Narrare i momenti di una vita significa ripercorrere le motivazioni profonde che hanno attraversato ogni istante e ogni incontro. Con stile umile e piano, Mattia Ferrari descrive il suo vissuto, mostrandoci le crisi, le domande, le risposte e l'impegno tra i migranti e per loro; un impegno che culmina nella collaborazione con Mediterranea Saving Humans, tuttora in corso. Lo sguardo attento riesce a leggere, oltre la superficie del benessere delle nostre società, l'opacità e la violenza che fanno da sfondo e che impediscono di sperimentare per tutti una vita nuova e giusta. Presentazione di papa Francesco. Postfazione di Marco Damilano.
Un aspetto, tra i tanti di quel fenomeno complesso che è stata la Resistenza, poco studiato e spesso trascurato è il suo carattere europeista, ossia in vista di una qualche forma di unificazione europea. L'obiettivo finale, secondo questa prospettiva, non era solo la sconfitta del nazifascismo ma il superamento degli Stati nazionali, ritenuti responsabili di avere insanguinato la storia dell'Europa per secoli. Per usare le parole di Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, «Il problema che in primo luogo va risolto, e fallendo il quale qualsiasi altro progresso non è che apparenza, è la definitiva abolizione della divisione dell'Europa in stati nazionali sovrani» (Manifesto di Ventotene). Questo volume si occupa proprio di coloro, intellettuali, gruppi e movimenti presenti un po' in tutti i paesi europei, che hanno partecipato alla Resistenza pensando oltre la fine della guerra e progettando un nuovo assetto geopolitico, senza confini, per il «vecchio continente».
Pubblicato per la prima volta dal Mulino nel 1966, «La Repubblica di Montefiorino» fu subito riconosciuto come un volume innovativo nell'ambito degli studi sulla Resistenza al nazifascismo, tanto che Renzo De Felice lo definì un'opera «destinata a costituire per lungo tempo un punto di riferimento, una "svolta"». La ricostruzione di Ermanno Gorrieri di uno dei più noti episodi della Resistenza, l'occupazione di Montefiorino (Modena) e di una vasta area montana, si distingueva dalla storiografia dominante per la ricchezza di elementi documentari, gli interessanti spunti interpretativi e l'assoluta assenza di retorica. Inoltre Gorrieri, che all'esperienza di Montefiorino aveva preso parte, dedicava nel suo libro grande attenzione agli aspetti sia morali, sia organizzativi della guerra partigiana. A distanza di quasi sessant'anni, «La Repubblica di Montefiorino», qui presentato con una nuova introduzione di Paolo Pombeni, si conferma una lettura irrinunciabile per chi voglia approfondire un capitolo cruciale della nostra storia recente.
Negli anni incandescenti del Sessantotto, gli impetuosi venti di cambiamento che agitano la società si insinuano anche tra le fila del «movimento» di Gioventù Studentesca, sorto più di dieci anni prima al Liceo Berchet di Milano: un migliaio di liceali e alcune centinaia di universitari se ne allontanano per aderire al Movimento studentesco. È lo «scossone più grosso» mai subìto dall'esperienza di Gioventù Studentesca, come dirà in seguito il suo fondatore, don Luigi Giussani. Dopo aver lasciato la guida di GS, in quegli stessi anni don Giussani frequenta con assiduità il Centro Culturale Charles Péguy. Fondato nel 1964 a Milano da un gruppo di laureandi, laureati e assistenti universitari, di fatto rappresenterà la prosecuzione dell'esperienza iniziata nelle aule del Liceo Berchet e, al contempo, l'inizio di quella realtà che di lì a poco assumerà definitivamente il nome di «Comunione e Liberazione». Questo volume raccoglie per la prima volta le trascrizioni delle lezioni tenute da don Giussani presso il Centro Culturale Charles Péguy dal 1968 al 1970, nell'arco di tre anni di incontri e riflessioni intorno a una intuizione che sarà gravida di conseguenze: solo nella comunione cristiana possiamo sperimentare la liberazione, cioè l'avvento di un mondo più umano. Attento osservatore della società, Don Giussani guarda al sommovimento politico, sociale e culturale portato dal Sessantotto cogliendo l'istanza profonda che sta alla base del fenomeno - il risveglio del desiderio di autenticità nella vita e di cambiamento nel mondo - e leggendo gli anni della contestazione giovanile come il crinale di un «cambiamento d'epoca» che si stava preparando già da tempo. E la forza della proposta di don Giussani si rivela intatta, se non ancora più dirompente, al giorno d'oggi, in una società segnata dall'individualismo, da un tessuto sociale sempre più logoro e da nuove tecnologie che invece di avvicinarci, nella comunione che il sacerdote auspicava, ci allontanano inesorabilmente gli uni dagli altri.
