Se hai il Pastore, hai tutto ciò che ti serve.
Commento piano e facile al Salmo 23: «Il Signore è il mio pastore, nulla mi mancherà», è dedicato un capitoletto a ogni verso. Per le citazioni bibliche viene usata la «Nuovissima versione dai testi originali».
Indice: Introduzione; Il Signore è il mio pastore; Nulla mi mancherà; In pascoli verdeggianti mi fa riposare; Verso acque tranquille mi conduce; Egli rinfranca la mia anima; Mi guida per sentieri di giustizia; In grazia del suo nome; Anche se camminassi in una valle dall’ombra di morte; Non temerei alcun male; Tu sei con me; Il tuo bastone e la tua verga, sono essi la mia difesa; Per me tu prepari una mensa di fronte ai miei avversari; Hai unto con olio il mio capo; Il mio calice è traboccante; Certo, bontà e misericordia mi accompagneranno per tutti i giorni della mia vita; Abiterò nella casa del Signore per lunghi anni; Pensieri conclusivi.
Max Lucado, ministro della Chiesa di Cristo, negli Stati Uniti è un autore assai noto, sia per le sue pubblicazioni per ragazzi sia per i suoi libri per adulti, di argomento religioso. È autore di altri due testi dell’Edizioni San Paolo: Tu sei mio e Tu sei speciale.
Un piccolo breviario di preghiere nate dalla freschezza sorgiva della spiritualità mariana tramandata lungo i secoli. L’”Ave Maria” e la “Salve Regina” levano il sipario per introdurre preghiere e laudi antiche, ricche di contenuto e raffinate nella forma: “Ricordati, o vergine Maria”, “Sotto la tua protezione”, “Ave, Stella del mare”, “Tutta bella sei, Maria” ... Conclude questa rassegna la preghiera dell’Angelus, il saluto angelico a Maria (sostituito dal Regina coeli nel tempo pasquale) che fa echeggiare le campane di tutto il mondo.
Le dolcissime immagini a colori dello scultore Yves Le Pape predispongono l’animo alla preghiera semplice e soave.
Yves Le Pape, di Tours (Francia) è uno scultore contemporaneo che lavora con diversi materiali: legno, resina, terracotta e pietra. Produce opere di gusto tradizionale e moderno di carattere per lo più religioso. Le sue statue si trovano nelle chiese, cappelle e monasteri di tutto il mondo. Sa coniugare le meraviglie del mondo materiale con quello spirituale lasciandosi ispirare in modo particolare dalla figura di Maria nella sua maternità: ella è grande perché dona il Figlio di Dio all’umanità. Le statue dello scultore Le Pape si caratterizzano per semplicità e purezza svelando di possedere un’anima.
I dialoghi più salienti tra l’amato e l’amata nel Cantico dei Cantici. Lui è chiamato con il vezzeggiativo “il mio diletto”, “l’amato mio”. Lei chiamata con gli appellativi di “fidanzata”, “sposa”, “sorella mia”. Prima di ogni altra interpretazione, il Cantico è la celebrazione dell’amore umano nelle sue varie sfaccettature.
Il libro è aggraziato dalla plastica raffinatezza delle tavole del maestro Alessandro Nastasio che lasciano trasparire il pathos del desiderio e della ricerca amorosa accanto alla serenità dei sentimenti del vivere insieme nella relazione di coppia
Alessandro Nastasio è nato a Milano nel 1934. Ha studiato con Tullio Figini e Aldo Salvatori a Milano. A Roma ha lavorato con Sarra e Purificato. Ottenuta la cattedra all’Accademia delle Belle Arti di Brera nel 1966, per trent’anni si è dedicato all’insegnamento di Educazione Artistica in diversi istituti scolastici. La sua prima mostra personale risale al 1957, alla Pinacoteca Latina. Da allora ha tenuto numerose personali in Italia e all’estero. In collaborazione con architetti di chiara fama, ha realizzato opere pubbliche e private, viaggiando in America, Asia e Oriente. Ha collaborato con parecchi editori, illustrando opere di grande pregio. Nastasio si è inserito fra i grandi maestri dell’arte contemporanea e le sue opere si sono imposte all’attenzione di gallerie e collezioni private. Vive e lavora a Milano.
Presso le Edizioni San Paolo ha illustrato Nonostante tutto osiamo dire (1990), Canto d’amore (1993), Ti chiamo Padre come Gesù ci ha insegnato (1994), Qohelet canto della vita (2006).
«L’orazione prima di tutto, sopra tutto, vita di tutto»: questo il motto che ispirò la vita e le opere di don Alberione, fondatore e beato. Sin dall’inizio delle sue fondazioni, si era proposto di “dare un’anima” ai freddi canoni giuridici e alle strutture apostoliche, con la composizione di orazioni, la cui recita «a poco a poco facesse entrare nell’animo lo spirito della congregazione». Il primo formulario, risalente al 1922, fu seguito da una ventina di edizioni, sempre curate e successivamente aggiornate dallo stesso fondatore, fino alla vigilia della morte.
Il presente volume propone una rassegna critica, e per quanto possibile completa, di tutte le formule di preghiera da lui redatte. Il testo si articola in una ventina di sezioni, in tre parti e una appendice, divise secondo le tematiche dei contenuti, che spaziano dalla pietà sacramentale alla supplica per le esigenze dell’apostolato specifico. E tutto per fomentare la vita teologale dei singoli e lo spirito apostolico delle comunità.
