La pastorale della salute si colloca oggi tra gli ambiti più sensibili e decisivi della missione della Chiesa. Essa è chiamata a testimoniare il Vangelo mediante una presenza capace di prossimità, ascolto, accompagnamento e discernimento. Il presente manuale si propone come introduzione alla teologia pastorale della salute, pensata in modo particolare per operatori e volontari impegnati in questo ambito, che spesso svolgono il loro servizio con grande dedizione, ma da integrare con una formazione teologica sistematica. L'obiettivo è quello di fornire coordinate fondamentali, categorie di lettura e strumenti di orientamento, capaci di sostenere una prassi pastorale più consapevole, ecclesialmente fondata e teologicamente illuminata.
Da Lumen Gentium a oggi, la teologia della Chiesa ha attraversato la trasformazione più profonda del suo intero millennio recente. Questo Manuale di Ecclesiologia Sistematica raccoglie quel cammino e lo restituisce in forma organica al lettore italiano: studenti dei cicli istituzionali, dottorandi, docenti, pastori e operatori del dialogo ecumenico e interreligioso. Articolata in otto Parti e sedici Capitoli - dal mistero della Chiesa nell'eterno piano di Dio fino alla pienezza escatologica della Gerusalemme celeste - l'opera affronta in modo sistematico la fondazione cristologica e pneumatologica della Chiesa, la sua natura teandrica, la sacramentalità universale di salvezza, le quattro note, la struttura ministeriale e sinodale, la missione nel mondo e il dialogo con le altre tradizioni cristiane e religiose. Cinque scelte metodologiche dichiarate ne fanno uno strumento originale nel panorama manualistico contemporaneo: la via media tra metodo discendente e ascendente, l'integrazione strutturale della teologia ortodossa, la valorizzazione della tradizione italiana accanto a quelle tedesca e francese, l'ermeneutica anti-supersessionista del rapporto con Israele, la sinodalità come categoria sistematica trasversale recepita dal XVI Sinodo dei Vescovi (2023). Tre Appendici - fonti magisteriali, modelli ecclesiologici, cronologia dogmatica - completano un apparato critico multilingue (latino, greco, tedesco, francese, inglese) che fa di questo volume un riferimento stabile per lo studio e la ricerca.
In questa epoca in cui sempre più emergono tendenze nazionaliste e sovraniste che proclamano principi di intolleranza verso culture e popoli differenti da quelli a cui si appartiene; in questo tempo in cui sembra prevalere la logica economica che esclude chi non produce secondo i parametri del sistema neoliberista-capitalista, che cosa hanno da dire il cristianesimo e le teologie cristiane? Una risposta a queste domande viene dalla teologia della liberazione che, nata negli anni ’70 in America Latina, continua ad essere ancora urgente, oltre che attuale. Dalle prime opere di Gustavo Gutiérrez la riflessione sulla realtà storica mondiale di ingiustizia e disuguaglianza è continuata fino ai nostri giorni. Qui si propone la ricerca di due teologi della liberazione latino-americani contemporanei, José Comblin e Jung Mo Sung,capaci con la loro indagine teologica di aprire cammini nuovi di liberazione per il mondo attuale e per il cristianesimo. Una simile prospettiva teologica trova un’eco nel pensiero di un filosofo politico italiano,Mario Tronti,che cerca nelle fonti cristiane più autentiche una radice di resistenza al potere del sistema economico, culturale e politico oggi dominante. Il cristianesimo è chiamato sempre di più a rilanciare nel mondo di oggi la creatività eversiva della prassi e della parola di Gesù di Nazareth. La forza del vangelo di Gesù può ancora risuscitare e riscattare dalla morte sociale tante persone e categorie umane oggi schiacciate dall'ingiustizia e dall'oppressione. Il Vangelo ha in sé un potenziale per fronteggiare il cinismo e l'indifferenza davanti al dolore dei poveri della terra e, se accolto, costituisce una possibilità di risurrezione perché tanti uomini e donne possano avere (o ritrovare) condizioni di vita più umane e perché il pianeta Terra possa salvarsi dalla distruzione annunciata.
