Il primo fra i maestri del Ratzinger teologo è senza dubbio il pensatore italo-tedesco Romano Guardini, a cui torna spesso in quasi tutti i suoi scritti. Sono qui pubblicati - e introdotti da Silvano Zucal, curatore dell'Opera Omnia di Guardini - i due testi a lui interamente dedicati. Quella di Guardini è sempre stata per Ratzinger una voce ancora attuale che va resa nuovamente udibile: senza alcuna esitazione scommetteva che la diversità che lo caratterizza, per il diverso destino epocale in cui Guardini ha vissuto, avesse in sé quella "forza dell'incontro" che può ricondurci davanti a noi e in noi stessi.
Perché una riforma missionaria e comunitaria della Chiesa che metta in pratica l'ecclesiologia del popolo di Dio richiede lo sviluppo di un modo sinodale di essere, lavorare, relazionarsi e vivere? Per rispondere a questa e ad altre domande, nella prima parte del libro - intitolata «Pensare la sinodalità» - i due autori presentano le motivazioni per intraprendere il "cammino sinodale", ritornando ai presupposti fondanti dell'ecclesiologia del Vaticano II. Esaminano poi come la Chiesa si costruisce sinodalmente, a livello tanto locale quanto universale, grazie al contributo di diversi attori e soggetti, attraverso relazioni comunicative come l'ascolto, il dialogo, la conversazione, la restituzione. Non evitano, infine, di affrontare le questioni ancora aperte, i nodi problematici, le sfide che emergono a livello di spiritualità, teologia e prassi. La seconda parte del volume - intitolata «Iniziazione alla sinodalità» - offre un momento di analisi concreta e fattiva della realtà a livello di atteggiamenti e resistenze personali e sul piano della vita comunitaria.
L'ascolto delle domande e dei vissuti dei diaconi europei mostra che essi concorrono alla vita della Chiesa senza una sufficiente riconoscibilità. Questo libro ricorda l'urgenza di un «tagliando» della figura del diacono. Se il gruppo di Gesù comprendeva discepoli e seguaci che vivevano delle relazioni diaconali che la Chiesa antica seppe valorizzare, tali modelli entrarono in crisi nella patristica. Questo saggio presenta una proposta seria e attuale sul tema.
Guardini ebbe per tutta la vita una frequentazione assidua del testo biblico, in vista della predicazione nella liturgia, della ricerca teologica e della proposta educativa. I due scritti qui pubblicati per la prima volta in lingua italiana, L'amore nel Nuovo Testamento e La fede nel Nuovo Testamento, testimoniano questo suo accostamento diretto e profondo alla sacra Scrittura, in un'epoca nella quale per i cattolici non era per nulla abituale. Lo sguardo del pensatore tedesco, formatosi alla scuola di Agostino, di Bonaventura e di Pascal, scorge nei testi neotestamentari un filo rosso costante: l'amore.
Che cosa e come vedono gli occhi di coloro che credono? Si crede perché si è visto oppure si vede perché si crede? Con originalità e precisione Rousselot scioglie i nodi e le fatiche nel comporre ed esplorare l'atto di fede nelle sue dimensioni di razionalità e intuizione, libertà e certezza, percezione e decisione. Il saggio "Gli occhi della fede", tradotto in molte lingue, ha ispirato innumerevoli pensatori - da Henri de Lubac, fino a Ratzinger e papa Francesco (enciclica Lumen fidei) - che hanno ripreso la felice metafora della luce della grazia e degli occhi della fede. Un classico della teologia del Novecento che ha influenzato ampiamente la riflessione sulla fede: l'atto di fede emerge nella sua essenza come azione integrale della persona, esperienza di disposizione affettiva e scelta libera trasformate da una relazione d'amore gratuita ed eccedente.
La verità è sotto attacco, la menzogna contro il cristianesimo imperversa, l’odio verso la Chiesa straripa. L’apologetica, cioè la difesa ragionevole e documentata della fede cattolica e della cultura che ne deriva, non è un optional. È dovere di ogni cristiano. Questo "kit di pronto soccorso" contiene oltre 140 "voci" compilate da 36 esperti e preparate per rispondere sempre alle mille falsità che la cultura dominante pervicacemente ripete anche quando non si è esperti del settore. Anima, esistenza di Dio, apparizioni mariane, miracoli, primato di Pietro, aborto, eutanasia, contraccezione, teoria del gender, Medioevo, Crociate, Inquisizione, Illuminismo, Rivoluzione Francese, liberalismo, comunismo, nazionalsocialismo, economia di mercato, catari, Galileo Galilei, Giordano Bruno, Yoga, Zen…
Questo libro pensa teologicamente come reimparare a sentire Dio, chiedendo intelligenza al senso e sensibilità alla ragione. La struttura del volume e gli stili diversi con cui è scritto fanno grande impressione. Le tre parti presentano un ri-orientamento a tre livelli. Anzitutto, nella prima parte, un cambio di paradigma sul piano delle argomentazioni. Questo primo ri-orientamento, che dialoga con una buona parte della teologia fondamentale contemporanea, si apre poi a una seconda parte in cui i passivi di Dio costituiscono l'ossatura di un dire Dio interpretato dal riferimento alla Scrittura e in dialogo serrato con le scienze. La sequenza dei passivi è singolarmente efficace: Dio desiderato, Dio intuito, Dio scoperto, Dio detto, Dio chiamato, Dio contraddetto, Dio amato. In questo percorso, accidentato e stupendo, tormentoso e consolante, nasce per gli umani l'accesso alla libertà. Proprio nello spazio dischiuso dalle prime due parti si colloca la terza parte (Della relazione non-duale con Dio): qui Dio è proposto come “lontano-vicinanza”, come unione di distacco e comunione, di desiderio e timore, di amore e morte. Il senso di equilibrata misura che il libro sa comunicare nel dare voce controllata e credibile alla smisuratezza incontrollabile di Dio – perché "sbagliarsi su Dio è un dramma", come afferma Turoldo – è forse la sua virtù più brillante e la sua nota più squillante (dalla Prefazione di Andrea Grillo).
