Uno strumento importante per chi si trova alla guida di un'azienda, con l'obiettivo di mostrare loro perché oggi il Chief Procurement Officer sia una figura chiave, apicale e fondamentale per la continuità e il successo delle imprese. Non è tanto un'evoluzione quella che il procurement, la cosiddetta direzione acquisti, deve necessariamente e urgentemente affrontare per attualizzarsi ai veloci contesti di mercato, agli eventi socio-politici e agli accadimenti imponderabili che impattano sulle aziende, grandi o PMI esse siano, quanto più una vera e propria 'rivoluzione', strutturale e concettuale, suggerisce Fabio Zonta in questo suo libro, che in un neologismo, "rievolution", sintetizza questa convinzione.
Il volume risponde a finalità di problematizzazione scientifica nel tracciato tematico-metodologico dell'Educazione degli adulti e si offre come strumento per gli educatori e i formatori, considerando le cognizioni e le competenze di natura critica e progettuale che una riflessione storico-concettuale consente di acquisire. La proposta qui avanzata è quella, infatti, di dialogare sui capisaldi dell'educazione permanente così come si è via via determinata nel corso del XX secolo, quale processo aperto, dinamico e plurisfaccettato, grazie a una varietà di figure paradigmatiche che testimoniano come le questioni affrontate siano pervasive e foriere di molteplici implicazioni sociali, politiche e culturali. Ciò al fine di meglio comprendere la complessità del nostro scenario formativo, le sue risorse, ma anche le sue storture, e per intervenirvi con accresciute consapevolezze e intenzionalità pedagogiche.
Questo volume, pubblicato originariamente in inglese nel 2013 in occasione del cinquecentenario del Principe, si è imposto come la biografia per eccellenza di Machiavelli in area anglofona e ha subito suscitato ovunque una grossa eco grazie alle importanti novità che presenta soprattutto relativamente alla famiglia di Machiavelli, alla sua giovinezza (sino a oggi poco conosciuta), e ai suoi anni al servizio della cancelleria fiorentina. Black, ripercorrendo la vita e le opere del più sorprendente e influente interprete politico della storia, ne modifica sostanzialmente l'immagine complessiva. Questa biografia, aggiornata con la bibliografia più recente e arricchita di ben 150 pagine in questa prima versione in italiano, si afferma come opera di riferimento per chiunque voglia avvicinarsi alla vita e all'opera di Machiavelli.
CHE INCUBO UNA VITA A NOLEGGIO
Siamo nel vortice della decrescita (in)felice e dello sharing. Dossier con Mario Giordano, Riccardo Ruggeri e il vescovo Giampaolo Crepaldi.
25 SETTEMBRE: CHE ARIA TIRA SUL VOTO?
Gli italiani tornano alle urne in un contesto molto difficile, cosa accadrà? E i cattolici? Ne parlano il direttore Lorenzo Bertocchi, Mauro Mazza, il sondaggista Fabrizio Masia, Maria Giovanna Maglie, Germano Dottori e Fabio Dragoni.
SENZA VINO NON C’E’ AMORE
Un buon bicchiere rimanda alla festa e perfino alla festa eterna. Primo piano di-vino con don Pietro Cesena, don Riccardo Cavallazzi, Laura Donadoni (@theitalianwinegirl), Tommaso Farina e Camillo Langone.
CREDERE NELL’IMPRESA
“Culle piene” e coraggio di osare. Roberto Brazzale, imprenditore veneto a capo della più antica azienda casearia d’Italia, si racconta a Manuela Antonacci: «Sento il dovere di difendere ciò che è sacro».
COME TI REINVENTO LO SCOLAR*
Promossa come forma di tutela contro le discriminazioni, la carriera alias nelle scuole ha in realtà fini ideologici. L’avvocato Daniela Bianchini spiega le criticità giuridiche e il neurochirurgo e psichiatra Massimo Gandolfini spiega perché cambiare l’identità anagrafica non risolve alcuna sofferenza.
