Nella Germania del Terzo Reich, mentre imperversa l'occupazione nazista e milioni di persone vengono perseguitate, Ernst Lossa si chiede: Perché io? Perché proprio io? Ernst ha solo quattro anni quando, nel 1933, viene separato dalla sua famiglia di nomadi e mandato in un orfanotrofio, e poi da lì trasferito in un riformatorio. Giudicato "irrecuperabile", all'età di dodici anni viene trasferito ancora, questa volta in un manicomio. Ernst però non si arrende all'immagine di sé che vede riflessa negli sguardi degli altri. Non si sente né diverso, né sbagliato. Nonostante gli orrori nazisti non risparmino neanche i bambini, lui stringe amicizie e vede nascere il suo primo amore, lottando fino alla fine per la salvezza. Tra il 1939 e il 1945 oltre 200.000 persone furono vittime del programma di eutanasia nazista. Questa è una storia vera, per ricordare Ernst e tutti coloro che come lui hanno amato la libertà.
Il verso di Sandro Penna, "come è bello stare nel chiuso di una stanza, con la testa in vacanza, sopra un azzurro mare", può sembrare stravagante se riferito alla filosofia contemporanea, soprattutto se si pensa all'insistanza della filosofia recente sul primato della pratica e dell'impegno del filosofo nei confronti della realtà. La provocazione della citazione, però, vuole richiamare il lettore alla natura del lavoro filosofico. La filosofia è una sorta di "matematica allargata": una disciplina teorica, interessata ai concetti, ma anche al loro rapporto con le forme di pensiero e di vita. Fare filosofia significa sempre essere "altrove" con il pensiero.
Questo volume è il seguito abbastanza lontano nel tempo di quello dedicato or sono più di venti anni a I Vescovi di Gerace-Locri (Chiaravalle Centrale 1981) e precede un altro, o, forse, due, sulle vicende di questa diocesi in età moderna e contemporanea. Esso, infatti, si ferma al 1480, anno in cui, con la mutazione del rito da greco in latino, la nostra Chiesa Locrese impresse alla storia di tutto il suo territorio una svolta riguardante non soltanto la vita religiosa, ma tutto il tessuto della società, quindi la cultura, il modo di pensare e di operare della gente.
Rivista bimestrale n. 45, luglio-agosto 2015.
Dodici libretti spillati (uno per ogni mese dell’anno), che offrono una preghiera e una riflessione – accompagnata da disegni adatti ai bambini – per conoscere Gesù con molta semplicità.
silvia Vecchini, nata nel 1975 a Perugia, è laureata in Lettere, studia presso l’Istituto Teologico di Assisi, scrive libri per bambini, testi scolastici e progetta materiale didattico. Con suo marito, Antonio Vincenti, ha creato Il Gruppo Sicomoro per svolgere insieme una attività editoriale rivolta ai bambini e ai ragazzi come autori e illustratori, sia nell’ambito della catechesi, sia nell’ambito dell’insegnamento della religione cattolica e della narrativa. Con le Edizioni San Paolo ha pubblicato i romanzi per ragazzi Rabbunì (2009) e Miryam (2011).
Il rapimento e l'assassinio di Aldo Moro, nella primavera del 1978, costituiscono uno degli eventi più traumatici nella storia dell'Italia repubblicana. Le diverse ricostruzioni che hanno cercato di far luce sulla vicenda si sono in larga parte concentrate sui "misteri", veri o presunti, sui retroscena, sulla meccanica dei fatti. Il libro di Giovagnoli apre ora una prospettiva diversa e nuova: non più il caso Moro come fatto criminale da indagare alla ricerca di chissà quali rivelazioni, ma il caso Moro come tragedia morale e politica.