Fulton Sheen ci invita a varcare la soglia della Chiesa intesa come mera istituzione e a riconoscere la sua vera, sublime natura: essere il Corpo Mistico di Cristo. Non si tratta solo di una dottrina, ma della realtà spirituale che definisce ogni credente. Questo libro è un invito a riscoprire chi siamo realmente in Cristo e a trasformare la nostra fede in una vera e propria mistica quotidiana. "Il Corpo Mistico di Cristo" (scritto nel 1935) è considerata una delle opere fondamentali e centrali nella vasta produzione teologica e spirituale dell’Arcivescovo Fulton Sheen. Funge da ponte tra la teologia classica e una spiritualità più accessibile e applicabile, un marchio distintivo del ministero di Sheen. Esso ha anticipato e contribuito a preparare il terreno per i temi che sarebbero stati cruciali nel Concilio Vaticano II, in particolare la profonda ecclesiologia. Ci apre le porte per entrare nel cuore della teologia e della spiritualità di uno dei più grandi maestri del XX secolo.
«Tra voi però non sia così». Sono le parole che Gesù rivolge ai suoi discepoli in cerca di posti di prestigio, dalle quali bisogna sempre partire quando si parla di potere nella Chiesa. Di per sé, nota l’autore di questo libro, la questione del potere non è un tema caratterizzante l’esperienza cristiana né una situazione che definisce il compito e lo stile della Chiesa. Detto ciò, alcuni però nella Chiesa sono chiamati a delle responsabilità, ad esercitare l’autorità sugli altri. Come devono farlo? Quali caratteristiche deve avere questo loro potere? A tali domande vuole rispondere il presente volume. Lo fa innanzitutto presentando come il Padre, Gesù e lo Spirito Santo esercitano la loro forza e potenza. Definisce poi, sulla base dell’insegnamento della Sacra Scrittura, come i cristiani e la Chiesa debbano esercitare il potere. Si sofferma inoltre su quegli aspetti dell’esercizio malato del potere, quali la ricerca di denaro, il carrierismo, il clericalismo, gli abusi di coscienza e sessuali. Infine, propone alcuni atteggiamenti che possono salvaguardare il potere da ogni tratto di dominio e renderlo strumento di servizio e di valorizzazione delle persone: vigilare sul proprio cuore, camminare insieme, essere miti, umili, avere empatia e compassione, sapersi indignare. Il tema del potere condiziona le relazioni fra le persone a tutti i livelli: queste pagine si rivolgono quindi a tutti coloro che entrano in rapporto con gli altri.
Alle voci di questo dizionario hanno partecipato circa settanta biblisti e studiosi di diverse discipline teologiche. L’obiettivo è quello di coniugare il rigore dell’esegesi con un approccio di carattere divulgativo, attento anche al lettore meno abituato al linguaggio teologico. Il dizionario prende in considerazione un numero molto ampio di voci, selezionate perché determinanti per la teologia biblica. Ogni voce offre un’aggiornata bibliografia e un approfondimento dei passi biblici più significativi, sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento. I diversi riferimenti biblici accompagnano chi legge alla meditazione e alla frequentazione della parola di Dio, rispettando un criterio classico dell’esegesi biblica: la Bibbia si comprende con la Bibbia. Consulenza teologica di Alessia Brombin e Maurizio Buioni
Un'analisi sulle origini concettuali e l'ambiente in cui nacque "La colonna e il fondamento della verità", l'opera principale di Pavel Florenskij, uno dei più grandi teologi del XX secolo; seguendolo, Paolo Polesana ci guida verso quella "concezione globale del mondo" che Florenskij, alla vigilia della rivoluzione russa, aveva intuito come la grande sfida gettata al pensiero e agli uomini del suo tempo, una sfida che resta aperta anche oggi nel nostro mondo privo di unità. Con acume critico e metodologia (utilizzando materiali d'archivio e sfruttando una bibliografia imponente), l'autore ci introduce in un mondo nel quale la ricerca della verità era questione di vita, da affrontare con rigore assoluto, senza dimenticare però le urgenze del mondo; così, accanto all'approfondimento di un ambiente in cui le ricerche teoretiche diventavano ogni giorno più ricche e complesse (fino ad aprire una stagione intellettuale che tuttora richiama l'attenzione di filosofi e teologi), siamo posti di fronte a un pensatore che non si sottraeva all'impegno civile (fino ad assumere posizioni di netta condanna del regime zarista) e iniziava anche un'attività di paternità spirituale preziosa, travolta poi dalle persecuzioni sovietiche.