Il libro di Masson descrive dall'interno la formazione di un analista e gli inizi della sua attività. L'uomo della strada è indotto a chiedersi chi sono le persone a cui ci affidiamo per risolvere i nostri problemi più intimi. Questo libro può aiutare a distinguere, tra gli analisti, coloro che operano secondo lo spirito del messaggio freudiano e dunque considerano la psicanalisi una libera ricerca della verità, sia essa la verità dei fatti storici o la verità del nostro inconscio, e coloro che di tale messaggio si limitano a custodire e applicare dogmaticamente i concetti.
I testi contenuti in questo volume espongono gli aspetti fondamentali della tecnica e della teoria che caratterizzano la psicologia analitica. "Psicologia dell'inconscio" permette di conoscere i capisaldi teorici del metodo junghiano: dalla discussione delle teorie di Freud e di Adler, alla distinzione tra inconscio personale e collettivo, alla proposta di una lettura simbolica dei materiali onirici. Ne "L'io e l'inconscio" quegli stessi capisaldi vengono esposti in forma organica. Il volume comprende inoltre gli scritti da cui prendono le mosse questi saggi e due brevi minute, tutti composti tra il 1912 e il 1916.
Questo libro parla d'amore, amore delle donne per gli uomini e degli uomini per le donne, un amore che le donne di oggi sono invitate a rienventare: non più rivendicazioni di uguaglianza e non più separatezza, dunque, ma l'apertura a un rapporto che elimini ogni sfumatura di possesso. Non più "io ti amo", "io amo te", ma "amo a te", dove la "a" indica il riconoscimento di una differenza, di una irriducibilità e anche l'esitazione piena di rispetto di fronte al mistero dell'altro, un silenzio, una rinuncia a ogni forma di appropriazione: è il modello di una nuova forma di rapporto fra i sessi e di un nuovo modo di amare.