"Aldo Moro non può essere semplicemente ricordato, va vissuto nel futuro, perché ha ancora tante, ma tante cose da dire al nostro Paese". È racchiuso in queste parole di Franco Tritto, assistente di Moro alla cattedra di Istituzioni di diritto penale, il senso dell'opera "Aldo Moro è vivo". L'autore Raffaele Marino, allievo proprio del prof. Tritto durante i suoi studi universitari, intende con questo saggio superare la retorica di via Fani e via Caetani per proporre un ricordo di Aldo Moro vivo rivissuto attraverso la testimonianza di Franco Tritto. Amico oltre che collaboratore di Moro, Tritto fu la persona che ricevette la telefonata dei brigatisti nella quale si annunciava il triste destino del Presidente Dc. Il resto della sua vita fu dedicato a testimoniare l'insegnamento del suo maestro, Aldo Moro. Un uomo, un professore e un politico sempre attento ai giovani. E il cui pensiero è oggi più che mai attuale. Prefazione di Maria Fida Moro e Luca Moro. Postfazione di Bruno Tabacci.
La ricorrenza del termine educazione in riflessioni, progetti e pratiche mostra la sua centralità nell’intersecare le esigenze più profonde del nostro tempo. Innumerevoli difficoltà delle persone richiedono di interpretare condizioni di crisi, emergenza, fragilità, così come di prestare attenzione a dimensioni come cura, legame, affettività, libertà, bellezza, cittadinanza. Cercando di andare al di là di atteggiamenti improntati al lanciare grida d’allarme intorno a disagi e mancanze, occorre piuttosto sottolineare la valenza trasformatrice dell’educazione, per non disperdere ciò di cui è portatrice ogni persona.
Per tali motivi, gli studi raccolti in questo volume, dedicato al prof. Giuseppe Vico nella ricorrenza dei suoi 80 anni, esplorano la questione educativa da punti di vista diversi, ma tutti convergenti sul riconoscimento della dignità dell’essere umano e della sua libertà. L’educazione, come ciò che compete in modo distintivo a ogni persona, invita a raccogliere la sfida – oggi come sempre – di un agire educativo orientato non a inibire ma a liberare potenzialità e risorse.
Contributi di: Gianni Ambrosio, Emanuele Balduzzi, Monica Crotti, Giuseppe Mari, Antonio Mazzi, Damiano Meregalli, Marisa Musaio, Concepción Naval, Juan Luis Fuentes, Ignacio Quintanilla, Milena Santerini.
Biografia dell'autore
Giuseppe Mari è professore ordinario di Pedagogia generale e sociale all’Università Cattolica del Sacro Cuore, dove è coordinatore della Laurea magistrale in Scienze pedagogiche e servizi alla persona e membro del Comitato direttivo del Centro Studi e Ricerche sulla disabilità e marginalità. Autore di volumi e saggi in miscellanee, è stato visiting professor alla Pontificia Università Lateranense (Istituto Giovanni Paolo II per gli studi su matrimonio e famiglia, 2017) e all’Università “Cardinale Stefan Wyszyn´ ski” di Varsavia (2018).
Marisa Musaio è professore associato di Pedagogia generale e sociale all’Università Cattolica del Sacro Cuore dove insegna Pedagogia del ciclo di vita e Pedagogia interculturale. È stata visiting scholar all’Universidad de Navarra di Pamplona e all’Università UNED di Madrid e ha svolto attività di docenza alla John Paul II Catholic University of Lublin. Componente di comitati scientifici nazionali e internazionali, per il volume L’arte di educare l’umano (Vita e Pensiero, 2013) ha ricevuto il Premio SIPED - Società italiana di Pedagogia - 2017.
