La presente pubblicazione si prefigge lo scopo di raccogliere alcuni recenti studi sul rapporto tra celebrazione liturgica ed esperienza morale, con l'intento di offrire unita e verita all'esistenza di ogni uomo. Il Vaticano II con la riforma liturgica si proponeva di dare nuova vitalita alla comunita cristiana. Non si da, infatti, vera novita liturgica che non generi una ri-creazione esistenziale dell'esperienza di ogni creatura umana. L'insieme degli elementi presentati offre una somma di suggestioni che, a partire dall'approfondimento del significato della celebrazione liturgica mirano ad una ricca e liberante prospettiva morale di orientamento pasquale-eucaristico.
Con questo sesto volume si completa la presentazione in edizione anastatica dei testi liturgici che hanno caratterizzato la celebrazione della fede dal Concilio di Trento sino al Concilio Vaticano II. L'edizione anastatica, con introduzione e appendice, del Martyrologium Romanum del 1584 promulgata da Papa Gregorio XIIIad uso liturgico. Il primo elenco ufficiale dei santi riconosciuto e utilizzato nelle celebrazioni. Secondo le indicazioni del Concilio Vaticano II e stato nel 2001 rinnovato e approvato da Giovanni Paolo II dimostrando il ruolo importante che questo testo liturgico riveste anche nella Chiesa contemporanea. Secondo lo spirito di questa collana, la conoscenza diretta delle fonti che hanno plasmato la spiritualita cristiana per ben quattro secoli costituisce la necessaria premessa per un'adeguata valorizzazione dell'attuale riforma liturgica.
Il presente Dizionario, unico nel suo genere nel panorama editoriale attuale, vuole fornire un repertorio dell’arte cristiana attraverso i secoli e fino ai giorni nostri. Più che affrontare problematiche concettuali – peraltro presenti nell’opera — offre una lettura complessiva del fecondo rapporto fra Chiesa e arte.
– 540 voci
– redatte dai migliori specialisti delle varie discipline
– linguaggio agile e accessibile
– notevole apparato iconografico
Liana Castelfranchi Vegas è professore di storia dell’arte medievale presso l’Università degli Studi di Milano. Maria Antonietta Crippa è professore di storia dell’architettura presso il Politecnico di Milano.
Nella classe di Anna ne capitano sempre delle belle. Questa volta, durante l’intervallo, si scopre un gattino abbandonato in cortile. La maestra Michela riesce a prenderlo, la bidella prepara una scatola con una coperta e del latte tiepido, Anna e i suoi compagni parlano degli animali domestici. Quando Simone dice che gli piace rompere la coda delle lucertole, la maestra interviene e spiega che gli animali vanno rispettati. In fondo al volume 4 pagine di giochi.
Il libro affronta il tema del rispetto e della cura verso gli animali che non sono giocattoli e che richiedono senso di responsabilità da parte di chi se ne vuole occupare. Il libro fornisce inoltre, sia agli insegnanti sia ai bambini, semplici regole di comportamento da tenere in analoghe circostanze.
Maria Loretta Giraldo, nata a Padova, vive e lavora sulla Riviera del Brenta. Scrive da sempre filastrocche che compaiono in molti libri di lettura per le scuole elementari. Le sue favole sono state pubblicate sul Messaggero di Padova. Con Nicoletta Bertelle ha pubblicato diversi libri per case editrici italiane ed estere. Le storie di Anna, uscite nelle mele rosse di JAM sono sei: Gli amici di Anna, Un nuovo amico di Anna, Anna, ma che schifo i cavoletti, Anna e la paura più grande, Anna, c’è un gattino in cortile, Anna, le bugie hanno il naso lungo. Ha due figli grandi: Alberto ed Elisa che fa l’attrice nella Compagna del Buratto e recita spesso in spettacoli per bambini e un nipotino: Francesco.
Nicoletta Bertelle, nata a Padova, dove vive e lavora, ha frequentato l’Istituto d’Arte e la Scuola dell’Illustrazione del maestro Stepan Zavrel. Tiene laboratori e letture animate nelle scuole materne e nelle scuole elementari e nelle biblioteche. Ha illustrato numerosi libri per editori italiani ed esteri. Ha due figlie che si chiamano Sofia e Margherita. Per la San Paolo ha illustrato L’albero di Sofia e tutta la serie di Anna - sei titoli - nelle mele rosse di JAM.
Un piccolo libro di auguri che presenta una carrellata di presepi di tutto il mondo accompagnati da pensieri di scrittori e poeti che riconducono all’evento più straordinario della storia: la nascita del Signore dell’universo.
