
Per quindici anni, dal 1954 al 1970, il Villaggio San Marco a Fossoli di Carpi è stata la casa di oltre 150 famiglie giuliane provenienti dalla Zona B del Territorio libero di Trieste, assegnata alla Jugoslavia dopo la firma del Memorandum di Londra. In questo luogo, già campo di concentramento nel corso della Seconda guerra mondiale, si trovarono a dover ricomporre le loro vite lontano dalle terre d’origine e ad affrontare il lungo e complesso percorso di inserimento in un territorio inizialmente diffidente. Il volume prende spunto dall’esperienza degli esuli giunti a Fossoli in anni difficili e ancora segnati dalle ferite del conflitto per riflettere in maniera più ampia sull’esodo giuliano-dalmata, grazie a contributi che offrono uno sguardo plurimo sulla vicenda, inserendola nel quadro degli spostamenti forzati di popolazione che investirono l’Europa nell’immediato dopoguerra. A settant’anni dalla apertura del Villaggio San Marco, la Fondazione Fossoli ha inteso richiamare all’attenzione su questo capitolo doloroso della storia del nostro paese, rimasto a lungo in un cono d’ombra.
Il volume propone un incrocio di sguardi sul lavoro degli assistenti sociali. Prova a farlo in una prospettiva non autoreferenziale, in un certo senso 'transculturale', dando voce agli stessi assistenti sociali insieme a molti altri professionisti e attori che con loro quotidianamente interagiscono e 'producono' interventi e servizi alla persona; nella consapevolezza che solo l'integrazione di saperi e competenze consente di comprendere i fenomeni, promuovere opportunità, leggere i bisogni, valorizzare le risorse e costruire soluzioni sociali ai problemi sociali. Senza la pretesa di esaurire tutti gli ambiti d'intervento, viene qui presentato un 'assaggio' di luoghi e pratiche del lavoro sociale, in modo concreto, semplice e tuttavia attento al piano metodologico, dialogando con una professione oggi più che mai chiamata a confrontarsi con nuovi bisogni in un contesto di trasformazione del welfare. Il 'luogo' principe di questo lavoro è il territorio nella sua dimensione vitale di 'comunità': da qui prende le mosse il volume, che si articola come una virtuale tavola rotonda in molteplici sezioni di confronto. Il testo non ha carattere specialistico; è rivolto a chi desideri scoprire la professione di assistente sociale, ad assistenti sociali interessati a condividere esperienze e riflessioni sul proprio operare, ad altri professionisti che vogliano conoscere meglio una figura con cui sono aperti ampi spazi di collaborazione nel mondo del welfare, agli studenti, ai docenti e supervisori.