«L’ANSIA È UN MODERNO STRUMENTO DI CONTROLLO»
È il male dei «tempi moderni» che, espulso Dio dalla vita dopo averlo ridotto a optional, sta ora mettendo a repentaglio l’umanità. Parla lo psicanalista Claudio Risé intervistato da Giulia Tanel.
IPOTESI SUL FLAGELLO CHE COLPI’ GESU’
L’immagine sulla Sindone di Torino mostra, tra le altre impronte, i segni di una efferata flagellazione del tipo di quella inferta dai Romani: con quale strumento fu eseguita? Lo studio di Luciano Lanotte, professore di Fisica sperimentale all’Università Federico II di Napoli.
NATUZZA, L’ENIGMA DEL SANGUE
Vincenzo Sansonetti ha fatto una lunga intervista a Valerio Marinelli, docente universitario, scrittore e soprattutto biografo di Natuzza Evolo. Attraverso le rivelazioni di questo studioso – che conobbe, frequentò e studiò l’emografia in prima persona – il lettore può riflettere sul mistero di quelli che sembrano proprio messaggi del Cielo
INDAGINE SU MONTE BERICO
L’8 settembre, giorno della festa della Natività della Vergine, a Vicenza si rinnova la devozione alla Madonna, apparsa nel XV secolo promettendo un miracolo. Che poi si realizzò. Il reportage di Giuliano Guzzo.
TUTTE LE RUBRICHE
Da questo numero esordisce Mauro Mazza, già direttore del Tg2 e di Rai1, con una rubrica intitolata Transatlantico: tutti i rumors e i fatti politici del mese che non possiamo perderci. E poi, “Un vescovo risponde” di monsignor Francesco Cavina, “Il Kattolico” di Rino Cammilleri; “L’abito lo fa il monaco” di Luisella Scrosati; Giacomo Samek Lodovici con “Filosofando”; Marco Respinti esercita la sua Matita blu su Nancy Pelosi; la “Riscoperta del sacro” di Andrea Zambrano e Gianpaolo Barra in Zona Cesarini; “Schermi” a cura di Armando Fumagalli; la “Rosa del Timone”, pagellone sportivo del mese a cura di Tommaso Scandroglio, Raffaella Frullone è “Catt woman”. Sara Alessandrini con i suoi “Itinerari religiosi”, ci accompagna sui luoghi dei Beati Beltrame Quattrocchi.
Germano Dottori va “Oltre confine” per leggere cosa succede nei grandi scenari della geopolitica mondiale; Fabio Dragoni si cimenta tra “Draghi e Dragoni” per raccontare l’intreccio tra economia e politica; Mirko Volpi, superbo linguista ed esperto di Oceano padano, ci offre gli originali racconti delle “Cronache dall’oceano padano”. Infine, “Ci vuole Costanza”, ossia il punto di vista di Costanza Miriano, editorialista d’eccezione ogni mese con noi.
Edición bilingüe con el texto latino de la edición crítica leonina. Reimpresión de la edición de 1957.
Traducción y anotaciones por una comisión de PP. Dominicos presidida por Francisco Barbado Viejo, OP.
Este décimocuarto volumen comprende: Tratado de la penitencia, versión e introducciones de Armando Bandera, OP; Tratado de la extremaunción, versión e introducciones de Arturo Alonso Lobo, OP.
Linguaggio e regole del diritto privato¿ nasce con l'obiettivo di offrire uno strumento per la didattica universitaria di primo livello. Si è però evitata la soluzione draconiana di approfondire alcuni settori del diritto privato, tralasciandone altri per intero, offrendo invece tutti gli elementi non solo per una visione d'insieme, ma per una preparazione di base senza lacune. Il libro conserva dunque, della tradizione, l'idea dell'unico manuale per l'intera materia delle Istituzioni; ma all'interno di questo ampio territorio, privilegia e coltiva la formazione di idee-guida, più che l'accumulo di informazioni (fornite nella misura necessaria e sufficiente a generare la capacità di informarsi in modo completo) o l'inseguimento della novità. Questo manuale esprime l'impegno degli autori di seguire il corso delle mutazioni, cercando la via per ritrovare, in modalità e strumenti nuovi, le qualità migliori di una grande tradizione, lasciandone senza rimpianto gli aspetti, buoni o cattivi, che appartengono al passato.
