Che vale il mondo rispetto alla vita? E che vale la vita se non per essere data? E perché tormentarsi quando è così semplice obbedire? Cosa è l'amore? E cosa c'entra con il sacrificio? E può un miracolo intervenire nel dramma della vita? Sono queste le grandi e attualissime questioni che in modo vivo e intenso Paul Claudel tratta in questo testo teatrale, il suo capolavoro. Violaine, la ragazza bella e felice, Pietro di Craon, il genio costruttore e doloroso, Anna Vercors, il padre saggio e lontano: questi e altri personaggi si scolpiscono nella memoria del lettore in un'opera piena di forza e di poesia.
Scrittore cristiano della tarda antichità, noto soprattutto per essere discepolo e biografo di san Severino, Eugippio è anche l'autore di una Regola monastica, della quale fino alla metà del XX secolo esistevano solo notizie indirette. Si tratta di un testo di grande importanza nell'ambito della letteratura monastica prebenedettina, tipico esempio di quel genere letterario "a compilazione" che aveva lo scopo specifico di trasmettere la tradizione e con essa formare intere comunità di asceti, nella cornice carismatica di un'interpretazione dinamica della vita evangelica. Le fonti di Eugippio - la Regola del Maestro, Basilio, Agostino, Pacomio, Girolamo - sono ricombinate secondo un criterio che fa emergere una chiara preferenza per la vita cenobitica, mentre il contenuto si articola intorno a tre grandi coordinate teologiche: la prima comunità cristiana come modello della comunità monastica, l' "abate" inteso come doetor-maestro e il fondamento della carità come "vincolo di perfezione". Un'opera di particolare importanza per gli studi patristici e per la storia della spiritualità, finalmente pubblicata in prima edizione italiana assoluta.
II Commento ai Salmi di lIario di Poitiers rappresenta iI primo commento al Salterio, seppure incompleto (58 trattati in tutto) in lingua latina giuntoci dall'antichita. Databile all'incirca tra iI 364 e il 367, l'opera costituisce pertanto una testimonianza fondamentale del pensiero e dell'esegesi dei primi secoli sui Salmi, e raccoglie nel contempo il pensiero teologico piu maturo di Ilario, dalla cristologia alia dottrina trinitaria, dall'ecclesiologia all'escatologia. Il vescovo di Poitiers riconosce nei Salmi iI testo biblico più idoneo a esprimere la maturazione della sua dottrina e della sua esperienza umana, e il loro commento gli consente di esporre le verita di fede in un'ottica pedagogica e spirituale, al cui centro si colloca il mistero del Cristo.
TRaduzione, note e indici di L. Carrozzi.
Sotto il nome di Letten Cattoliche sono tradizionalmente annoverate 7 epistole che si trovano tra il corpus delle lettere di Paolo e l'Apocalisse: una dell' apostolo Giacomo, due di Pietro, tre di Giovanni, e una dell'apostolo Giuda. Vengono definite «cattoliche», ovvero encicliche o circolari, perché non sono inviate a una nazione o una città particolare come quelle di Paolo -, ma a tutti i credenti nel mondo, ossia ai giudei della diaspora. Grazie ad esse possiamo ricostruire la vita delle prime comunità cristiane e l'atmosfera intellettuale e spirituale che ha plasmato le prime generazioni. Da Gemente di Alessandria, Didimo il Cieco, Giovanni Cristostomo (per la tradizione greca) ad Agostino, Girolamo, fino a Gregorio Magno (per la tradizione latina), i Padri hanno lasciato ampi commentari su tali lettere, la cui raccolta accompagna e illumina il testo neotestamentario.
