
Fra Carmine De Filippis, presenta la sua testimonianza di esorcista come un resoconto fedele di fatti reali, seppur incredibili, narrati con onestà e senza spettacolarizzazioni. L’autore chiarisce che il testo non è frutto di fantasia, ma una cronaca asciutta di vicende vissute, presentate in forma anonima per motivi di privacy. Al centro della narrazione emerge lo scontro tra la tragica violenza del Maligno e l’onnipotenza misericordiosa di Dio operante attraverso la Chiesa. Il ministero esorcistico è descritto non come un vanto, ma come un cammino di conversione personale e uno strumento per riscoprire le verità eterne. Fra Carmine confessa come tale esperienza abbia rafforzato la sua fede, rendendo tangibile la realtà del mondo spirituale e l’efficacia della Grazia. Il libro si divide in tre parti (esordi, casi di possessione e azioni straordinarie del male) unite da un unico scopo pratico: l’itinerario verso la santità. In definitiva, l’esorcismo diventa occasione di consolazione e conferma della vittoria di Cristo, sostenuta dalla presenza rassicurante della Vergine Maria.
Per inaugurare la nuova collana della EFI, "Missionaria", è stata scelta una storia d'altri tempi, quella di padre Tito Banchong, laotiano, ordinato sacerdote nel 1971, proprio nel momento in cui i comunisti salivano al potere a Vientiane. Pur senza mai usare parole critiche nei confronti dei governanti, padre Tito è stato incarcerato tre volte nelle prigioni laotiane, imparando con ciò a trovare anche nelle ristrettezze più crude la tenerezza dell'amore di Dio. Nominato "vescovo" di Luang Prabang, l'antica capitale, padre Tito è un vero missionario del bel Vangelo che tutti include nell'amoroso abbraccio del Dio dell'amore. La storia di Tito Banchong è stata raccolta da Michele Zanzucchi.

