Una donna che da sempre pratica il nuoto - prima come agonista, poi come insegnante, infine come "viaggiatrice d'acqua", girando il mondo per nuotare in mari anche freddissimi e incontrarne le creature - ci conduce con sé a scoprire la disciplina che il nuoto richiede e la libertà assoluta che al tempo stesso regala. Il cavalluccio marino, che cambia colore a seconda degli "stati d'animo", la grande foca guidata dalla fame, il narvalo, unicorno dei mari, e tanti altri. Valentina Fortichiari dà voce alle creature che popolano i fondali con immensa empatia, quasi fosse davvero una di loro, e al tempo stesso restituendoci l'insondabile mistero delle profondità.
Dalla fine delle “grandi narrazioni” teorizzata da Lyotard alla liquefazione della società indicata da Bauman, sono molti i filosofi ad aver messo in guardia l’Occidente a proposito del suo stato di declino. A cento anni dall’uscita de Il tramonto dell’Occidente (1918), la crisi della società occidentale assume contorni ben differenti da quelli prospettati da Oswald Spengler nella sua celebre opera.
"Tu cosa preferisci? Un medico che ti tenga la mano mentre muori o un medico che ti ignori mentre migliori?! Certo che sarebbe davvero terribile un medico che ti ignora mentre muori!". Con questa frase Hugh Laurie, l'attore inglese che impersonava il Dottor House nell'omonima e fortunata serie televisiva, catturava perfettamente l'idea un po' cinica ma efficace dello scienziato oggettivo e anaffettivo. Quando cioè il camice bianco è vestito come corazza contro gli "inquinanti soggettivi". In questa "matrice House" però manca una casella, quella del "medico che ti tiene la mano mentre migliori": lo scienziato buono, non semplicemente il buono scienziato. Si può dire di più, spiegando quale relazione vi sia tra la bontà professionale, l'essere cioè capaci di produrre conoscenza affidabile, e la bontà morale, l'essere buoni in senso generale. Seguendo da vicino la prassi scientifica come si realizza nei laboratori, si valutano i modelli di interazione tra scienza ed etica: la morale della conoscenza.
Nel corso degli ultimi decenni numerosi studi sono stati dedicati alla devozione domestica, intesa come insieme di pratiche, oggetti, spazi attraverso i quali i fedeli sperimentavano una religiosità intima e personale, vissuta entro i confini privati delle proprie dimore. Questo volume si pone in continuità con le ricerche pubblicate finora, e tuttavia amplia la prospettiva d'indagine verso contesti geografici o cronologici in precedenza trascurati, o in direzione di prodotti artistici generalmente negletti, come maioliche di piccole dimensioni, oppure oggetti di più comune uso liturgico come i reliquiari. I protagonisti delle vicende qui indagate compongono un mosaico che rispecchia l'intero tessuto sociale dell'epoca, spaziando da famiglie di nobile stirpe come i Carraresi e i Pallavicino, a ricchi borghesi come Enrico Scrovegni, a personaggi di più umile origine; numerose figure femminili, committenti, fruitrici, proprietarie di opere, emergono inoltre dall'oscurità, come devote ferventi e come responsabili dell'educazione religiosa dei figli.
L'autrice descrive le sue lunghe passeggiate sull'altopiano dei Cairngorm, una catena montuosa delle Highland scozzesi. Nel suo vagabondare incontra un paesaggio che sa essere a volte talmente bello da togliere il respiro, e altre volte terribilmente duro e inospitale. La prosa intensa e poetica osserva ed esplora le rocce, i fiumi, le creature e le caratteristiche più affascinanti di questo incredibile mondo selvatico.
È il 235 a.C. quando nasce a Roma Publio Cornelio Scipione, noto ai posteri come l'Africano: l'uomo destinato a impedire che la civiltà romana venga cancellata. A minacciare Roma c'è l'esercito più potente che le legioni abbiano mai dovuto fronteggiare, guidato da uno dei condottieri più abili e spietati. Annibale è pronto infatti ad attraversare le Alpi e a dare alla storia un corso inimmaginabile. Tra Scipione e il generale cartaginese si consumerà una battaglia all'ultimo sangue. In palio, il destino di un mondo.
