Una rilettura originale, che "riconsegna" al lettore un Agostino "contemporaneo", più che "moderno", nella concretezza della sua esperienza umana e nei complicati percorsi della sua cosiddetta "conversione". Al di là della distanza dei secoli che ci separano, Agostino ci conduce ad una radicale riscoperta dell'esperienza religiosa, sul filo di alcune immagini, come quella dell'abisso del cuore che "grida" a un altro Abisso onnipresente. L'autrice conduce il lettore a "leggersi" con gli stessi occhi di Agostino, con la sua lucida capacità di introspezione che precorre le intuizioni della psicanalisi. Possiamo così specchiarci nell'autenticità della confessione con cui Agostino si affianca a ciascuno di noi, nello stesso momento in cui parla con Dio. Per quanto riguarda l'educazione e l'insegnamento, l'autrice ci rivela, in questo grande intellettuale della tarda antichità, quello che oggi definiremmo un "professionista riflessivo". Per Agostino, l'attività di insegnamento e la catechesi, con la scoperta del funzionamento degli "ampi penetrali della memoria", costituivano già un'avventura dell'intelligenza e la materia di una raffinata teoria pedagogico-didattica, che ci viene adesso restituita con le parole della nostra esperienza. Infatti, pur nella fondata scientificità del contenuto, lo stile di scrittura, il linguaggio concreto e immediato dell'autrice, permettono una lettura "leggera" anche a un lettore non specialista, purché sia "curioso" dell'umano e interessato ad una "ragione aperta".
Viktor Frankl, psichiatra, fu deportato nel settembre del 1942 a Theresienstadt, in Boemia, per poi essere trasferito ad Auschwitz, a Kaufering III e quindi a Türkheim. Scampò alla morte, ma perse le persone più care. Rientrato a Vienna dettò in soli sette giorni le sue memorie. Ciò che ne scaturì è questo libro. Un libro che ha influenzato la vita di un numero enorme di persone. Tradotto in quarantadue lingue, ha venduto più di dieci milioni di copie. Non è un trattato, ma neppure un semplice memoriale della deportazione. È un documento umano di straordinario valore, il cui successo non è dovuto tanto all'oggetto del discorso, quanto alla particolarissima prospettiva con cui viene affrontato e al profondo messaggio che trasmette: la vita vale la pena di essere vissuta in qualunque situazione e l'essere umano è capace, anche nelle peggiori condizioni, di "mutare una tragedia personale in un trionfo". Proprio questo aspetto costituisce uno dei motivi della inossidabile attualità dello scritto di Frankl: esso, infatti, pur narrando i tragici eventi a cui si riferisce, li trascende per incentrarsi sull'esplorazione della natura umana e delle sue potenzialità. E, in questo senso, ciò che dice vale non solo per l'esperienza della detenzione, ma anche per tutte le altre "situazioni-limite" (la sofferenza, la malattia, la disabilità, il lutto, ecc.) che sfidano la capacità umana di resistere e di sopravvivere. L'enorme sofferenza poteva spegnere in Viktor Frankl l'amore per la vita oppure farlo divampare come un fuoco inestinguibile. Sono passati settant'anni da quando queste pagine hanno visto la luce per la prima volta. Bruciano ancora. Presentazione di Daniele Bruzzone.
Francesco Bonini, 1922: la violenza tra il radicalismo politico SEZIONE MONOGRAFICA Luigi Gui, la DC e il Centro Sinistra A sessant'anni dalla nascita della scuola media unica A cura di Francesco Gui Francesco Gui, Introduzione Francesco Gui, L'edizione delle attività parlamentari di Luigi Gui a cura della Biblioteca della Camera dei deputati Renato Moro, La formazione di una generazione di leader cattolici democratici Daria Gabusi, La politica scolastica del ministro Gui (1962-1968) Filosofia Raniero Fontana, Il tema della "Casa" nel pensiero di Andreé Neher Alessandro Borghesi, La democrazia in America. La dialettica polare nell'opera di Alexis de Tocqueville Storia Liliosa Azara, Alle origini della polizia femminile. Prospettive storiche transnazionali Giuseppe Ghini, Il tesoretto di Salvatore Minocchi Anniversari Antonio Scornajenghi, Marcia su Roma e dintorni... Rassegna bibliografica-storia Alberto Barzanò, Novità nella bibliografia scientifica di storia antica La nostra biblioteca R. Regoli, S. Bocchetta.