Attraverso il dialogo tra teologia, filosofia e pratica educativa, il volume parla anche a chi opera nel campo culturale e pastorale, offrendo spunti per una riflessione critica e al tempo stesso concreta sul rapporto tra verità, senso e formazione umana. È una lettura preziosa per chi crede che educare significhi non solo istruire, ma accompagnare ogni persona nella costruzione consapevole della propria identità e del proprio futuro.
La Chiesa ha riscoperto il suo compito di accompagnare. Il contatto con situazioni nuove, accostate sospendendo il giudizio e indicando il bene realmente possibile, sta interpellando profondamente anche la teologia morale. Sebbene spesso percepita come semplice fonte di norme e divieti, oggi essa può ritrovare quel ruolo di guida che l'aveva caratterizzata in Tommaso d'Aquino e Alfonso Maria de' Liguori. Superando una concezione meramente applicativa della pastoralità, il libro mostra come proprio l'accompagnamento sia stato storicamente il luogo in cui l'insegnamento morale ha preso forma. L'interpretazione teologica delle pratiche di vita e la cura delle parole possono inoltre contribuire ad aggiornare le norme quando il loro linguaggio non illumina più adeguatamente le coscienze. Tre casi concreti - coppie conviventi, persone LGBT+, percorsi di procreazione medicalmente assistita - rivelano la fecondità di questo approccio, capace di coniugare verità, discernimento e attenzione alla realtà. Prefazione di Luciano Moia. Postfazione di Stella Morra.
Le persone transgender sono migliaia solo in Italia e chiedono di essere ascoltate e riconosciute dalle comunità cristiane. Eppure, nel nostro Paese, la riflessione teologica è spesso rimasta indietro rispetto alle scienze, e la pastorale - di conseguenza - balbetta. Questo volume, primo nel suo genere in Italia, prova a colmare quel ritardo con un approccio intenzionalmente transdisciplinare. Clinica, sociologia, antropologia culturale, filosofia, teologia morale, teologia biblica e teologia pastorale si interrogano insieme: non per costruire sintesi affrettate, ma per mantenere aperte le domande e lasciarsi provocare da saperi, sensibilità e vissuti plurali. Le tre parti in cui si articola questo libro - scienze, teologie, pastorali - sono precedute da testimonianze di vita e di fede, perché prima delle idee vengono le persone (e le loro esperienze). Non è u n trattato ideologico né una raccolta di indicazioni operative. È uno strumento di lavoro, onesto ma anche provvisorio, per le comunità cristiane che vogliono coniugare ascolto autentico e pensiero teologico rigoroso. Perché le transidentità rappresentano una sfida che è urgente accogliere e affrontare. Le autrici e gli autori dei diversi contributi sono: Antonio Autiero, Carlo Casalone, Luisa Derouen, Fabrizia Giacobbe, Diego Lasio, Giulia Longoni, Marzia Mauriello, Federico Sandri, Cristina Simonelli. Prefazione di Mimmo Battaglia.
Se la Chiesa come "popolo di Dio" è una delle grandi acquisizioni del concilio Vaticano II, non si può però non rilevare che in quel popolo i laici sono «l'immensa maggioranza» (Evangelii gaudium 102), praticamente il 99,2%, e che non è in causa un puro dato quantitativo. Certo, i laici dei nostri giorni non sono più quelli che hanno respirato la fresca brezza del concilio, partecipando alla fervorosa stagione di rinnovamento che l'evento ha innescato. Si tratta di un popolo variegato e spesso inquieto, sempre meno omogeneo e - soprattutto in Occidente - abituato a esprimersi con una propria autorevolezza su tutte le questioni ecclesiali. L'istanza partecipativa, come mette in evidenza il volume, non ha più niente a che fare con l'affiancamento generoso e subalterno che una volta i "buoni laici" offrivano all'apostolato del clero, perché nel contesto di un'ecclesiologia battesimale si va recuperando con forza la prospettiva di una piena corresponsabilità. Al contempo, dal cammino sinodale in questi anni emerge la necessità di un radicale ripensamento del ruolo delle donne all'interno della Chiesa. E la questione ministeriale, soprattutto per quanto riguarda l'ordinazione di "diacone", si sta rivelando cruciale.
