Questo libro studia le questioni etiche che insorgono nel trattamento di esseri umani malati, nell’immediata “vicinanza” alla nascita, cioè nella fase prenatale e immediatamente postnatale. Il titolo potrebbe dare l’impressione che tutta l’attenzione si concentri su ciò che è eticamente corretto fare con il neonato al quale rimangono poche ore di vita. Questa, però, è solo la parte più appariscente del problema che, in realtà, riguarda anche la tendenza, abbastanza comune, a disfarsi del feto portatore di malattie o disfunzioni, vere o supposte tali.
Un imprescindibile e attualissimo saggio che ripercorre la storia della paura dalle origini alla modernità, per capire il presente in cui viviamo. Delumeau analizza in queste pagine le paure più recondite dell'uomo: il demonio, lo straniero, la morte e l'ignoto, ma non solo – la paura della massa, del mare, del passato e delle tenebre, della guerra e della fame. E, soprattutto, la paura del male, che assume le sembianze dei musulmani, degli ebrei, dei disperati e dei miserabili, delle donne-streghe e delle eresie. Da questa appassionante esplorazione, emerge un costante e inesorabile malessere che da sempre contraddistingue l'Occidente come il ”paese della paura”.
Costantinopoli, VI secolo d.C. Nella sfavillante capitale dell'Impero romano d'Oriente, travagliata dagli scontri religiosi e dalla corruzione, i giovani Giustiniano e Teodora sembrano destinati a un'esistenza oscura. Lei è la bellissima figlia di un guardiano del Circo, e di mestiere fa l'attrice, barcamenandosi fra teatri e amanti ricchi e maneschi. Lui è il nipote del generale Giustino, un rozzo militare analfabeta che non riesce ad avere peso a corte. Il destino, però, ha altri piani per loro. Giustiniano, implicato in una serie di rivolte per rovesciare l'imperatore Anastasio, da politico consumato riesce a far salire al trono lo zio Giustino, diventando il più potente ministro dell'Impero. Teodora, invece, sfuggita alla vendetta di un governatore suo ex amante, diventa confidente del patriarca eretico di Alessandria e viene inviata come spia e mediatrice a Costantinopoli, proprio per contattare Giustiniano, alle prese con una complicata e pericolosa trattativa con il papa.
La storia politica italiana del nuovo secolo presenta grandi novità, che in Calabria hanno assunto dimensioni clamorose nelle elezioni politiche del 2013 e del 2018, nelle quali sembrerebbero rovesciarsi alcune costanti della storia politico-elettorale regionale. Questo lavoro si propone di non far discendere meccanicamente il nuovo scenario politico dal drammatico quadro economico e sociale innescato dalla crisi esplosa nel 2008; e cerca di collocare, invece, il ciclo politico più recente in una prospettiva diacronica di lungo periodo, che sia in grado di cogliere le fratture e le vistose novità, ma anche gli elementi di continuità e le radici profonde del tempo presente, raccontando e interpretando le vicende politiche che si sono dipanate lungo oltre 150 di storia.
Oggi Michelangelo Merisi detto Caravaggio non solo è considerato uno dei pittori più grandi del suo tempo, fondamentale premessa dell'arte moderna ed emblema dell'artista maledetto: è una vera e propria superstar della pittura. Ma non è stato sempre così. Solo pochi anni dopo la sua tragica morte, il repentino successo che ne aveva accompagnato la parabola artistica ed esistenziale era svanito nel nulla. Nonostante la sua lezione sia stata accolta fin da subito e divulgata da una numerosa cerchia di seguaci in Italia e in Europa, ben presto molti cominciarono a evocare il nome di Caravaggio non per lodarlo ma per denigrarlo. Destinato per più di due secoli a una sorta di damnatio memoriae, nei primissimi anni del Novecento attirò l'attenzione di un giovane studente che di lì a pochi anni divenne il più autorevole storico dell'arte italiano: è il 1911, il suo nome è Roberto Longhi ed è lui l'artefice del ritorno di Caravaggio, della sua "invenzione" moderna. Roberto Cotroneo ce la racconta con la precisione del connoisseur e la piacevolezza del romanziere, in questo libro che omaggia il genio artistico e la forza creatrice della passione e della conoscenza.
Il testo:
- esamina il diritto ecclesiastico evidenziando la ratio sottesa alle norme di diritto sostanziale e procedurale
- analizza i principi costituzionali di laicità e parità delle confessioni religiose
- contiene la più significativa giurisprudenza, fornendo un quadro completo degli orientamenti del Giudice delle Leggi e di Legittimità in materia
- è aggiornato alla più recente giurisprudenza 2018, tra cui la pronuncia della Corte di Giustizia del 17 aprile 2018, n. 414 in tema di occupazione e di condizioni di lavoro
All'indomani dell'uscita di Humanae vitae (1968), l'ultima enciclica scritta da Paolo VI, il professor Joseph Ratzinger (futuro Benedetto XVI) pubblica un articolo sulla "Teologia del matrimonio" (1969). Il testo di Ratzinger, puntuale e illuminante, rappresenta uno dei contributi più interessanti per un'autentica lettura teologica del matrimonio. Evidenziando i limiti di una comprensione che si basa esclusivamente sulla natura e sulla legge naturale, il prof. Ratzinger sottolinea l'importanza di collocare il matrimonio cristiano nell'orizzonte della fede: là dove il cristiano si riconosce sempre simul iustus et peccator.
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Il vangelo di Giovanni venne scritto per contrastare quello di Marco, il principale responsabile della trasformazione del Cristo da politico a teologico. Tuttavia, per poter sopravvivere, dopo la catastrofe del 70 che spazzò via Israele dalla storia a causa della repressione romana, e dopo il trionfo della teologia paolina, il quarto vangelo canonico dovette subire una pesante revisione. Eppure, aldilà delle manipolazioni, quanto scritto da Giovanni dimostra una verità sconcertante: Gesù non era solo un politico sovversivo contro Roma e la sua casta sacerdotale, ma anche ideologicamente ateo, come lo erano stati Socrate, Buddha e Confucio. Un saggio complesso, stratificato, spesso amaro, che ha il merito di indicare una via verso una Quarta ricerca su Gesù, e in cui il lettore troverà, per la prima volta, la trasposizione in forma dialogica del relativo contenuto esegetico, da utilizzarsi per le compagnie teatrali o per una sceneggiatura cinematografica.
Pubblicato per la prima volta nel 1898 come "Leggenda antichissima di san Francesco" e più tardi come "Memorie di frate Leone", lo "Specchio di perfezione" è una testimonianza preziosissima della vita del santo più amato di tutti i tempi. Un racconto eccezionale che restituisce l'immagine che di Francesco aveva frate Leone ("pecorella del Signore"), suo amico e confessore. Un incantato custode della memoria di Francesco, depositario della più autentica immagine del santo, delinea vicende, fatti e discorsi alternativi al canone agiografico ufficiale.
"Riferiscono persone vicine al Presidente Giorgio Napolitano che egli, negli anni del suo mandato, cercava suggerimenti e informazioni sull'estensione dei suoi poteri e sui modi corretti del loro esercizio leggendo frequentemente la voce 'presidente della Repubblica' scritta per 'L'enciclopedia del diritto' da Livio Paladin. È questa una notizia che riesce utile per aprezzare la riproposizione in edizione riveduta e corretta del 'Diritto costituzionale' di Livio Paladin, che Ludovico Mazzarolli e Dimitri Girotto si sono assunti generosamente il compito di curare." (Dalla prefazione di Sergio Bartole)