In un momento terribile per la Repubblica, spetta a Publio Cornelio Scipione, l'Africano, il compito di proteggere i territori romani dalla minaccia più grande: quella di Cartagine. Ma i nemici si annidano anche a Roma, dove il senatore Quinto Fabio Massimo obbliga Scipione ad accettare una missione apparentemente senza speranza. Non è che un sotterfugio, con il quale il senatore pianifica di disfarsi dell'Africano, ma il giovane Scipione ha più di una freccia al suo arco, e una disfatta quasi certa si trasformerà nell'inizio di un trionfo senza pari.
Sovrano di una monarchia sulla quale non tramontava mai il sole, la figura di Filippo II è stata oggetto nei secoli di innumerevoli ricostruzioni e di un giudizio che ha oscillato tra l’esaltazione e la denigrazione. In realtà il sovrano era figlio dei suoi tempi e come tale aveva posto la propria vita al servizio degli ideali in cui credeva e per i quali non aveva esitato a sacrificare uomini e ricchezze del suo impero. Il libro non vuole ribaltare giudizi tradizionali e consolidati, bensì invitare a leggere la figura del re nel contesto di un’Europa travagliata dalle guerre di religione e che si apriva al mondo, e a rapportarsi a lui con gli occhi dei cronisti del tempo che spesso lo dipingevano come un sovrano pacifico nonostante le innumerevoli guerre da lui condotte nel corso di un lungo regno, che abbracciò quasi tutta la seconda metà del XVI secolo. Anche per questo la biografia di Filippo II dà ampio spazio alla dimensione dinastica e familiare entro cui si svolgeva la vita politica nella Spagna e nell’Europa del XVI secolo. L’autore indaga inoltre la politica confessionale del sovrano, tesa alla difesa a oltranza del Cattolicesimo e alla lotta contro gli eretici e gli infedeli: a lui si attribuisce l’evangelizzazione delle Americhe e delle Filippine. Filippo godette di grande prestigio presso i principi suoi contemporanei, si servì di un’abile diplomazia, fatta di uomini capaci. Anche per questo il re, sebbene governasse chiuso nell’Escorial (l’ottava meraviglia del mondo), può essere considerato il sovrano cinquecentesco che si sentì non solo il figlio prediletto della Chiesa universale, ma il portatore di una visione che univa l’amore per la propria terra natale all’interesse verso il mondo che si apriva al di là delle Colonne d’Ercole.
EDITORIALE
Verità di fede e di vita in frantumi
di Piero Mantero
MIRACOLI
³Una culla per Amanda, così Paolo VI salvò nostra figlia²
Il miracolo del papa santo di Andrea Zambrano
APPARIZIONI
Benedetta Rencurel, messaggera di riconciliazione
10 anni dal riconoscimento ufficiale delle apparizioni al
Laus
APPARIZIONI
Storia delle apparizioni mariane di Monte Peschio di Gragnano
prima parte
di Giancarlo Baldini
CORPUS DOMINI
Miracoli eucaristici dal mondo
SEGNI DEI TEMPI
Kirill e i segni dell¹Apocalisse
a cura di Massimiliano Sciò
MISTERI DELLA FEDE
Padre pio e il fazzoletto di Conegliano
Anno 50° dalla morte del santo
di Walter Arzaretti
MESSAGGI
Per il Suo Amore ha aperto il Cielo per voi / Come Principe degli Eserciti
Celesti rivolgo un
appello alla Milizia Terrena / Io sono Gesù il giusto giudice / Continuate
a pregare per coloro che non sanno / La mia
croce sarà lo scettro che porterò nelle mie mani / Non soffocate il Sole
della
Vita che è in voi / Non vengo a cambiare la Parola, ma vengo per
ricordarvela /
La grande sfida / La mia Energia creativa opera sempre / La salvezza è
nella croce
CATERINA BARTOLOTTA
Caterina Bartolotta. Il potere del maligno
di Fernando Condi
TESTIMONI DI FEDE
I messaggi di Naju: una guida pratica per portare tutti in cielo
di Eric Muth
CARISMATICI
Don Corinno Mares: un sacerdote carismatico
prima parte
di Ugo Sauro
NATI AL CIELO
Padre Giampietro (Joâo Pedro) Cornado
Missionario gesuita
DONI SOPRANNATURALI
Teresa Neumann e il dono della comprensione delle lingue
di Glenn Dallaire
ANGELI
San Giovanni Eudes e la devozione agli angeli
di don Marcello Stanzione
GHIAIE DI BONATE
I fatti e i misfatti dell¹inquisitore
a cura di Alberto Lombardoni
(terza parte)
Sono passati alcuni anni da quando Kate Reddy era una donna in carriera stressata che doveva conciliare lavoro e famiglia, in perenne lotta contro il tempo.
