Un testo per pregare con il Vangelo di Matteo.
Traduzione letteraria" delle Lettere di Pietro e di Giuda. " La presente traduzione delle lettere di Pietro e di Giuda" e' una traduzione "letteraria", rivolta ad una imitazione formale dignitosa della forma "originaria", apprezzabile anche esteticamente e mnemonicamente, che fornisce al lettore un testo attuale dove egli puo' cogliere anche la "lontananza" nel tempo e nello spazio del testo "originario". Basata sul testo originale greco, anche questa traduzione ha fatto riferimento alle piu' importanti versioni "letterarie" della Bibbia a livello europeo e alle maggiori traduzioni della Bibbia a livello italiano. Quest'edizione inoltre e' arricchita da una novita' assoluta: per la prima volta viene pubblicata la piu' antica versione italiana conosciuta della "Lettera di Giuda" che risale al XIII secolo. "
Commento ai Vangeli di Quaresima-Pasqua, Anno C.
La sentenza sulla memoria e la reminiscenza di Aristotele.
Il libro vuole essere un gesto affettuoso nei confronti di San Domenico, il San Paolo del Duecento, l'Apostolo delle genti del XIII secolo, ma vuole anche rappresentare un omaggio all'Ordine dei Predicatori nell'VIII centenario della sua fondazione.
Queste pagine intendono portare un importante contributo alla teologia del mistero pasquale, mettendone in luce l'essenziale. Uno dei primi simboli della fede cristiana comincia con queste parole:Cristo è morto per i nostri peccati secondo le Scritture" (1 Cor 15,3). Questa parola è tra le più misteriose: quale possibile rapporto esiste tra morte di un solo uomo e l'universalità dei peccatri del mondo? Nel presente volume la teologia del mistero pasquale è acquisita nei suoi principi essenziali. Eppure essa non è che ai suoi inizi e lo resterà sempre: Gesù è senza fine un soggetto di riflessione. "
La bibbia, comprensiva per i cristiani delle scritture profetiche del popolo d'Israele e di quelle apostoliche delle prime comunità, mostra la presenza massiccia di un Dio Bifronte, che offre la vita ma anche la morte, che addirittura crea vita dando morte: un Dio che non ricusa la violenza per raggiungere i suoi fini legittimando così la violenza giusta degli uomini, esercitata per una pretesa esigenza di giustizia. D'altra parte pochi passi, ma assai interessanti, testimoniano un'immagine controcorrente di un Dio unifronte, privo di violenza nella sua azione nella storia; in breve un Dio di puro amore. Ora il Dio bifronte è il risultato di una percezione religiosa di carattere culturale universalmente diffusa nei popoli antichi, mentre il Dio unifronte di puro amore è l'effetto di una comprensione profetica, frutto dell'azione dello Spirito; e naturalmente a questa immagine controcorrente va l'adesione del lettore credente della bibbia.
Il libro esamina brevemente tre momenti chiave della storia della cittadinanza femminile: le donne nella Rivoluzione francese, le suffragiste inglesi e americane dell'Ottocento, le italiane nel momento del primo voto nel 1946. In modi e linguaggi diversi, la rivendicazione della uguaglianza dei diritti si intreccia con quella del valore della differenza, lungo i due filoni della costruzione di una autonoma individualità femminile e della estensione alla sfera pubblica dei valori della maternità.
L'interpretazione del Vangelo di Giovanni avanzata da Bultmann ambisce a essere una interpretazione complessiva dell'essenza teologica del cristianesimo. Punto di approdo delle varie linee di elaborazione speculativa delle primitive comunità cristiane, la teologia della parola giovannea opererebbe, secondo Bultmann, una demitizzazione radicale dell'annuncio evangelico originario. Spogliato di ogni aspetto mistico e soprannaturale, il cristianesimo non sarebbe altro che la condivisione, nella vita ecclesiale della comunità dei fedeli, della decisione di stare dalla parte di Dio nella denuncia contro la mondanità della dimensione creaturale. Un confronto con la tesi del teologo della demitizzazione offre quindi la possibilità di interrogarsi su cosa significhi essere cristiani.
Nella prospettiva dell'alleanza biblica, la trascendenza di Dio è libertà di amare l'uomo gratuitamente costituendolo soggettività responsabile.
Decostruito il modello demonizzante, è possibile avvicinare le culture e le religioni sotto l'equatore in altro modo. Il laboratorio latino americano rappresenta, allora, un paradigma verso un cristianesimo Al di là del detto. Non solo perché rimane, statistiche alla mano, il continente con la maggior presenza di cristiani, ma soprattutto perché le culture e cosmovisioni indigene, africane e popolari sono ancora vive. Insomma, a partire dal sud del mondo si può immaginare un'altra maniera di vivere e interpretare il cristianesimo, diversa da quella occidentale.