
La lotta alla mafia comincia dalla memoria. La memoria è il primo atto di resistenza civile. Non è un esercizio del passato, ma un compito che riguarda il presente e che chiama in causa ciascuno di noi. Ricordare significa custodire i nomi, i volti, le storie; significa restituire dignità a chi è stato colpito dalla violenza mafiosa e responsabilità a chi oggi vive in una società che non può permettersi l’oblio. In questo primo Pizzino della NoMafia, con parole essenziali e dense, gli autori Umberto Santino e Andrea Cozzo invitano a non lasciare che il tempo consumi i nomi e i volti delle vittime, e a trasformare il ricordo in impegno quotidiano.
Il libro, a firma di un noto studioso che è anche molto attivo da decenni sul fronte antimafia, si propone di rispondere - brevemente ma efficacemente - alla domanda: "Cosa può fare ognuno/a di noi qui e ora per contrastare le mafie?" La risposta è articolata in 5 punti: 1. conoscerle, 2. boicottarle economicamente, 3. negare consenso elettorale ai loro complici, 4. concentrarsi nell’educazione dei minori più a rischio. Condizione preliminare e permanente, per attuare tali strategie, 5. una radicale opzione etica sul senso da dare alla propria vita.