I 19 mesi della Repubblica di Salò furono l'ultima incarnazione del fascismo, quella repubblicana, sicuramente la più violenta e la più sanguinosa. Nata con lo scopo di "tenere fede" all'alleanza con i tedeschi e di riscattare l'onore perduto con l'armistizio dell'8 settembre 1943, la Repubblica sociale italiana realizzò l'ultimo atto del regime: una guerra spietata contro i nemici interni ed esterni, ovvero i partigiani, gli antifascisti, gli ebrei, i dissidenti e gli oppositori che non aderirono al disperato tentativo di Mussolini di conservare il potere e di salvare il fascismo, anche a costo di scatenare una feroce guerra civile.
La radio in Italia compie 100 anni e questo libro ne racconta la storia, l'industria e i linguaggi in una edizione completamente aggiornata. Gli autori, studiosi e professionisti della radio, descrivono le differenze tra radio pubblica, privata e comunitaria, ne ripercorrono le vicende e l'attuale stato di salute, basandosi su una lunga serie di dati di ascolto e di tipo economico, anche in chiave comparativa con i principali paesi europei. Il testo presenta inoltre una panoramica dei generi del linguaggio radiofonico, dai formati giornalistici ai talk di intrattenimento, fino ai formati musicali, e contestualizza il rapporto della radio con il podcasting e con le piattaforme di streaming musicale, restituendo l'immagine di un mezzo nel guado tra l'epoca del broadcasting e quella delle piattaforme digitali.
Questo libro riporta alla luce, a 80 anni dai tragici fatti, la memoria di una strage nazista che sebbene meno nota di quelle di Marzabotto o delle Fosse Ardeatine non fu meno atroce e odiosa anche perché vide come vittime e martiri dodici monaci inermi della Certosa di Farneta, nei pressi di Lucca, fucilati dai tedeschi nel settembre del 1944 perché nascondevano nel monastero un centinaio di perseguitati politici, partigiani ed ebrei. Fatti prigionieri dalle SS nella notte tra l’1 e il 2 settembre 1944, furono condotti prigionieri a Nocchi di Camaiore e poi a Massa, uccisi a piccoli gruppi e in diversi luoghi, tra il 7 e il 10 di quel mese insieme a 32 persone da loro accolte nel monastero. L’atteggiamento riservato dei Certosini e il conflitto interpretativo dell’evento - tra chi lo voleva "resistenziale" e chi l’intendeva come opera di carità - hanno impedito che questa storia arrivasse al grande pubblico. Accattoli ha ottenuto dall’Ordine Certosino l’autorizzazione a pubblicare un documento riservato e ha conversato con gli ultimi protagonisti dei fatti ricavandone un racconto asciutto e vivo, il più completo realizzato fino a ora, fruibile a ogni lettore. Prefazione di Ferruccio de Bortoli.
Le centurie sulla carità sono 400 brevi massime sulla virtù per eccellenza, l'amore di carità che procede da Dio Padre, si manifesta storicamente in Gesù Cristo e ci trasforma interiormente. Ci rende nuove creature: ci divinizza e ci introduce nella familiarità con Dio. Sono un testo classico della spiritualità cristiana. San Massimo suggerisce al suo lettore molti consigli pratici per disporsi a ricevere al meglio questo regalo di Dio, per combattere i vizi opposti all'amore, e per vivere la carità fraterna con la pazienza e la misericordia. Testo greco critico di Aldo Ceresa-Gastaldo. Introduzione, note e traduzione di Maria Benedetta Artioli. Saggio sull'apátheia di Giorgio Maria Carbone.
Contiene tabellone da costruire e 25 figurine da ritagliare e incollare