, Gregorio Magno scrisse questo testo in cui approfondisce, in modo particolare, quali siano le qualità morali e spirituali richieste a chi vuole guidare una comunità, quale debba essere la sua condotta morale, come debba essere elaborato il suo messaggio ai diversi tipi di ascoltatori e, infine, come sia necessario che persegua sempre il massimo grado di umiltà. Il testo divenne il manuale di riferimento per la formazione dei vescovi in tutto il Medioevo. Qui se ne propone una nuova traduzione italiana, con un importante saggio introduttivo di Alessandro Cossu che ne approfondisce i vari aspetti inserendolo nel contesto delle opere di Gregorio.