Questo libro offre la definizione integrata dei concetti di immagine, testo e opera. Essi hanno oggi un'evidenza operativa tale che identifichiamo il testo con qualcosa di scritto, l'opera con l'oggetto d'arte e qualsiasi cosa con l'immagine per le nuove tecnologie che mappano ogni evento. Ma quali sono le proprietà, le funzioni e le valenze del testo, dell'opera e dell'immagine? Con il metodo della semiotica, riflessioni teoriche e analisi sull'arte contemporanea ci permettono di pensare "tessere", "operare" e "immaginare" come i tre momenti orientati e reversibili dell'esperienza e della significazione che attribuiamo ai modi di esistere. Il testo è il modo "attuale" del senso, la fase in cui instauriamo relazioni con forme e sostanze del mondo; l'opera è la fase della loro attivazione e messa in scena, il modo "realizzato"; l'immagine è la fase di inscrizione nella memoria in ricordi, credenze e sogni, riunisce i modi "potenziale" e "virtuale" del senso. Disegni e modellini di un progetto si distinguono da come viene attivato senza confondersi con l'immagine che ne conserviamo. Sono in grado di accendere l'immaginazione ed entrare nell'immaginario, individuale e collettivo, attraverso tracce che vengono poi restituite all'esterno sotto forma di nuovi testi. Percepiamo la discontinuità e lo slittamento fra testo, opera, immaginazione e immaginario vivendoli, ma ce ne sfugge la logica. "I sensi del visibile" comincia a ricostruirla.
II testo di Berk e De Marzo è nato col preciso intento di rappresentare il nuovo canone per quanto riguarda lo studio della finanza aziendale. Si tratta infatti di un manuale rigoroso e aggiornato con un impianto didattico organico che consente una trattazione omogenea e unitaria della materia. Il merito principale è quello di coniugare con bilanciamento i temi tradizionali della disciplina con gli sviluppi più recenti della ricerca. Inoltre la sequenza dei capitoli è chiara e non richiede salti logici. Nel trattare gli argomenti più ostici la scelta degli autori è stata quella di privilegiare una trattazione analitico-matematica, tuttavia l'impiego delle dimostrazioni formali è sempre essenziale, si articola su livelli successivi di apprendimento, in parte nel testo e in parte in appendici di fine capitolo. Manuale on-line: L'edizione digitale del testo fruibile anche su tablet e smartphone. Accesso alla piattaforma MyFinanceLab, esercizi e apprendimento guidato con video, animazioni e grafici. Bibliografìa completa del volume. Quiz, soluzioni ai problemi e file excel utili per lo svolgimento e la soluzione dei problemi. Per il docente Instructor's Manual (in inglese).
Perché il pontificato di Benedetto XVI si è interrotto? A detta del papa tedesco, il motivo è uno solo: "Ingravescentem aetatem", cioè l'età avanzata. Ma nel corso di questi anni, molti si sono chiesti se, oltre al motivo annunciato, si nascondessero altri perché. Il libro indaga questo aspetto, ma anche il pontificato di Ratzinger nella sua totalità. Quattordici interviste a personalità laiche, che interpretano e rileggono papa Benedetto attraverso una convinzione comune: i 2.864 giorni di Ratzinger al soglio di Pietro hanno rappresentato, data l'intensità teologica e culturale, una fase storica per la Chiesa cattolica. Tanto che il pensiero e l'opera di Ratzinger continuano a essere poste al centro del dibattito pubblico. Centinaia di domande e risposte sul papa che si è guadagnato una posizione emerita anche nel cuore dei fedeli. Interviste a Ettore Gotti Tedeschi, Gennaro Sangiuliano, Gaetano Rebecchini, Marco Tosatti, Giovanni Minnucci, Francesco Agnoli, Filippo Savarese, Maria Rachele Ruiu, Jacopo Coghe, Aldo Maria Valli, Marco Luscia, Assuntina Morresi, David Cantagalli, Fabio Marchese Ragona, Giuliano Guzzo, Aurelio Porfiri.
In un mondo dominato dalla tecnica, che consuma il tempo per guadagnare spazio, il sabato rappresenta la rivincita del tempo sullo spazio e del sacro sul profano, l'occasione per deporre il giogo della fatica ed entrare in contatto con una dimensione che è presagio dell'eternità. Muovendo da una riflessione sul valore che questo giorno riveste nella cultura ebraica, Heschel affronta con straordinaria competenza teologica, filosofica e letteraria il tema del significato della festa nelle grandi tradizioni religiose. Ma "Il sabato" (1951) non è soltanto un classico della spiritualità del Novecento: è in primo luogo una meditazione offerta a tutti i lettori, credenti e non, sull'importanza di riscoprire il tempo come cuore dell'esistenza, un invito a coltivare l'arte del riposo come armonia tra il corpo e la mente, un'esortazione ad ascoltare il richiamo del trascendente per dissetare vite inaridite dalla frenesia, dal vaniloquio, dai falsi bisogni.