Che fare se il figlio vuole appendersi un anello al naso? E se la figlia vuole una crestina colorata di verde? Come evitare la devastazione delle serate in discoteca? Ma, soprattutto, come dosare opportunamente presenza e assenza, tenerezza e severità, senza diventare un persecutore dei figli, ma evitando anche la patetica figura del padre/fratello maggiore? Che rischi si corrono, sbagliando, e cosa si ottiene quando va bene? Questi, e molti altri aspetti dell'ancora poco conosciuto mestiere di padre, sono affrontati in questo libro attraverso un serrato, concreto ma profondo, dialogo tra l'autore e i padri e i figli che gli hanno scritto per raccontargli le loro storie, per capirle meglio. Un libro che tratteggia in tutti i suoi aspetti il mestiere del padre, tutt'oggi necessario e indispensabile in una società che, invece di sostenere e aiutare i padri, tende a emarginarli e a confonderli.
3 settembre 2000: davanti alla folla festante riunita in piazza San Pietro, Giovanni XXIII viene iscritto nell’albo dei beati. Tra i presenti, don Loris Francesco Capovilla, ex segretario particolare di Papa Giovanni. Sopraffatto dall’emozione, al momento egli non è in grado di proferire parola. Solamente più tardi ha trovato la forza per esprimere i suoi sentimenti, per rivivere i momenti salienti del pontificato, per trasmettere ancora il testamento dell’amato pontefice. Lo fa con delle lettere scritte direttamente al Papa beato, nel desiderio di riprendere un colloquio mai interrotto.
Il libro raccoglie le lettere del segretario al “suo” papa.
Loris Francesco Capovilla, segretario particolare di Giovanni XXIII e arcivescovo di Mesembria, è autore di numerose opere dedicate a Papa Giovanni.
Il libretto, graziosamente illustrato dalla Raffaella Zardoni, illustratrice de Il Giornalino, fa conoscere il Rosario – così come è stato rinnovato da Giovanni Paolo II – ai bambini e ai ragazzi, tramite testi e simpatiche scene per ogni mistero
Raffaella Zardoni, illustratrice, cura alcune note rubriche de Il Giornalino (ad es., la posta di Raffa, la pagina All’Oratorio…)
Una raccolta di dodici lavori chiave di Gillespie, per psicoanalisti e psicoterapeuti. William Gillespie ha cominciato il suo training a Vienna nei primi anni '30 ed e stato un pioniere nello studio della perversione sessuale. I suoi punti di vista sulla sessualita femminile, sulla teoria dell'istinto e sulla regressione delle persone anziane di fronte alla morte, sono stati sia influenti sia controversi. Questa raccolta, pubblicata per la prima volta, di dodici lavori chiave di Gillespie fornira un gradito punto di riferimento per gli psicoanalisti e gli psicoterapeuti nella formazione e nella pratica. In una rassegna scritta particolarmente a questo scopo, Socarides, un eminente psicoanalista nel campo della perversione e del suo trattamento ci mostra come le idee di Gillespie abbiano influenzato non solo i suoi propri contributi, ma l'intero settore. Sinason offre una vasta introduzione biografica su Gillespie.
Un libro sulla liberta-liberazione nel pensiero dei Padri della Chiesa. Piano generale dell'opera: Ama et fac quod vis! (Panimolle); Liberta-Liberazione nello Gnosticismo (G. Sfameni Gasparro); La Liberta nei Padri della Chiesa (secc. II-VII) (V. Grossi); La liberta dalla legge di Mose nella Letteratura Cristiana dei primi secoli (S. A. Panimolle); L'uomo libero e liberato, secondo Clemente Alessandrino (M.G. Bianco); Liberta-Liberazione negli scritti di Origene (M.I. Danieli); Liberta e Liberazione in S. Ilario di Poitiers (L.F. Ladaria); Il dono della liberta e la responsabilita dell'uomo secondo sant'Ambrogio (A. Bonato).
Il libro
Per leggere la Bibbia, per comprendere i libri che la compongono, non basta determinarne la data o l'ambiente di origine, di sapere chi ne sia l'autore, dove siano stati composti, a quale genere letterario appartengono, ecc.
Bisogna interessarsi anche al materiale che li costituisce: il linguaggio.
Ciò che colpisce subito è il fatto che per parlare di Dio, del suo disegno che dà un senso alla storia umana dirigendo quella di un popolo scelto, facendo nascere in esso Gesù Cristo, la cui morte e risurrezione dominano tutto il resto e facendo nascere la sua Chiesa, i due Testamenti hanno fatto ricorso al registro simbolico.
Come se il linguaggio simbolico fosse necessario; un linguaggio che suggerisce la realtà soprannaturale piuttosto che definirla.
Proponendo un modo di classificare i simboli, l'autore mostra come funziona il linguaggio della Bibbia per far intravedere tutto ciò che, nel disegno di Dio, non può essere raffigurato diversamente.
Si tratta, certo, di un linguaggio teologico, ma non di quello al quale ci hanno abituato i teologi nel contesto della cultura greco-romana, medievale o moderna.
Tuttavia è questo linguaggio quello più significativo e quello che può confrontarsi con le culture che la fede cristiana raggiunge oggi, in Asia o in Africa; o perfino in Occidente, con una cultura razionalista che cerca di occultare il senso religioso.