Suddiviso in nove capitoli, ciascuno dedicato a una specifica occasione dalla colazione a letto alla cena con gli amici - il libro illustra idee di menù e soluzioni di stile per cucinare tutti i giorni o ricevere gli amici. Le immagini fotografiche a pagina intera guidano alla scelta degli ingredienti, alle preparazioni e alle ricette componendo menù semplici, ma ad alto impatto visivo. Ingredienti freschi e materie prime, strettamente italiane, danno vita a ricette mediterranee lievemente influenzate da note francesi.
È più che un ricettario delle feste. È un giro del mondo a tavola, un tuffo nei menù e nelle tradizioni gastronomiche della cristianità. L’autore ci guida fra le tavole imbandite delle varie chiese e confessioni (a occidente e a oriente di Roma), illustrandone con competenza la simbologia, le radici storiche, gli usi e costumi, e dando pratiche ricette da eseguire passo passo. Partendo dalla festa della Resurrezione fino al Natale e passando per Capodanno e Epifania “si gustano” i tipici menù della tradizione Ortodossa, Copta o di quella Caldea. Ricette di livello medio, eseguibili con facilità grazie anche al reperimento degli ingredienti o ai consigli sui succedanei equivalenti. In fondo al testo un glossario in ordine alfabetico descrive i cibi più esotici e poco conosciuti.
Il volume, con tavole a colori che illustrano tutti i passaggi più difficili, raccoglie tutte le migliori ricette dolci pubblicate da "La cucina italiana" negli ultimi anni. Tra gli argomenti affrontati: le preparazioni di base, creme e salse dolci, dolci al cucchiaio, piccola pasticceria, dolci fritti, torte e crostate, gelati, sorbetti, semifreddi, composte e confetture, decorazioni... Il volume è contenuto in un cofanetto.
I saraceni di Sicilia e la granita, Mazzini e le trenette al pesto, gli anarchici livornesi e il caciucco, il ghetto di Roma e i carciofi... Non è il risultato di una solenne indigestione notturna, ma lo stile brillante e curioso che un valente viaggiatore, scrittore e gastronomo britannico ha scelto per raccontare il suo straordinario "viaggio in Italia". Perché al contrario di Goethe e di tanti altri estimatori del Bel Paese che lo hanno preceduto, William Black non cerca ispirazione nei "fori cadenti" ma si affida alle sapienti e antiche ricette di una nazione che ha fatto della sua cucina "l'ottava meraviglia del mondo".
Raccolta di ricette senza nè carne nè pesce, in cui sono presenti alimenti di origine animale (burro, uova, formaggi).
La memoria è essenziale per chi, come Marcel Proust, va alla ricerca del tempo perduto ma è pure fondamentale per chi va alla ricerca delle ricette del tempo che fu. Curiosando nelle cucine dei Guermantes, dei Verdurin, di Françoise e del Grand Hotel di Balbec questo volume ci conduce nel mondo della Belle Epoque proponendo i piatti del romanzo più sontuosi come la Salade Japonnaise, più tradizionali come il Boeufen gelée e più semplici come la Madeleine, quel dolcetto dal nome tanto grazioso che scatenò nella mente del romanziere francese il viaggio a ritroso nel tempo nel quale le papille gustative diventano l'organo che scatena i ricordi più deliziosi ma anche più terribili.