"Ciao". Una delle nostre parole più famose nel mondo origina dal veneziano sciavo, nel senso di schiavo, usato per salutare qualcuno ponendosi al suo servizio, come a dire Servo vostro! Si è affermata come saluto confidenziale tra Otto e Novecento, per poi diventare di uso generalizzato in tempi più recenti. È una parola-azione: ciao «si dice» e «si fa». La sua fortuna internazionale passa attraverso il made in ltaly, ma è debitrice anche di episodi particolari connessi a canzoni o film di successo. Infine ciao può assumere nuove forme nel tempo, come dimostrano ciaone o la sequenza cià cià cià usata oggi per chiudere una telefonata.
Anche in economia proliferano false verità e negazionismo, soprattutto in rete, dove conoscenze e polemiche hanno la stessa legittimità. In questo libro, alcuni qualificati autori discutono i temi più rilevanti dell'agenda della XVIII legislatura, valutando punti di forza e di debolezza dell'Italia e suggerendo riforme concrete e d'impatto. Si parla di crescita, demografia, pensioni, lavoro, tasse, scuola, sanità, competitività, ambiente, infrastrutture, Mezzogiorno: sfide per il Paese e per il nuovo governo, da affrontare senza cedere al populismo.
Nel 1936, mentre Madrid è sotto le bombe dell'esercito nazionalista, il giovane Guillermo García Medina, ispirato dalle idee libertarie del nonno che lo ha cresciuto, diventa «il medico dei rossi» e presta soccorso ai combattenti repubblicani, imparando a praticare le prime trasfusioni di sangue. A casa sua si rifugia la vicina e amica d'infanzia Amparo Priego, seducente e sfacciatamente falangista, a cui lo lega un sentimento ambiguo e fortissimo. Ma Guillermo è consapevole che all'entrata in città delle truppe di Franco il loro legame è destinato a dissolversi e che lo aspetta il plotone d'esecuzione. A salvarlo, offrendogli il lasciapassare per una nuova esistenza, è il più illustre dei suoi pazienti, un uomo misterioso che nel corso di una convalescenza fatta di conversazioni e partite a scacchi è diventato il suo migliore amico: Manolo Arroyo Benítez, che di mestiere fa la spia. La loro amicizia si dipana in una storia avventurosa che si muove nel tempo e nello spazio, i cui personaggi - soldati, diplomatici, nazisti, agenti della CIA - si rincorrono tra Svizzera e Inghilterra, Germania e Russia, Stati Uniti e Argentina. La missione principale dei due amici, negli anni della Guerra fredda, sarà quella di smascherare un'organizzazione clandestina volta a far espatriare i criminali del Terzo Reich, sottraendoli alla condanna. A dirigerla, dal cuore della capitale spagnola, è una donna di nome Clara Stauffer, nazista e falangista.
«Il ministero della suprema felicità» ci accompagna in un lungo viaggio nel vasto mondo dell'India: dagli angusti quartieri della vecchia Delhi agli scintillanti centri commerciali della nuova metropoli, fino alle valli e alle cime innevate del Kashmir dove la guerra è pace, la pace è guerra e occasionalmente viene dichiarato lo «stato di normalità». Anjum, nuova incarnazione di Aftab, srotola un consunto tappeto persiano nel cimitero cittadino che ha eletto a propria dimora. Una bambina appare all'improvviso su un marciapiede, poco dopo mezzanotte, in una culla di rifiuti. L'enigmatica S. Tilottama è una presenza forte ma è anche un'assenza amara nelle vite dei tre uomini che l'hanno amata: tra loro Musa, il cui destino è indissolubilmente intrecciato al suo. Dolente storia di sentimenti e insieme vibrante protesta, «Il ministero della suprema felicità» si snoda tra sussurri e grida, tra lacrime e sorrisi. I suoi eroi, spezzati dalla realtà in cui vivono, si salvano grazie a una cura fatta di gesti d'amore e di speranza. Ed è per questa ragione che, malgrado la loro fragilità, non si arrendono.
