In compagnia di un esperto del settore, un viaggio al centro dei nuovi orizzonti dell'arte contemporanea. Un'opera grande a partire dal formato e dalla vastità della trattazione (ben 450 opere, illustrate da immagini), che ripercorre in modo esauriente l'evoluzione espressiva delle ricerche artistiche da Pollock fino alle forme più innovative come la Video Art. Una trattazione puntuale e divulgativa, che analizza in dettaglio ogni singola opera e che abbraccia non solo i capolavori ma anche gli eventi, le correnti e gli artisti di rilievo dal 1945 fino al 2007.
Per la prima volta un'originale affresco di mille anni di storia dell'Europa, osservata attraverso i luoghi della vita che hanno contribuito a costruirne identità e tratti distintivi. Castelli, monasteri, villaggi, città sono state le sedi più importanti della vita organizzata in comunità, le forme associative in cui donne e uomini del nostro continente hanno potuto vivere insieme, provare sentimenti comuni, realizzare stili, valori, ideali su cui ancora oggi poggia la civiltà europea. Un libro non solo di storia, ma di architettura, di arte, di vita quotidiana, di psicologia e antropologia storica. Corredato di un apparato di circa 100 immagini tra colore e bianco/nero che costituiscono esse stesse un efficace "testo nel testo", quest'opera vuole anche suggerire percorsi e viaggi attraverso i luoghi della vita in Europa.
Richard Avedon (1923-2004) è unanimemente considerato uno dei più grandi fotografi americani: questo volume è la prima retrospettiva dedicata ad Avedon dopo la sua morte. Il libro segue l'evoluzione, l'arte, la creatività e lo stile unico di Avedon: dalle prime foto scattate per le strade di Roma all'inizio degli anni Sessanta fino alle grandi immagini di moda.
L'esposizione, di cui questo libro rappresenta il catalogo, ha come obiettivo quello di ricostruire un quadro iconografico completo della ricezione dell'antichità classica del secondo Ottocento. Le suggestive scoperte archeologiche di Pompei e dell'area vesuviana, oggetto di scavi approfonditi nel corso dell'Ottocento, hanno esercitato un influsso fortissimo sull'immaginario di pittori e scrittori nel corso del secolo, restituendo un'immagine vivida e vitale del mondo antico, con la sua realtà sociale e politica. Il pittore Lawrence Alma-Tadema rappresenta uno tra i più noti e illustri interpreti del genere neopompeiano.
L'arte sublime di Antonio Canova e la "villa più bella del mondo", come egli stesso amava definire la Galleria Borghese, per una monografica ambientata nel luogo tanto caro allo scultore nel 250° anniversario della sua nascita e nel bicentenario della "Paolina Borghese Bonaparte come Venere Vincitrice". La mostra intende illustrare da una parte le complesse relazioni tra Canova, il principe Camillo Borghese e la famiglia Bonaparte, per la quale egli elaborò la particolare tipologia del ritratto divinizzato in scultura, di cui si presentano altri esempi da confrontare con quello di Paolina come Venere Vincitrice. Dall'altra si vuole ripercorrerne la carriera seguendo, attraverso oltre cinquanta opere provenienti dai più grandi musei del mondo, la continua rielaborazione, dalla fine degli anni Ottanta del Settecento, del tema di Venere: oltre ai grandi marmi, disegni, tempere, monocromi, dipinti, bozzetti in creta e terracotta per un esempio eloquente del metodo di lavoro di Canova.
Calder che lavora sull'incudine a una delle sue celebri sculture equilibriste; Burri con in mano invece del pennello la fiamma ossidrica; Segal che plasma le mummie bianche di gesso; Fontana mentre squarcia con un taglierino la tela bianca; Warhol al lavoro nella confusione della Factory; Giacometti che cammina tra i suoi uomini scorticati e filiformi; ma anche Melotti, Pistoletto, Duchamp, Newman... Una serie di ritratti di grandi artisti del Novecento al lavoro nell'atelier o per le strade delle loro città. Artisti-amici ricordati per immagini nei magici momenti della creazione artistica; ma anche con le parole, in pagine nelle quali Ugo Mulas riesamina il significato del loro e del suo lavoro, e "verifica" gli elementi costitutivi e il valore dell'operazione fotografica.
Un filosofo e storico dell'arte s'interroga sul mistero e la singolarità delle pratiche e delle forme degli ex voto, immutate dall'antichità pagana a oggi e comuni alle società più diverse. La loro volgarità di forme anatomiche (mani, piedi, occhi, cuori, seni, genitali), il loro carattere ripetitivo e banale provocano infatti un certo malessere in chi ne ripercorre con lo sguardo le migliaia di esemplari.
L'uomo rappresenta se stesso a partire dal momento in cui fa la sua comparsa nella sua forma moderna, quella di "Homo sapiens sapiens". E, essenzialmente, l'uomo ha dapprima rappresentato la donna. Ma queste immagini sono a lungo rimaste minoritarie: sono anzitutto gli animali a essere raffigurati, in una grande varietà di forme e di stili, come se la rappresentazione della figura umana dovesse rimanere eccezionale o marginale. Poi la rivoluzione neolitica, che vede l'agricoltura e l'allevamento prendere il posto della caccia e della pesca, si accompagna a una rivoluzione delle immagini al cui interno la figura umana si libera dai canoni espressivi e codificati del Paleolitico attraverso figurine di argilla cotta, ma anche di pietra o di calce. Queste prime raffigurazioni umane, studiate da Jean-Paul Demoule, compaiono in uno spazio coerente e omogeneo, quello del Vicino Oriente, del Mediterraneo e dell'Europa. L'autore ripercorre qui la nascita e l'evoluzione della figura umana nei periodi preistorici e protostorici, fino alla comparsa dell'estetica peculiare alle organizzazioni statuali. E una storia globale della figura che, illustrata dalle fotografie di Erich Lessing, non è mai stata raccontata in questa forma.
La prima monografia critica in lingua italiana sull'opera visiva e teorica di Mark Rothko (1903-1970). A essere indagata è soprattutto la preoccupazione costante dell'artista per lo spazio. Il saggio si articola in tre percorsi tematici tra loro interrelati, che si soffermano in particolare sulla lettura di alcune singole opere (che coprono l'intero arco della produzione del pittore), sul ruolo strategico giocato dal contesto espositivo e architettonico, sull'esperienza vissuta spettatori. Le analisi sono puntellate dagli scritti dell'artista stesso, di cui da poco si è approntata un'edizione critica, e da alcuni documenti d'archivio inediti. La ricchezza delle immagini e il rigore del pensiero di Rothko sono infine restituiti attraverso un dialogo attento con il suo "milieu" artistico e con la loro eredità.