«Per capire la mia solitudine avevo bisogno di capire quella di mia madre. E per capire lei dovevo prima capire mia nonna, Rita.» Così Katherine - antico nome di famiglia dietro al quale si cela la stessa Àsbrink - ricostruisce la storia di Rita, il suo arrivo fortuito a Londra a causa di un padre distratto che presto abbandonerà la famiglia, la sua lunga relazione clandestina con Vidal, un ebreo sefardita esule da Salonicco al quale la rigida tradizione famigliare vieterebbe di sposarla, e infine il suo tardivo e malinconico matrimonio. E poi le inquietudini di Sally, la loro prima figlia, insofferente nei confronti del padre e angosciata dal clima antisemita di Londra, che cercherà rifugio in Svezia. Attraverso le vite complicate e insoddisfatte delle due donne, Katherine ripercorre la storia del nonno, Vidal, un uomo nato nell'Impero ottomano che nella Londra del primo Novecento non può essere né turco, né greco né tantomeno inglese, ma riconosce come unica vera patria la Spagna da cui i suoi avi vennero espulsi nel XIV secolo. Con la sua capacità di intrecciare i ricordi famigliari e gli eventi storici, Àsbrink ricostruisce le tormentate vicende del popolo sefardita dal Medioevo al secolo scorso, e ne raccoglie il retaggio in un'appassionata ricerca delle proprie origini nella Salonicco di oggi. E nel ricordo della madre e della nonna avverte un legame doloroso, la condivisione del medesimo sentimento di abbandono da cui non può sfuggire e che la porta, con tutta l'intransigenza di cui è capace, a fare i conti con la sua storia e le sue stesse scelte di vita.
Verità e Croce, ovvero Scientia Crucis Edith Stein, bambina di intelligenza particolarmente vivace, verso i quindici anni abbandona la fede ebraica di famiglia mentre si protende nel culto della verità. Nel campo della filosofia, che pure abbraccia e insegna, il suo ideale vivente diventa Edmund Husserl, colui che insegna la conoscenza oggettiva. Tuttavia la sete della verità assoluta in lei viene soddisfatta soltanto con l'incontro della Croce di Cristo. Cristo crocifisso sarà suo Sposo: da Lui prenderà il nome religioso di Teresa Benedetta della Croce e da Lui imparerà a morire martire per il suo popolo. Tra l'8 e l'11 agosto 1942, unì il suo sacrificio a quello di Cristo, in una camera a gas di Auschwitz. È stata canonizzata da papa Giovanni Paolo II nel 1998. Un volumetto che tratteggia l'itinerario di Edith Stein dal desiderio all'incontro con la Verità, fino all'acquisizione della Scientia Crucis, mentre ripercorre il suo itinerario esistenziale.