Giacomo Alberione nacque a San Lorenzo di Fossano (Cuneo), il 4 aprile 1884. Il 25 ottobre 1896 entrò nel seminario di Bra, dove rimase fino alla primavera del 1900; dopo sei mesi trascorsi in famiglia tra preghiera e lavoro nei campi, si trasferì nel seminario di Alba. Nella notte fra il 31 dicembre 1900 e il 1° gennaio 1901, durante l’adorazione eucaristica, ebbe l’intuizione di un cammino speciale voluto da Dio per lui e per altri. Venne ordinato sacerdote il 29 giugno 1907 e, il 9 aprile 1908, conseguì la laurea in Teologia. Il 20 agosto 1914, ad Alba, pose il primo germe della futura Congregazione, aprendo la Scuola Tipografica Piccolo Operaio. Il 5 ottobre 1921 fu costituita la Pia Società San Paolo, che il 12 marzo 1927 divenne società religiosa clericale di diritto diocesano. Il giorno successivo don Giacomo Alberione emise la professione religiosa, assumendo il nome di Giuseppe. Tra il 1915 e il 1960 fondò quattro Congregazioni femminili e diversi Istituti secolari. Nel luglio del 1936 si trasferì definitivamente a Roma, dove morì il 26 novembre 1971, confortato da una visita di Paolo VI.
In missione per conto della Regina, alla ricerca della misteriosa Essenza D’oro, l’unica medicina in grado di alleviare la sua malattia. Robin attraversa la Spagna in una avventura difficile ed eccitante e incontra malvagi frati, perfidi alchimisti, saggi saraceni e sapienti ebrei. In uno spaccato di vita del 1200, Robin viaggia con i suoi compagni nel pieno rispetto delle usanze religiose di ognuno.
Combattendo di astuzia e di spada porterà a termine la sua missione e riscatterà la sua dignità di giovane inglese.
Geoffrey Trease, quasi sconosciuto in Italia, ha pubblicato quasi 110 romanzi in lingua inglese, tutti a carattere storico e molto apprezzati da bambini e ragazzi. Morto nel 1998 continua ad ottenere grande successo come autore di narrativa adottata nelle scuole anglofone. Per San Paolo ha pubblicato Maratona (2003) e Un volo d’angeli (2005).
Preti e uomini. Non dei bambini, o degli illusi, o dei pii volontari arruolati nelle fila di un buonismo altruista. Ma degli uomini che la vocazione ha reso più maturi, generosi e capaci di coraggio. L'autrice ha conosciuto e intervistato quindici giovani sacerdoti della Fraternità dei Missionari di San Carlo. Per una volta sono stati i sacerdoti a raccontare di se stessi, con sincerità e libertà, anche quando parlavano dell'adolescenza, dei dubbi, degli affetti che hanno segnato la loro storia. I quindici giovani che incontrati da Marina Corradi parlano di ogni esperienza come di qualcosa che li ha resi più ricchi e più maturi nell'affrontare la scelta della vocazione. Molte delle storie raccontate sono itinerari umani sorprendenti.
Il giovane è, per definizione, un crocevia di desideri che segnalano il bisogno di individuare elementi definitivi su cui impostare la vita. Ogni desiderio porta con sé una dimensione più grande del desiderio stesso ed è proprio ascoltando questa dimensione più ampia che è possibile far emergere le esigenze profonde che possono spingere a scelte di radicalità e di verità. In questo sussidio l'autore indica alcuni percorsi per accompagnare i giovani a leggere in profondità i propri desideri, a scoprire il bisogno di Assoluto e a impostare la propria vita coerentemente con le proprie aspirazioni più profonde. Due sussidi indicati per operatori pastorali e per animatori di gruppi giovanili.
Vale la pena investire nella pastorale vocazionale? I giovani del nostro tempo sono sensibili a questo tipo di provocazione? Si sarebbe tentati di dire che è meglio lasciar perdere, che non è aria! Invece una recente ricerca autorevole condotta dall'équipe del prof. Garelli documenta che i giovani si interrogano, che la proposta è tuttora valida. Non solo, suggerisce anche l'idea che se non si educa, se non si indicano strade che portino a traguardi grandi, la persona non si costruisce. E questo prima e al di là di una scelta vocazionale specifica! Il sussidio prende le mosse proprio da questa constatazione e suggerisce proposte per i formatori e gli educatori chiamati a coltivare un piccolo seme che, come suggerisce il Vangelo, può diventare un albero.
Il testo si compone di 10 brevi racconti autobiografici. In ciascuno l'autrice racconta un episodio della sua vita in cui persone sconosciute e mai più incontrate le hanno dato un aiuto inaspettato in un momento di particolare difficoltà materiale o spirituale. Il 1° racconto è ambientato a Dublino, dove una famiglia irlandese le offre accoglienza ed ospitalità immediata. Nel 2° racconto l'"angelo" è una donna somala che a Pescara aiuta l'autrice in un momento di difficoltà con il suo bambino. Nel 3° è un frate cappuccino incontrato in Israele che la stimola a compiere scelte decisive per la sua vita. Nel 4° è un suo professore defunto che le appare in sogno assicurandole protezione, come poi avviene in una grave caduta dalle scale del suo bambino. Nel 5° è la volta di "angeli incontrati in treno" che, giocando a carte, le insegnano a scalzare l'amarezza di un periodo duro. Nel 6° sono le attenzioni di uno steward della compagnia aerea spagnola a farla riemergere dal dolore. Così come nel 7° sono le confidenze di una partoriente a ridarle fiducia nella vita dopo un attentato a Roma. Nell'8° sono i gesti di gratitudine di un bimbo diversamente abile, incontrato a Lourdes, "imprigionato dalla malattia, liberato dall'amore" a riavvicinare la protagonista "all'essenza della vita, che è l'amore". E nel 9° sono le parole di un "barbone" nella notte di Natale a sollecitarla alla condivisione con gli ultimi. Chiude infine la sfilata degli angeli un gruppo di allegri studenti siciliani...