Il capitalismo sta morendo. I profitti crescono mentre la disuguaglianza aumenta e l'innovazione rallenta. Qualcosa deve succedere. La fusione tra big data e intelligenza artificiale porterà, secondo gli Autori, a un nuovo tipo di capitalismo: quello fondato sui dati. Nel corso dell'ultimo secolo la storia del capitalismo è stata la storia di un mercato dominato da denaro e imprese. Usiamo il prezzo per valutare i beni e la cifra che siamo disposti a pagare indica fino a che punto riteniamo valido un prodotto. Le imprese, dal canto loro, coordinano attività complesse, come la produzione di massa delle automobili, controllando il flusso delle informazioni e centralizzando il processo decisionale, e garantendo al tempo stesso un livello di occupazione stabile. Ma il capitalismo dei dati è un'altra cosa: i dati che noi generiamo su noi stessi e quelli che le imprese generano relativamente ai loro prodotti permettono ad appositi algoritmi di collegare acquirenti e venditori in modo molto più efficiente rispetto ai mercati basati sul sistema dei prezzi. Queste stesse forze rendono superfluo il controllo rigido delle informazioni, consentendo a gruppi di persone di dimensioni sempre più ridotte di coordinarsi efficacemente senza dover ricorrere a un'infrastruttura elaborata. In definitiva, le grandi imprese centralizzate potrebbero ridursi a nulla più che un individuo e il suo computer. Un capitalismo incentrato sui dati potrebbe significare un'economia più sostenibile e più equa, ma la fine dell'impresa - e, con essa, la fine del lavoro stabile - comporta anche grossi rischi. "Reinventare il capitalismo nell'era dei big data" ci spiega come il cambiamento tecnologico in corso stia uccidendo il capitalismo che siamo abituati a conoscere e che cosa lo rimpiazzerà.
Chi sfogliasse "L'album dei Mille", galleria fotografica degli eroi dell'impresa garibaldina, al n. 338 troverebbe la foto di Rosalia Montmasson, l'unica donna che s'imbarcò alla volta della Sicilia. Chi era quest'oscurata protagonista del Risorgimento? Una ragazza che incontra e si innamora di un giovane rivoluzionario pieno di sé, e per amore lo segue in tutte le avventure fino a quando lui l'abbandona? Oppure un'intransigente repubblicana che si lega a un patriota, che alla fine ne tradisce gli ideali? Per vent'anni Rosalia Montmasson fu moglie di Francesco Crispi, che seguì in tutti gli esili, condividendone azione e utopia, senza paura e senza riserve, facendosi cospiratrice e patriota al servizio della causa mazziniana. Si erano incontrati a Marsiglia: lui esule in fuga dalla Sicilia borbonica, lei lavandaia stiratrice che si era lasciata alle spalle l'asfittico paesino d'origine dell'Alta Savoia. Diventata mazziniana anche lei, entrò a poco a poco nella vita di riunioni e di azioni clandestine di lui, perfino le più rischiose e forse terroristiche, giungendo ad assumere un proprio ruolo, stimato anche da Mazzini. Poi l'impresa garibaldina, l'Unità, e la svolta monarchica di Crispi. Le divergenze e i contrasti tra Francesco e Rosalia si accentuarono, ormai la ragazza di Marsiglia è solo un impiccio sentimentale e politico per lui, che nel 1878 - divenuto potente ministro - riuscì con cavilli formali e l'avallo di una compiacente magistratura a farsi annullare il matrimonio. Da quel momento, Rosalia Montmasson fu fatta sparire dalla vita di Crispi, dai libri, e dalla memoria collettiva, una totale rimozione dalla storia risorgimentale che si è protratta fino a oggi; a lei Maria Attanasio, in questo romanzo storico, restituisce voce e identità, recuperando anche una sommersa e avventurosa coralità di oscuri eroi. Con un ritmo narrativo di inchiesta letteraria su una vicenda nascosta del Risorgimento, la scrittrice ne ha cercato le tracce, ripercorrendo i luoghi, scavando tra cronache e documenti, appassionandosi alla vita di questa donna dal temperamento straordinario, ribelle a ogni condizionamento e sudditanza. E ce la racconta in un romanzo sulla libertà di pensiero, che è quasi una storia al femminile sul processo unitario italiano: il ritratto in grande di una donna in grande, dipinta quale immagine del Risorgimento perduto, della sua parte sconfitta e più bella.