Ora Kate è quasi giunta ai fatidici cinquant’anni e non è una buona notizia: per lei è come essere diventata invisibile, i figli adolescenti hanno bisogno di lei ma non le parlano, sua madre e i suoi suoceri, ormai anziani, richiedono molte attenzioni, suo marito ha smesso di lavorare, è diventato un paladino della mindfulness e pensa solo a se stesso.
Kate deve dunque tornare al lavoro dopo una lunga pausa per mantenere la famiglia, ma le aziende non sono molto inclini ad assumere una cinquantenne, per cui è costretta a barare sulla sua età pur di tornare a collaborare alla gestione del fondo di investimento che lei stessa aveva creato. Riuscirà a farsi rispettare e a mantenere il suo posto? E quando Jack, la sua vecchia fiamma, riappare quali conseguenze avrà sulla sua vita sempre più complicata?
Dopo Ma come fa a far tutto? – il bestseller che ha raccontato per la prima volta la vita delle mamme che lavorano -, Allison Pearson descrive con grande senso dell’umorismo, sensibilità e intelligenza un momento dell’esistenza in cui la donna ridefinisce se stessa domandandosi chi è e cosa vuole veramente. Dura la vita! è un romanzo di formazione per tutte le età che farà esclamare alle lettrici “allora questo non succede solo a me!”, perché c’è davvero un po’ di Kate Reddy in tutte le donne.
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Vittime di violenza politica e intolleranza religiosa, inassimilabili malgrado il battesimo forzato, perseguitati dalle prime leggi razziste, costretti a un'emigrazione interiore, non più ebrei, ma neppure cristiani, i marrani sono «l'altro dell'altro». La scissione lacerante, la doppiezza esistenziale conducono alla scoperta del sé, all'esplorazione dell'interiorità. Gli esiti sono disparati: vanno dalla mistica di Teresa d'Ávila al concetto di libertà di Baruch Spinoza. Pur iscritto nella storia, il marrano ne eccede i limiti rivelandosi il paradigma indispensabile per sondare la modernità politica. Sopravvissuti grazie alla clandestinità, alla resistenza della memoria, al segreto del ricordo, divenuto con il tempo ricordo del segreto, i marrani non possono essere consegnati all'archivio. Il marranismo non si è mai concluso.
Niente come il cibo mette insieme le persone. A tavola, da sempre, si celebrano l'amore e l'amicizia. Insomma, se vogliamo bene a qualcuno, preparare una buona cena è un modo splendido per dirglielo. Nel suo nuovo libro, Antonino Cannavacciuolo insegna come gestire un menù, combinando i piatti a seconda delle occasioni, da quelle più formali a quelle più semplici. Tante ricette, accostate con sapienza e corredate di foto, consigli per l'impiattamento e di una scheda con i vini e le bevande da abbinare. Per favorire la convivialità e... alleggerire la vita mangiando.