Il libro è concepito sulla falsariga degli altri quattro già in collana, dedicati alle figure di Enrico Chiavacci, Severino Dianich, Rinaldo Falsini, Luigi Sartori. Si tratta cioè di un colloquio fra un intervistatore competente e un testimone autorevole di una fase decisiva per la storia della Chiesa, quella cioè che ruota attorno all’evento del Concilio Vaticano II (1962-1965).
Il testo ripercorre così la vicenda personale di don Maggioni intrecciandola con la ricostruzione dell’ambiente teologico ed ecclesiale in cui si forma il giovane prete e studioso di scienze bibliche, caratterizzato da nuovi fermenti di pensiero e difficoltà con le autorità ecclesiastiche.
Nel colloquio-intervista si ricostruisce così tutto il lavoro del post-Concilio, fino ai giorni nostri, che ha visto don Maggioni fra i protagonisti più significativi proprio per la sua capacità di usare per la spiegazione della Bibbia – sia nei libri sia nella predicazione – un linguaggio semplice, ma mai banale e fondato su una preparazione scientifica di alto livello.
Il colloquio è punteggiato da gustosi ricordi personali ed è attraversato dall’ironia e dalla bonomia tipiche di don Maggioni, perfettamente assecondato da don Saverio Xeres, prete comasco come lui e a sua volta figura di spicco nel panorama della teologia italiana.
Raffinato libro di poesie, strutturato come altri volumetti di questa deliziosa collana, ovvero poesia in dialetto con testo a fronte in italiano.
Le “litanie de la madona” sono 48 poesie o, meglio, commenti poetici alle litanie lauretane (la preghiera mariana che si recita alla fine del Rosario).
Il testo si rifà alla poetica di Biagio Marin, profondamente legata alle radici della sua terra, alla sua cultura primitiva marinara, costruita sui dolori dell'esistenza, sulle gioie e amori per le memorie del passato, dove proprio il dialetto gradese con le sue risonanze acquista, in questo senso, una sua verità morale e religiosa. Marin riesce a creare un linguaggio raffinato che nel corso della sua lunga attività creativa si perfeziona nello stile e raggiunge alti livelli di essenzialità e musicalità.
Gesù era un magnifico narratore e le sue parabole sono indimenticabili: semplici, piene di fantasia, popolate di personaggi che non si possono cancellare dalla memoria. Questo bellissimo libro illustrato ne presenta diciotto fra le più conosciute e amate, riscritte appositamente per i bambini.
Ripartire da don Bosco significa riprendere il cammino non di una persona del passato, ma di una persona che irrompe tuttora nella nostra vita, che ha la capacità di dare un senso al nostro presente e un futuro al nostro passato. Occorre riscoprirlo, ricomprenderlo nella sua epoca e reinterpretarlo alla luce di quella attuale. Le riflessioni proposte nel volume si pongono in questa prospettiva storico-interpretativa, sulla scorta anche del recente invito di papa Benedetto XVI che ha citato espressamente don Bosco tra i «modelli insigni di carità sociale per tutti gli uomini di buona volontà, veri portatori di luce all'interno della storia».
Lo sceneggiato televisivo, tratto dal racconto di Collodi, narra le divertenti disavventure del famoso burattino. Il falegname Geppetto fa un burattino di legno, Pinocchio, che una Fata trasforma subito in bambino, promettendogli che tale resterà se si manterrà buono. Ma in Pinocchio c'è il carattere vivace e ribelle del burattino: dopo averne conbinate di tutti i colori, per punirlo, la Fata lo fa tornare di legno. Le trasformazioni si susseguono sul ritmo delle birichinate compiute da Pinocchio, che alla fine viene ingoiato dalla Balena. Qui vi trova Geppetto e insieme fuggono da quella insolita prigione per tornare a una vita normale.