Colore ambiguo e capriccioso, il verde: da un lato simbolo di speranza, fortuna, natura e libertà, dall'altro tinta associata al veleno, al denaro e addirittura al diavolo. Giudizi altamente contrastanti, che si sono avvicendati nel corso dei secoli e che sono lo specchio di un cambiamento dell'orizzonte culturale della società che li ha prodotti. Ed è proprio questa evoluzione della nostra società al centro del nuovo saggio illustrato del grande storico francese Michel Pastoureau. Terza tappa di un progetto di alto profilo, al pari dei due precedenti "Blu" e "Nero", "Verde" è un'opera di ampio respiro, che spazia dall'arte, alla scienza al costume e che, di tassello in tassello, restituisce un altro affascinante e avvincente capitolo della storia dell'Occidente, dall'antichità ai giorni nostri.
Ci sono case abitate da voci, riverberi, note imprigionate nella luce che trafila una finestra o nelle stoffe damascate che ricoprono antiche poltrone e sedie Impero. Non è stata la curiosità voyeuristica del turista a spingere Piero De Martini a entrarvi, né la ricerca musicologica che permette allo studioso di colmare i vuoti di erudizione. Quello compiuto dall'autore di "Le case della musica" è un pellegrinaggio, un viaggio spirituale nelle dimore che hanno visto nascere e crescere i più importanti compositori, un errare nei territori della fantasia - gli stessi dei sogni -, che spesso nella realtà storica sono coincisi e continuano a coincidere con quelli della musica: luoghi magici, raccolti, segreti, vitali, in cui il genio può comporre l'ineffabile, dire l'inesprimibile, attraverso segni che scardinano l'afasia di un universo impalpabile e arcano, governato da leggi che possiamo percepire solo per brevi istanti, o messaggi che toccano gli strati più reconditi della nostra coscienza. Dalla casa a Eisenach di Bach a quelle di Mozart a Salisburgo e Mendelssohn a Lipsia, dalla Vienna di Schubert e Berg alla Weimar di Liszt, passando per le casette immerse nei boschi di Mahler e le stanze che hanno visto intrecciarsi le vite di Schumann e Brahms: sono queste le «case della musica» visitate da Piero De Martini. Luoghi che nelle loro materiche suppellettili e architetture - muri, camere, cucine, oggetti, libri - conservano ancora tracce della carne e dello spirito dei maestri che le hanno abitate, impronte invisibili di quelle presenze creatrici che costringono la nostra mente ai voli pindarici dell'immaginazione. Tra quelle pareti sopravvissute agli anni, talvolta ai secoli, si dipana la vicenda della musica europea; sotto quella tappezzeria brulica un mondo di emozioni, di nostalgie, di melanconie, di gioie violente e dolori profondi, di collere ataviche e tenerezze disperate che di questi grandi musicisti raccontano le storie più intime, gli stati d'animo più intangibili, che nessun manuale o biografia sarebbe in grado di restituire.
Nella "Logica" Kant scrive: «A filosofare s'impara soltanto con l'esercizio e usando autonomamente la ragione», dando così all'esercizio un significato altamente formativo. Questo libro è nato da un'esperienza didattica viva, dalla lettura diretta di opere filosofiche della tradizione: ha origine dunque da un "esercizio" inteso in senso kantiano. Come palestra teoretica, si sono scelti testi che "filosofassero" nella forma aurorale dell'interrogazione e del dubbio, e insieme nella forma matura della procedura riflessiva e argomentativa. Si è così individuato come percorso elettivamente teoretico l'atteggiamento autoriflessivo: cioè la disposizione che porta le filosofie a interrogarsi sulla propria natura, sui propri compiti e sul proprio metodo di indagine. A partire dalle rappresentazioni antiche dell'inizio della filosofia, declinate da una parte come risveglio e meraviglia, dall'altra come domanda scettica sulla possibilità della conoscenza, i capitoli del volume affrontano ciascuno la lettura diretta di classici del pensiero considerati come paradigmi del formarsi di stili filosofici e dell'argomentare per concetti, da Agostino a Cartesio, da Hume a Husserl, da Hegel a Wittgenstein.