Siamo nella tarda estate del 1914: una marea di soldati tedeschi si sta riversando sulle strade della Francia settentrionale con l'obiettivo di conquistare Parigi e porre termine alla guerra, secondo i piani del Kaiser, in sei settimane. Barbara Tuchman, Premio Pulitzer 1962 per questo memorabile libro, rievoca l'inizio della Prima guerra mondiale come se stesse sfogliando un album di famiglia, accompagnando il lettore sui campi di battaglia, stordendolo con il tuono dei cannoni, abbagliandolo con il luccichio delle sciabole e delle baionette. Al tempo stesso, lo costringe a riflettere su quanta stupidità occorra per sprofondare la «saggia» Europa in una carneficina.Tuchman descrive il funerale di re Edoardo vii d'Inghilterra, pochi anni prima della guerra, enumerando i capi di Stato e descrivendo gli sfolgoranti dettagli delle loro uniformi, le rigide e complesse regole del cerimoniale e gli intricati rapporti di parentela tra i presenti. Alle esequie presenziarono l'imperatore di Germania e lo zar di Russia, nipoti dello scomparso e cugini tra loro, il re di Grecia e i re di Danimarca e Norvegia, con lo stesso grado di parentela. Non per nulla, il figlio della regina Vittoria era soprannominato lo «zio d'Europa». Si intuisce, dietro a queste immagini, quale sia lo spettacolo di sfarzo e potere che l'Europa vuole offrire agli occhi del mondo. Ma è anche il primo atto del suo suicidio. Dopo aver descritto i personaggi, Tuchman affronta, con la stessa ricchezza di dettagli e profondità psicologica, l'eccitazione che l'attentato di Sarajevo avrebbe provocato, solo quattro anni dopo, negli invitati a quel funerale. Su questa Europa, chiosa il ministro inglese sir Edward Grey, «si stanno per spegnere le luci».
Hans e Gretel amano pattinare lungo i canali ghiacciati e giocare a rincorrersi, anche se i pezzi di legno con le stringhe che indossano non si possono certo chiamare pattini... ma la loro famiglia è povera e non può permettersi di più. Presto però al villaggio si terrà una gara di pattinaggio: il vincitore avrà in premio un paio di meravigliosi pattini d'argento! Età di lettura: da 8 anni.
La missione era nata da subito all'insegna dell'ipocrisia: «Siamo intervenuti in difesa di un alleato NATO dopo l'11 settembre», mentirono i politici. L'attacco all'Afghanistan fu invece parte dell'operazione Enduring Freedom, a iniziativa americana, non autorizzata dall'ONU. La NATO subentrò solo più tardi. Spedendo i primi soldati fuori da Kabul, in zona di combattimenti, nel 2003, il ministro della Difesa dell'epoca dichiarò: «È una missione a rischio, ma le sue finalità sono comunque di peace-keeping». In realtà già da fine 2001 i piloti del gruppo Lupi Grigi decollati dalla portaerei Garibaldi erano impegnati nelle missioni di bombardamento sull'Afghanistan insieme agli aerei americani: ne compirono 278. Non c'era pace da mantenere laggiù, lo dimostra anche l'esistenza di una unità come la Task Force 45, formata dall'élite delle forze speciali italiane, quotidianamente impegnata in azioni di combattimento, ma la cui esistenza all'inizio non era nemmeno ammessa dal governo. Numerosi 'operatori' della fantomatica TF-45 raccontano nei particolari le operazioni di guerra, portate a termine spesso senza poter contare sul supporto degli aerei italiani. In vent'anni di intervento la guerra ha portato con sé corruzione, ruberie, appetiti economici, tradimenti. E il bilancio è uno solo: la situazione in Afghanistan è peggiorata.
Il dibattito pubblico italiano degli ultimi mesi è stato avvelenato: la necessità di armare la resistenza ucraina lo ha monopolizzato e il discorso pubblico si è polarizzato anche grazie al grande spazio concesso a improbabili cantori più o meno consapevoli del putinismo. In mezzo a questo scontro strumentale di civiltà hanno stentato a emergere le idee, l'etica e il rigore del pacifismo. Le ragioni della pace e del disarmo e le proposte pratiche fatte negli anni, ignorate e confinate nel campo dell'utopia in tempo di quiete, vengono trattate con sufficienza - se non dileggio - in tempo di guerra. Chi sono i pacifisti in Italia? Come hanno realizzato le proprie idee nel corso degli anni? In quali parti del mondo, con quali esperienze e lezioni apprese? Quali sono le contraddizioni con le quali il pacifismo deve fare i conti? Quanto costa la guerra e chi paga il conto? E quindi, a chi interessa soffiare sul vento della guerra? Un libro reportage per raccontare le storie e i protagonisti di un pensiero critico, alto e silenziato di cui ci sarebbe bisogno oggi più che mai.
