
La storia delle donne nelle istituzioni rappresentative è una storia di minoranze. Riguarda un numero ristretto di donne ma è tutt’altro che trascurabile, anzi costituisce un valido osservatorio per approfondire sia la definizione della rappresentanza - e più in generale la parità di genere - sia scelte, responsabilità e pratiche politiche. Da questa stessa prospettiva è possibile esaminare i processi di costruzione della leadership femminile. Muovendo dalle più accreditate acquisizioni degli studi storici, i saggi proposti indagano sulle biografie politiche di significative protagoniste, sul rapporto tra donne, istituzioni, movimenti, rappresentanza e sulle rappresentazioni di genere nello spazio pubblico con attenzione alla toponomastica e alla produzione digitale.
Frutto di ricerche inedite, i saggi raccolti nel volume affrontano le fasi cruciali del passaggio dalla dittatura alla democrazia in Italia, dopo il 1945, e in Spagna, con il difficile superamento della lunga dittatura, dopo la morte di Franco nel novembre del 1975. Privilegiando una prospettiva di analisi attenta alla dimensione di genere, comparativa e interdisciplinare, autrici e autori esaminano questa complessa fase storica lungo tre diverse aree disciplinari, la storia, la lingua e la letteratura, mettendo in luce sia l’inedito protagonismo femminile nel campo politico, sociale e culturale sia la persistenza di contradditori modelli di genere. In questa prospettiva, attenta alle rappresentazioni per la definizione degli immaginari sociali, il cinema, accanto alla letteratura, offre testimonianza e allo stesso tempo veicola modelli per molti versi inediti, concorrendo all’affermazione di nuovi stili di vita. Processi complessi e certamente non lineari che meritano di essere interpretati anche alla luce delle relazioni transnazionali più solide e fitte nei nuovi contesti politici. A una parte iniziale, con saggi di carattere generale che presentano un quadro sullo stato dell’arte, seguono interventi dedicati ai due paesi; chiude il volume un’antologia di brani di memorie, conservate presso l’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano, prodotte da donne diverse per appartenenza generazionale, provenienza sociale e regionale, formazione e convinzioni politiche, ma tutte partecipi testimoni della transizione postbellica. Scritti di: Laura Branciforte, Tullia Catalan, Giulia Cioci, José Ignacio Díez, Laura Di Nicola, Paolo Ferrari, Patrizia Gabrielli, Stephen Gundle, Rocío Luque, José Francisco Medina Montero, Mónica Moreno Seco, Ignacio Oliva Mompeán, Michela Rossi Sebastiano, Monica Cristina Storini e Jorge Torre Santos.
Il volume è il primo di una trilogia sull'Italia repubblicana dal 1946 a oggi, che ha l'obiettivo di riflettere su alcuni dei principali nodi della sua storia. Gli approcci interdisciplinari e lo stile narrativo di scrittura sono pensati anche per i cittadini che abbiano interesse verso la storia, il presente e il futuro della democrazia italiana. Questo primo volume abbraccia i cruciali vent'anni d'avvio dell'esperienza storica della Repubblica, dal 1946 al 1966. Si indagano i nodi della transizione, i passaggi istituzionali, gli scenari internazionali, le relazioni di genere, le rivoluzioni nei costumi e nei consumi e il ruolo della musica nella dimensione di massa. Furono tutti elementi originari capaci di caratterizzare, indirizzare e anche condizionare l'intero percorso repubblicano.
Il '68 con la esplosione e la rapida diffusione dei movimenti degli studenti ha rappresentato un anno cruciale e, per molti versi, rivoluzionario. Il '68 è stata una porta che ha chiuso il passato e ha aperto il futuro: un nuovo modello di società nascente che le giovani generazioni dell'epoca espressero portando in superficie le contraddizioni presenti tra le condizioni concrete, gli ideali e le prospettive di cambiamento. Seppure in modo non sempre diretto, il '68 ha prodotto quei profondi sconvolgimenti che segnano ancora oggi i diversi modi di vivere e di pensare, le relazioni con gli altri, i modelli di femminilità, i rapporti di coppia, la famiglia e l'organizzazione sociale e culturale. In questo volume Camillo Brezzi, Mariano Bianca, Patrizia Gabrielli, Andrea Messeri, Giuseppe Patota, Andrea Martini affrontano, da prospettive disciplinari diverse, i caratteri del movimento in una prospettiva nazionale e internazionale, ne mettono in luce i principali tratti culturali e sociali, l'elaborazione teorica, l'impatto sulla società e sui saperi codificati, si interrogano sulle eredità lasciate nel tessuto sociale e politico, nella produzione artistica e culturale, nel linguaggio, nelle relazioni tra generazioni, tra uomini e donne.