Il testo del romanzo di Proust, nella sua concretezza, non corrisponde del tutto alle aspettative dei lettori, basate talvolta su alcuni luoghi comuni critici, corretti ma parziali. Questa guida si propone di fare tabula rasa di molti clichés, permettendo così di orientarsi nel grande labirinto di "Alla ricerca del tempo perduto". Accanto alle canoniche riflessioni sul Tempo e sulla Memoria, vengono qui valorizzate anche altre dimensioni del romanzo, come la comicità, l'erotismo, l'estetica dell'inverosimile, la presenza di un testo nascosto che spetta al lettore portare alla luce. Sono analizzate le componenti principali della cultura, anche filosofica, di Proust, mettendo in luce gli elementi essenziali della sua antropologia, senza trascurare gli aspetti più interessanti della biografia e le più significative e stimolanti interpretazioni critiche succedutesi nell'arco di un secolo.
Il volume presenta la letteratura di lingua tedesca dalla costruzione del Muro di Berlino ai giorni nostri, tracciandone un bilancio anche attraverso le sue relazioni con il cinema e con i “mediatori del ricordo”, come la fotografia, la radio, la televisione e il web. La prima parte ripercorre la produzione di autori come Peter Weiss, Johannes Bobrowski, Elias Canetti e Thomas Bernhard, che vissero in prima persona il regime hitleriano e che, durante gli anni della divisione tedesca, hanno innalzato la prosa, la lirica e il teatro a luogo di riconciliazione individuale e collettiva con la storia recente della Germania e dell’Austria. Attorno al “passato che non passa” e alla sua elaborazione si sviluppa la seconda parte, che si focalizza sulla produzione letteraria successiva alla riunificazione tedesca di scrittori come Durs Grünbein, Herta Müller, W. G. Sebald e Bernhard Schlink, discutendone anche in prospettiva multimediale il rapporto con il dodicennio nero, con la divisione della nazione e con l’Ostalgie.
Perché, per me, i Promessi Sposi è un romanzo meraviglioso
«Leggere un classico è come visitare i sotterranei di una città. In superficie, alla luce del sole, si stratifica il mutamento, ma lì sotto, nel sistema circolatorio, si può individuare l’articolazione delle fondamenta, affascinanti, labirintiche, semplificate e sostanziali, come le sinopie sotto gli affreschi.»
Questo libro è un percorso nei sotterranei dei Promessi Sposi, e Fois è la guida che conduce il lettore a scoprire un sorprendente sistema di vasi comunicanti, tra letteratura, pittura, scultura, musica, e cinema.
Cosa lega Renzo a Ulisse, Lucia a Elena di Troia, la peste descritta da Lucrezio a quella che si porta via la piccola Cecilia e la bimba con il cappottino rosso di Schindler’s List? E cosa c’entra la contorsione del Laocoonte, del Cristo del Giudizio Universale di Michelangelo, delle figure di Matisse, di Picasso, di El Greco con don Abbondio?
Nessuno stupore se nel labirinto ci si imbatte in Rossella O’Hara che dialoga con Federigo degli Alberighi e don Rodrigo, o se si scopre che Renzo e Lucia sono i cugini del Nord dei personaggi della Terra trema di Luchino Visconti…
Fois svela il coraggio e la temerarietà di Alessandro Manzoni, ma anche la ricchezza di un capolavoro che non ha paura del tempo, dei programmi scolastici, degli insegnanti annoiati e dei lettori pigri.
Renzo, Lucia e io è una lettura innamorata, che racconta che nazione siamo, che lingua parliamo, fino a che punto ci conosciamo.
Certi viaggi hanno l'obiettivo segreto di «estraniarti dalle tue origini», «scardinarti l'esistenza»: «soltanto allora sei stato veramente via, così altrove da essere forse diventato un altro», scrive Cees Nooteboom, infaticabile esploratore di culture, riguardo al paese che conserva per lui un fascino unico: il Giappone. "Cerchi infiniti" raccoglie i suoi testi più illuminanti su quarant'anni di viaggi attraverso i paesaggi, le architetture, la poesia e la storia del Sol Levante. Dalle metropoli avveniristiche di Tokyo e Osaka alle antiche città imperiali di Kyoto e Nara, dalle incisioni di Hokusai e Hiroshige al teatro kabuki, il rapimento mistico e intellettuale dei giardini zen, quella coesistenza intrecciata di buddhismo e shintoismo nei templi e nei riti millenari che scandiscono ancora il calendario nelle campagne. Viaggi accompagnati dalle pagine di Kawabata, Mishima, Tanizaki, ma soprattutto dalle "Note del guanciale" di Sei Shonagon e dalla "Storia di Genji" di Murasaki Shikibu, il primo romanzo della storia, che ritrae il raffinamento estremo a cui giunse l'isolata corte di Heian nell'XI secolo. Con la sua capacità di cogliere le sfumature più sottili, accendere connessioni, stimolarci a vedere con altri occhi e a rapportare il particolare all'universale, Nooteboom ci immerge nell'esperienza della scoperta, della bellezza e della sfida che il Giappone continua a rappresentare per l'Occidente: possiamo arrivare a conoscere veramente una cultura così lontana da noi? Ma è proprio nel confronto con l'altro che il viaggio diventa una ricerca sul fondo comune della condizione umana, un pellegrinaggio interiore per interrogarsi su se stessi.
