
Nel corso del Novecento la casa editrice Laterza ha intrattenuto un fecondo e intenso rapporto con il mondo letterario italiano. Lo testimonia un rilevante corpus di materiale epistolare conservato presso l’Archivio di Stato di Bari: un esteso patrimonio di lettere, biglietti, cartoline postali, telegrammi di alcuni tra i più importanti scrittori e scrittrici del XX secolo, sia autori che hanno collaborato a vario titolo con la casa editrice (Papini, di Giacomo, Brancati, Ortese, Sciascia, Cassola, Bianciardi), sia autori che per diverse ragioni non sono mai entrati in catalogo (Pirandello, Capuana, Alvaro, Aleramo, Bilenchi, Morselli). Questo volume, sommando competenze diverse e mettendo a sistema studiose e studiosi di varie discipline, ha provato a coniugare un lavoro di scavo negli archivi di Casa Laterza con il tentativo di fare maggiore luce su questo fronte meno conosciuto della sua lunga storia editoriale.
Nel 1952 Vitaliano Brancati propose alla casa editrice Laterza la pubblicazione del pamphlet "Ritorno alla censura", seguito dal testo de La governante, commedia in tre atti che non aveva ottenuto il nulla osta dalla Direzione Generale dello Spettacolo. Il fitto scambio epistolare qui pubblicato ricostruisce l'intenso rapporto intellettuale tra lo scrittore e i due timonieri di Casa Laterza, Franco e Vito, mostrando non solo le resistenze ideologiche che ancora attraversavano l'Italia democristiana dopo la fine del ventennio fascista, ma anche il graduale mutamento della mentalità in senso progressista, che consentì a Brancati di dare alle stampe un'opera di forte carica antigovernativa con uno dei più importanti editori italiani.