«Uno, due, tre»: il Timeo si apre semplicemente con l'enumerazione dei tre invitati - Crizia, Ermocrate e Timeo - che hanno accettato la proposta di Socrate di ritrovarsi per la discussione. Il Timeo: non un'opera qualunque, ma «il dialogo di Platone che ha influito in misura più ampia e profonda sulla formazione del pensiero filosofico e scientifico occidentale», l'unico conosciuto, anche se non nella sua totalità, nel Medioevo, grazie alla traduzione latina di Calcidio. Un testo, perciò, decisivo per il modo stesso in cui abbiamo immaginato il cosmo, la sua genesi, la sua struttura. Il Timeo è sapientemente orchestrato: nel prologo domina su tutte l'immagine di Atlantide, la superpotenza al di là delle Colonne d'Ercole fiorita secondo Platone diecimila anni fa e poi sprofondata nell'oceano in un solo giorno e in una sola notte. Dall'immane catastrofe sembra emergere la grandiosa partitura del dialogo quale l'annuncia Crizia: a Timeo il compito di esporre la generazione dell'universo e giungere sino alla natura dell'uomo; a lui, Crizia, quello di rendere gli uomini, «secondo il discorso e la legge di Solone, cittadini di questa città». È in queste sezioni che le idee più celebri del Timeo sono dispiegate: il demiurgo, l'anima del mondo, il vivente intelligibile, i triangoli. Nasce qui la perenne fascinazione dei discorsi «verosimili» di Platone: «egli», dice Timeo dell'artefice, «costruiva l'universo nel suo insieme, al fine di realizzare un'opera che fosse, secondo natura, quanto più bella e buona». Tutti i principî fondamentali del pensiero di Platone sono toccati in quest'opera, che dopo il prologo abbandona la forma conversazionale del dialogo per muovere verso la trattazione monologica. Il Timeo è una vera e propria summa nella quale convergono «l'ontologia, la teologia, la cosmogonia, la fisica, la cosmologia, l'etica, l'antropologia e la psicologia, arricchite dall'innesto di un articolato insieme di saperi specialistici, che vanno dall'astronomia alla medicina, dalla biologia all'ottica e alla teoria musicale». La Fondazione Valla è lieta e orgogliosa di presentare finalmente il Timeo in edizione critica, e con un'introduzione e un commento ricchi e del tutto originali, quali questo testo supremo merita.
Arriva un momento in cui si è convinti che non ci sia più bisogno di imparare. Ma basta un attimo per capire che le nostre sicurezze, spesso, sono solo un modo per far tacere la paura. Perché vivere intensamente è questo che fa: paura. E sono proprio i giovani a metterci davanti agli occhi una simile verità. Sono loro a rendere chiaro e lampante ciò che nella vita si è sempre saputo, ma non si sapeva di sapere. O ci si rifiutava di sapere. Capitolo dopo capitolo, Enrico Galiano ci porta a scuola di felicità. Una scuola in cui le lezioni sono piccole e grandi allo stesso tempo - sull'amore, il coraggio, la libertà - e impartite non da chi siede dietro la cattedra, ma dai ragazzi stessi. Scopriremo così che hanno ragione loro, quando ridono fino alle lacrime mentre gli adulti li osservano seri. Hanno ragione, quando amano fino a stare male mentre gli adulti li guardano con un sorriso accondiscendente. Hanno ragione, quando cadono, quando non capiscono, quando tartassano di domande finché ottengono una risposta chiara. Quando si arrabbiano perché non si sentono ascoltati. Grazie ai ragazzi, ci si rende conto che, per quanta strada si sia fatta, per quanta esperienza si sia accumulata, si è sempre eterni ripetenti. Eterni ripetenti alla scuola della felicità. Dopo "L'arte di sbagliare alla grande", Enrico Galiano torna con un saggio che è come una giornata di sole dopo mesi di pioggia. Ci fa entrare nella sua classe ad ascoltare le voci e le storie di ragazze e ragazzi, e ci trasmette un'inaspettata leggerezza: leggendo queste pagine, nasce, spontanea, una voglia improvvisa di cominciare a vivere davvero.
Camminare può significare cose molto diverse per chi cammina. Può essere un modo per pensare meglio o per sentire il linguaggio del corpo scandito dal movimento dei muscoli e del respiro. Oppure un modo di fare un viaggio, per scoprire paesaggi e mondi nuovi. Per entrare in contatto con la natura attraversando boschi, prati, monti o per flâner per le strade di una città. Possiamo camminare per raggiungere un obiettivo o vagare senza meta. Lo si può fare da soli, in compagnia di un amico, di un amore, di un figlio o con tanta gente insieme. Si può camminare all'aperto o in casa, e perfino soltanto nella nostra immaginazione. Di tutte queste «figure» dell'andare a piedi dà conto l'autore, vagabondando tra le testimonianze di filosofi, scrittori, poeti ed esploratori che in diversa forma hanno lasciato traccia delle loro esperienze di cammino.