In Italia, i giornalisti sono arrivati quasi a 110.000, cui si sommano gli oltre 21.000, tra comunicatori e addetti stampa in imprese, associazioni, enti pubblici. I social media manager si stanno ora associando per il riconoscimento di questa nuova professione, già molto diffusa, così come gli influencer che chiedono di essere tutelati e riconosciuti come comunicatori digitali. Il numero dei "comunicatori" è in continuo e costante aumento e dall'antica Grecia ad oggi, è una professione che si è sempre evoluta e mai estinta. Allora, è bene chiedersi cosa distingue i "comunicatori" tra di loro: se è vero che lo siamo un po' tutti, esiste ancora il discrimine tra chi fa comunicazione e chi informazione? Oppure, come aveva già profetizzato nel '68 un'artista visionario come Andy Warhol, "Nel futuro ognuno sarà famoso per 15 minuti" e nell'era dei Social a decretare il successo sono più i numeri che i contenuti? A queste domande cercherà di rispondere questo libro attraverso il contributo di chi ha fatto della comunicazione una professione, di chi tutti i giorni si occupa di parlare agli altri, di informarli, di convincerli, di intrattenerli e persuaderli. Ringraziamo per questo e per gli indispensabili contenuti forniti: Simona Agnes, Claudio Baglioni, Carlo Bartoli, Novella Calligaris, Gianni Canova, Piero Chiambretti, Andrea Delogu, Nino Di Matteo, Romana Liuzzo, Alessandro Paolucci (in arte @Dio), Filippo Patroni Griffi, Lorenza Pigozzi, Fabrizio Pregliasco, Andrea Purgatori, Monica Setta e, per la prefazione, Giovanni Grasso.
Il libro riunisce gli studi di dieci specialisti di vari ambiti disciplinari (letteratura spagnola, letteratura italiana, storia moderna, bibliografia, storia del libro e della lettura, storia della cultura e delle idee), che hanno approfondito l’analisi dei due Indici promossi dall’Inquisitore Generale, Gaspar de Quiroga (Madrigal de las Altas Torres 1512-Madrid 1594).
Il volume si apre con un contributo del massimo esperto mondiale di Indici di libri proibiti cinquecenteschi, Jesús Martínez de Bujanda, coordinatore di una monumentale opera sul tema. Seguono diversi lavori sul contesto politico e culturale in cui maturò il progetto del cardinale Quiroga. Se ne è delineato in primis un minuzioso profilo biografico, nel contesto dei gruppi di potere e delle fazioni cortigiane in lotta per la conquista del favore reale. Si è indagato, quindi, sugli agenti che collaborarono alla stesura dell’Index librorum prohibitorum (1583) e dell’Index librorum expurgatorum (1584), prestando particolare attenzione alle figure del maestro Sancho e di Juan de Mariana. Oggetto di esame sono stati, poi, il tortuoso processo di elaborazione e accidentato iter di stampa di entrambi i cataloghi, nonché la loro struttura e intrinseche contraddizioni (messe in evidenza dallo studio del “caso Propalladia”), la loro censura sia di certa letteratura italiana che di alcuni testi scientifici di area eterodossa, e infine la loro ricezione in Italia, esplorata alla luce dell’assimilazione delle proposte quiroghiane nella Bibliotheca selecta del Possevino. Degna di nota l’accurata e innovativa ricostruzione delle varie fasi preparatorie dei due Indici, illustrata dalla pubblicazione di una serie di documenti finora inediti.
Donatella Gagliardi
Donatella Gagliardi è ricercatrice di Letteratura spagnola presso la Facoltà di Lettere dell’Università della Calabria. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Urdiendo ficciones. Beatriz Bernal autora de caballerías
Questa nuova edizione del Codice Civile Esplicato Minor 2023 costituisce un aggiornato strumento di studio e lavoro per quanti hanno la necessità di consultare rapidamente un testo codicistico corredato da un agile commento.
In calce agli articoli del Codice, infatti, sono riportati brevi commenti esplicativi che facilitano la lettura delle singole norme e guidano il lettore verso una immediata comprensione di ciascuna disposizione. In appendice sono riportati numerosi schemi a lettura guidata sui principali argomenti e istituti: a fronte di ogni schema vengono, inoltre, presentate le definizioni delle parole-chiave in esso contenute.
Questo apparato manualistico di schemi ed esplicazioni si presta, dunque, a essere utilizzato come complemento alla consultazione delle norme del Codice; come sussidio per chi inizia lo studio del diritto privato, nonché come supporto ai manuali istituzionali per ottimizzare i tempi di studio e agevolare la ripetizione e la memorizzazione.
Il Codice Civile Esplicato Minor è arricchito da leggi speciali tra cui si segnalano le disposizioni normative in materia di Adozione, Matrimonio e Divorzio, Unioni civili e Convivenze che sono diventate parte integrante del Codice civile in parallelo con l'evoluzione della società.