Da sempre l'uomo sogna un cambiamento radicale: un Uomo Nuovo, libero dalle catene dell'egoismo, non schiavo del possesso, capace di vivere l'essenziale e di cercare ciò che vale davvero. Filosofi e pensatori hanno tentato di delinearne il volto, interrogandosi sul mister dell'esistenza sul conflitto interiore tra bene e male. Ma la Rivelazione cristiana conduce oltre ogni ideale umano: l'Uomo Nuovo non è un'utopia morale né un progetto filosofico. È una Persona viva: Gesù Cristo, Sapienza di Dio incarnata, il solo che possa restituire all'uomo la sua autentica grandezza.
La conversione non nasce dallo sforzo volontaristico, ma dalla Grazia, accolta con umiltà e invocata nella preghiera, come fece Salomone: una Sapienza "che viene dall'Alto" pura, pacifica, mite, piena di buoni frutti che si manifesta come amore gratuito, agape, capace di rigenerare il cuore e trasformare la fragilità in occasione di crescita.
Tra le domande più brucianti dell'uomo moderno e la promessa eterna del Vangelo, questo libro è un richiamo forte e misericordioso: rinascere dall'alto, lasciare morire l'uomo vecchio e scoprire la gioia nuova di chi ha incontrato l'Amato.
Il libro inquadra la relazione tra Bibbia e teologia morale, analizzando il funzionamento di alcuni recenti modelli ermeneutici. Nella loro varietà e ricchezza, essi esprimono la fecondità dell'attuale ricerca.
Si propone un percorso in tre capitoli. Nel Capitolo I si presenta la riflessione dell'enciclica Veritatis splendor (1993) di Giovanni Paolo I, studiando in particolare inn. 36-37 e il documento della Pontificia Commissione Biblica, Bibbia e Morale. Le radici bibliche dell'agire morale (2008). Nel Capitolo II vengono analizzati sei modelli a partire dal soggetto: patristico-scolastico; del Comandamento; della legge naturale; della liberazione; della teologia biblica dell'esperienza morale; categorie selettive. Nel Capitolo III vengono studiati sei modelli a partire dal testo ispirato: il modello dell'ermeneutica simbolica; della narrazione; della lettura trasformante; della poetica affettiva; della ricerca dei paradigmi; della triplice via.
In questo volume che segue quelli dedicati all'Inizio del Vangelo, al Discorso della montagna, ai Miracoli di Gesù e alle Parabole di Gesù vengono esaminati quei capitoli del Vangelo di Giovanni che costituiscono un materiale originale rispetto alla narrazione dei sinottici. Ponendosi in chiaro approccio critico nei confronti di insigni biblisti del Novecento, Ilarion segue la concezione secondo cui l'autore del quarto Vangelo sia veramente l'apostolo Giovanni, il discepolo che Gesù amava, ritenendo priva di consistenza ogni altra ipotesi di attribuzione del testo. Quella di Giovanni non è stata una semplice narrazione di avvenimenti di cui è stato testimone oculare, ma in misura molto superiore agli altri evangelisti, egli ha condotto una riflessione teologica su Gesù Cristo, Figlio di Dio. Ilarion fa ampio ricorso ai Padri della Chiesa e agli studi esegetici più raffinati di cui è profondo conoscitore, guidando il lettore alla conoscenza del Cristo giovanneo e offrendo al tempo stesso occasioni di grande riflessione. Prefazione di Rosanna Virgili.
Nell’ambito dell’impegno rivolto alla decifrazione del sacro, vengono percorse in questo volume due piste: la messa a punto della irriducibilità antropologica del sacro, che resiste anche a ogni secolarizzazione della vita civile; la riabilitazione del sacramento cristiano come grazia di una teofania che riapre la vita quotidiana all’affezione di Dio. La prima pista di approfondimento indaga l’universale ambivalenza del "fare sacro", come consacrazione, come sacrificio, che si impone a ogni comunità umana, religiosa o laica che sia. Che cosa deve essere consacrato, ossia salvato a ogni costo, e che cosa deve essere liberamente sacrificato, quando è necessario? La seconda pista mette in luce in quale modo il sacramento cristiano irradia la sapienza e il tocco dell’affezione di Dio su questa ingiunzione, illuminandola con la teofania della parola e dell’azione del Signore, che riscatta l’originaria benedizione della creatura, mai revocata.