L’Islanda è un Paese che nell’immaginario comune viene associato allo splendore della natura, alla leggenda delle saghe, al mistero degli elfi e del popolo nascosto. Ma l’Islanda di oggi è anche un Paese in grande cambiamento, sotto tutti gli aspetti: un’economia incredibilmente sopravvissuta alla crisi bancaria del secolo, una politica scossa da scandali e rivoluzioni, una Nazionale di calcio sulle prime pagine di tutto il mondo, una battaglia per la parità dei sessi che la pone all’avanguardia, un boom di turisti senza precedenti nella storia e una serie di dighe e centrali idroelettriche che minacciano l’ecosistema con danni ancora inestimabili. A raccontarci le sfide, le contraddizioni e le ferite dell’Islanda contemporanea, in esclusiva per The Passenger, sono grandi firme internazionali e le più importanti voci della letteratura islandese come Hallgrimur Helgason, Andri Snaer Magnason e Halldor Laxness.
Nelle pagine di questo libro viene narrata da p. Norberto la memorabile vita di s. Gabriele dell'Addolorata, dalla nascita fino alla prematura morte, con particolare attenzione agli episodi e alle virtù che hanno contribuito alla sua santificazione.
Spesso, proprio una vita semplice, custodita dalla freschezza della natura, poco conforme ai rumori che attirano
l’attenzione, quasi – verrebbe da dire – una vita anonima, trova la sua dignità in Cielo e si irradia sulla Terra. Proprio come tutte le cose di Dio.
Si narra in queste meravigliose pagine la breve, ma intensa vita di Pietrino Di Natale, il suo amore e la sua fedeltà al signore, l’aiuto verso il prossimo, il suo impegno costruttivo nella comunità parrocchiale.
Pietrino incarna e indica uno stile di vita apprezzabile in ogni tempo. Il suo entusiasmo, la sua solarità, i suoi slanci confermano che la vita può essere vissuta in pienezza in ogni ambiente, che può non scivolare via inutilmente e che è chiamata a superare la morte.
In questo testo della Conferenza Episcopale Italiana viene trattato il tema dell’amore fra uomo e donna nella concretezza del Vangelo.
L’amore fra uomo e donna è evidentemente tra le esperienze umane più generative, è fermento della cultura dell’incontro e porta al mondo attuale un’iniezione di socialità: davvero “il bene della famiglia è decisivo per il futuro del mondo e della Chiesa”(cfr. AL 31)»1.
Con queste parole, inviate attraverso un video-messaggio, Papa Francesco l’11 novembre 2017 si rivolgeva ai partecipanti al III Simposio Internazionale sull’Amoris laetitia, organizzato dall’Ufficio Famiglia della CEI.
XX SETTIMANA NAZIONALE DI STUDI SULLA SPIRITUALITA’ CONIUGALE E FAMILIARE (Assisi 28 aprile – 1° maggio 2018).
In queste pagine troviamo i primi germogli nati dal percorso biennale della Settimana di Studi e messi a disposizione di chi opera a fianco dei coniugi. Si chiede una nuova impostazione della pastorale familiare, meno di nicchia e più capace di integrarsi con gli altri ambiti pastorali, riconoscendo la famiglia come luogo unificante dell’azione pastorale della Chiesa.
L’Amoris laetitia per essere attuata necessita che la Chiesa assuma le vesti nuziali delineate da Evangelii gaudium: una Chiesa che sa più di Vangelo e quindi sa più di famiglia.