Sotto il nome di Dodici Profeti si collocano nell'Antico Testamento i libri di Osea, Gioele, Amos, Abdia, Giona, Michea, Naum, Abacuc, Sofonia, Aggeo, Zaccaria e Malachia; si definiscono anche Profeti minori, per distinguerli dai Profeti maggiori (come Isaia ed Ezechiele), autori di libri di più ampia estensione. Nel Nuovo Testamento - in cui è forte la necessità di dimostrare che in Gesù si realizzano tutte le profezie - l'attenzione a questi libri è notevole; tale interesse aumenta nei Padri della Chiesa che a questi testi attribuiscono un ruolo ancora più significativo nell'esegesi scritturale delle profezie che indicavano Cristo come il Messia promesso. Il volume ha raccolto numerose citazioni dei Padri dando un quadro rappresentativo della tradizione dei Padri greci e latini e di altre tradizioni, come ad esempio, quella siriaca. La scelta inoltre la varietà di interpretazioni e di usi a scopo pastorale di ogni singolo testo biblico e pennette al lettore di giungere ad una conoscenza più approfondita dei dodici profeti e del loro ruolo centrale nell'esegesi cristiana dell'Antico Testamento.
Aprire un discorso sulle "Quaestiones disputatae de perfectione evangelica" di Bonaventura, può significare come per gli storici, ricostruire la polemica che si accese nel 1252 all'interno della Università di Parigi, tra i Mendicanti e i Secolari e che durò fino al 1272. Nella trattazione Bonaventura ci propone quattro questioni dedicate ai tre Vori, o Consigli evangelici, così come si sono accreditati nella tradizione monastica: Povertà volontaria, Castità e Obbedienza. Da fedele seguace di Francesco, però Bonaventura premette a questi tre Consigli la questione dell'Umiltà, per lui "premessa delle premesse" ad ogni proposito di accedere alla perfezione secondo il Vangelo. La trattazione costituisce una sintesi teologicamente completa in cui Bonaventura attinge dalla Scrittura, dai Padri della Chiesa e dalla propria esperienza di mistico e francescano. Lo stile espositivo è volutamente semplice, senza artifici letterari.
Il De dialectica, il De rhetorica, l'Ars pro fratrum mediocritate breviata e le Regulae, opere per lungo tempo ritenute spurie, sono oggi dagli studiosi, anche se con molte riserve, attribuite ad Agostino. Secondo la testimonianza dell'Ipponate, questi scritti dovevano andare a comporre un'opera in più libri sulle discipline liberali. Il progetto viene concepito durante il soggiorno milanese quando matura la conversione al cristianesimo, evento decisivo della sua vita (386ca.). Le arti liberali ...rappresentano uno strumento imprescindibile per "avere conoscenza e scienza di quanto accettava per fede". Tracciando dunque il cammino delle arti liberali, Agostino si ripromette di giungere e "di condurre gli altri alla conoscenza delle realtà incorporee passando prima attraverso quelle corporee". Il volume si avvale di un ricco apparato di note e di ampie introduzioni alle singole opere, con le più aggiornate teorie interpretative su tali scritti.
L’OPERA OMNIA DI SANT'AGOSTINO è pubblicata in edizione latino-italiana, a cura della Nuova Biblioteca Agostiniana, fondata da p. Agostino Trapè, ora diretta da p. Remo Piccolomini con la collaborazione dei più noti studiosi del pensiero di Agostino. Il testo latino è confrontato con le migliori edizioni critiche. La traduzione italiana, curata dai maggiori specialisti, è fedele e accurata. Volumi rilegati in tela, carta india, tavole a colori fuori testo, formato 16,5x23,5.
Lettura moderna e aggiornata dei miracoli di Gesu, un testo molto utile per l'insegnamento e lo studio. Il libro illustra il contesto antico della tradizione neotestamentaria dei miracoli di Gesu, approfondendo le questioni storiche, teologiche e pedagogiche da essa sollevate. Tramite esempi vengono illustrati alcuni modelli interpretativi influenti, quali l'esegesi esistenziale, femminista, psicologica. L'esposizione mira in special modo a indicare l'importanza odierna dei racconti biblici di miracoli.
Una intensa e bellissima meditazione teologica, scritta con grande afflato spirituale, sulla cena del Signore, sulla sua attualizzazione nella messa, e sulla devozione eucaristica.RISTAMPA 2005 RISTAMPA 2005. Meditazioni sull'Eucaristia di Karl Rahner, una indispensabile riproposta per l'Anno Eucaristico.