Lettera enciclica con la quale Giovanni Paolo II intende promuovere ogni utile passo affinché la testimonianza cristiana dell'intera comunità cattolica possa essere compresa nella sua integrale purezza e coerenza, per far sì che l'unità di tutti i cristiani cresca fino a raggiungere la piena comunione.
Il presente documento si pone in continuità e coerente sviluppo del documento precedente, "Legalità, giustizia e moralità" (1993), individuando nell'opera educativa un impegno prioritario della Chiesa. Ed è un impegno reso oggi più urgente. Infatti, l'attuale contesto socio-politico è caratterizzato da una situazione di confusione e di transizione e da alcuni fenomeni ambigui e pericolosamente negativi; tra cui emergono, in particolare, l'estendersi del numero dei poveri e di forme nuove di povertà e di emarginazione accanto a quelle antiche, mai vinte; il rischio della privatizzazione della politica, con la concentrazione del potere in sempre più ristrette oligarchie e con la persistente esclusione e il misconoscimento dei diritti di chi non ha voce. A fronte di questi rischi emerge l'esigenza di superare i contrasti e la litigiosità delle forze sociali e politiche e di porre grande attenzione alle attese indilazionabili di tutta la società, specialmente delle fasce più deboli, per ridare ruolo allo Stato sociale come Stato dei cittadini e delle comunità.
L'enciclica vuole essere una riaffermazione precisa e ferma del valore della vita umana e della sua inviolabilità. Il documento, del 1995, in quattro ampie parti tratta: Le attuali minacce alla vita umana; Il messaggio cristiano sulla vita; La legge santa di Dio; Per una nuova cultura della vita umana.
L AUTORE NON SI PROPONE DI OFFRIRE UN COMMENTO DEL CONTENUTO TEOLOGICO E PASTORALE DELLA LUMEN GENTIUM, EGLI INTENDE ILLUSTRARE LE TAPPE PERCORSE DALLO SCHEMA FINO ALL APPROVAZIONE DEFINITIVA, EVIDENZIANDO LO SVILUPPO DEL TESTO, LE MODIFICHE E GLI EMENDAMENTI. L'ITER DELLA COSTITUZIONE LUM EN GENTIUM FU UNO DEI PIU`TRAVAGLIATI DEL CONCILIO, CON PUNTE DI PARTICOLARE VIVACITA E MOMENTI DI FORTE TENSIONE. FURONO PERCIR NECESSARIE VARIE REDAZIONI PRIMA DI GIUNGERE A QUELLA DEFINITIVA, PROMULGATA IL 21 NOVEMBRE 1964. QUESTO VOLUME ILLUSTRA L'ITER E IL CONTENU TO DELLA LUMEN GENTIUM; ESSO INTENDE PRINCIPALMENTE ILLUSTRARE LE TAPPE PERCORSE DALLO SCHEMA FINO ALL'APPROVAZIONE DEF INITIVA, EVIDENZIANDO LO SVILUPPO DEL TESTO, LE MODIFICHE E GLI EMENDAMENTI. SI TRATTA, QUINDI, DI UN LAVORO CRITICO DI GRANDE UTILITA PER COGLIERE IL VERO SIGNIFICATO DEL TESTO E INTERPRETARLO SECONDO LA LETTERA E LO SPIRITO DEL CONCILIO. IL VOLUME, FRUTTO DI LUNGHE RICERCHE E CONDOTTO CON RIGORE SCIENTIFICO, SI DIVIDE IN DUE PARTE: LA PRIMA, SYNOPSIS, DISPONE IN QUATTRO COLONNE CORRISPONDENTI LE QUATTRO REDAZIONI CHE SUCCESSIVAMENTE FURONO PRESENTATE ALL ESAME DELL ASSEMBLEA CONCILIARE. SI POSSONO, QUINDI, SCORGERE FACILMENTE LE MODIFICHE E GLI EMENDAMENTI INTRODOTTI NEL LUNGO ITER. LA SECONDA PARTE DEL VOLUME, APPENDIX, PRESENTA ALCUNI DEI NUMEROSI DOCUMENTI CHE, INTEGRANDO LA PRIMA PARTE, CONCORRONO AD APPROFONDIRE PUNTI E QUESTIONI PARTICOLARI DELL ITER REDAZIONALE DELLA LUMEN GENTIUM.
Questa "Nota" della Conferenza Episcopale Italiana sottolinea il valore della penitenza per il nostro tempo. Il digiuno e l'astinenza - insieme alla preghiera, all'elemosina e alle altre opere di carità - appartengono da sempre alla vita e alla prassi penitenziale della Chiesa. E rispondono al bisogno permanente del cristiano di conversione al regno di Dio, di richiesta di perdono per i peccati, di implorazione dell'aiuto divino, di rendimento di grazie e di lode al Padre. Ma perché il digiuno e l'astinenza rientrino nel vero significato della prassi penitenziale della Chiesa devono avere un'anima autenticamente religiosa, anzi cristiana. E' qui riproposto il significato del digiuno e dell'astinenza secondo l'esempio e l'insegnamento di Gesù e secondo l'esperienza spirituale della comunità cristiana.