Fra le novità di cui si tiene conto nella presente edizione, si segnala il D.Lgs. 10-10-2022, n. 149 (noto come "Riforma Cartabia del processo civile"). Il provvedimento, oltre a incidere in modo significativo sulla normativa processuale civile, ha apportato modifiche di rilievo al Codice civile in materia di intervento del giudice nelle questioni familiari, poteri del giudice tutelare, ascolto del minore, affidamento dei minori in difficoltà, separazione e divorzio.
In questa edizione si tiene, altresì, conto delle novità dovute alla L. 29-12-2022, n. 197 (legge di bilancio 2023) che ha anticipato l'applicazione della Riforma Cartabia al 28-2-2023.
Un ampio corredo di indici: sistematico, analitico-alfabetico e cronologico completa il Codice e facilita la ricerca del dato normativo.
Per come è strutturato, questo Codice risulta, dunque, particolarmente utile sia come corredo normativo a fianco ai tradizionali manuali di studio, sia per una rapida consultazione della normativa codicistica, grazie al formato pratico e maneggevole.
Questa nuova edizione del Codice Penale Esplicato Minor 2023 rientra nella collana dei codici Esplicati Minor che costituiscono uno strumento di studio e lavoro per quanti hanno la necessità di consultare rapidamente un testo codicistico corredato da un agile commento.
In calce agli articoli del codice, infatti, sono riportate brevi annotazioni esplicative che facilitano la lettura delle singole norme guidando il lettore verso una immediata comprensione dello spirito e della lettera di ciascuna disposizione. A tal fine sono riportati in appendice una serie di Schemi a lettura guidata, sui principali argomenti e istituti: in particolare, a fronte di ogni schema, vengono presentate le definizioni delle "parole-chiave" in esso contenute.
In calce ad ogni reato sono, inoltre, riportati gli istituti processuali, e in particolare, per i reati di competenza del giudice di pace, è stata precisata la modalità di vocatio in ius (citazione a giudizio del P.M. e, per i reati procedibili a querela, anche su ricorso della persona offesa), nonché le sanzioni applicabili.
Tra le leggi speciali, si riportano le disposizioni normative in materia di Depenalizzazione, Giustizia riparativa e Riforma Cartabia, Privacy e Stranieri.
Fra le novità disciplinari di cui si tiene conto nella presente edizione, si segnalano i correttivi dovuti al D.Lgs. 10-10-2022, n. 150 (noto come "Riforma Cartabiadel processo penale"). Il provvedimento, oltre ad incidere in modo significativo sulla normativa processuale penale, ha apportato correttivi di rilievo al sistema penale sostanziale, tradottisi, quanto alla "Parte generale", fra l’altro, nella riscrittura del sistema delle sanzioni sostitutive delle pene detentive brevi, funzionale ad una migliore "risocializzazione" del condannato, nonché nella creazione dei meccanismi della cd. giustizia riparativa, mentre, quanto alla «Parte speciale», nell’incremento delle ipotesi di reato perseguibili a querela, con l’obiettivo di deflazionare il carico processuale penale.
Si tiene, altresì, conto delle novità dovute al D.L. 31-10-2022, n. 162, conv. in L. 30-12-2022, n. 199 (noto come «decreto anti-rave party»), finalizzato, fra l’altro, a dettare ulteriori norme transitorie della Riforma Cartabia, resesi necessarie per un ordinato e corretto avvio della loro applicazione, nonché nella creazione di una inedita fattispecie di reato, finalizzata a prevenire e reprimere l'organizzazione di raduni musicali o aventi altro scopo di intrattenimento, da cui derivi un concreto pericolo per la salute pubblica o per l’incolumità pubblica.
Un ampio corredo di indici: sistematico, analitico-alfabetico e cronologico completa il Codice e facilita la ricerca del dato normativo.
Per come è strutturato, questo Codice Penale Esplicato Minor 2023 risulta particolarmente utile sia come corredo normativo a fianco ai tradizionali testi di studio sia per una rapida consultazione della normativa codicistica, grazie al formato pratico e maneggevole.
Questa è la storia della prima globalizzazione della prostituzione vista dalla prospettiva del caso italiano. È una storia di corpi, di migrazioni, di lavoro, costruita attraverso fonti originali e che copre un ampio arco cronologico, dove l'interesse per le vicende personali si intreccia con quello per le politiche, le iniziative diplomatiche e le misure di polizia. Studiare il mondo della prostituzione nel suo divenire mercato transnazionale significa guardare da un punto di vista nuovo, laterale e perciò meno frequentato dalla storiografia, alcune delle pagine più significative della storia contemporanea: i fenomeni migratori, l'espansione coloniale, i processi di costruzione della nazione.