Il libro si apre sulla città di Millsborough. Una città povera, fatta di sobborghi desolati, circondati dalla brughiera dove si ergono le poche case nobiliari e benestanti. Una città industriale senza futuro, ma anche con un passato mistico fatto di leggende come quella di San Aldice e di nobili di buon cuore. È in questa città che nasce e vive la sua esistenza Anthony. Ragazzo di famiglia povera, ma con un destino radioso. Quella di Anthony John, sin dalla tenera età, è una scalata inarrestabile verso la cime e verso il potere, in cui intuizioni imprenditoriali e Dio si mescolano insieme senza sosta, come a dimostrare che capitalismo e religione sono due facce della stessa medaglia. Anthony crescerà e studierà, avrà amici potenti, grandi amori inaspettati e costruirà un futuro basato sulla sua infallibilità affaristica tanto da rimodellare Millsborough per sempre.
Questo libro parla di noi, persone connesse tramite i social network con le parole, forse lo strumento più immediato e potente che abbiamo a disposizione in quanto esseri umani. Eppure, spesso le usiamo in maniera frettolosa e superficiale, senza valutarne le conseguenze. Poiché le possibilità di fraintendimenti, ostilità e interpretazioni distorte dei fatti sono massime laddove non possiamo guardarci in faccia, in rete e in particolare sui social network le parole che scegliamo hanno un peso maggiore, su di noi e su chi ci sta attorno. Infatti oggi la comunicazione sul web appare avvelenata dal bullismo, dalle notizie false e dai continui conflitti. Ci sentiamo intrappolati dall'odio, dalla paura e dalla diffidenza. La verità è che siamo diventati iperconnessi, viviamo contemporaneamente offline e online ed è una condizione complessa, che occorre imparare a gestire. Non esistono formule magiche ma, nel suo piccolo, ciascuno di noi può fare la differenza, curando con più attenzione il modo in cui vive - e quindi parla - in rete: di sé, di ciò che accade, degli altri e con gli altri. La nostra vita interconnessa non dipende, in ultima istanza, dagli strumenti e dagli algoritmi, e nemmeno dai proprietari delle piattaforme: sta a noi scegliere chi siamo e cosa vogliamo in rete. Una sociolinguista e un filosofo della comunicazione, esperti naviganti della rete, ci indicano una delle strade da percorrere per vivere in modo finalmente libero le ricchezze che il web e i social ci offrono: imparando a padroneggiarli senza lasciarcene schiacciare, a decifrarne i messaggi senza farci manipolare, a capire e farci capire attraverso una scelta accorta e consapevole delle parole.
Leggendo queste venticinque interviste, insieme alle precedenti cinquanta, si ha la percezione che la poesia, come un’araba fenice, abbia la capacità di sorgere, e di risorgere, nelle situazioni, nei tempi e nelle latitudini più diverse e incredibili. Può accadere che dalla assurda esperienza di Auschwitz, dopo la quale, secondo Adorno, non poteva più nascere poesia, nascano i versi straordinari di Todesfuge di Paul Celan; che i rigori del lungo inverno russo suscitino onde di grande poesia; che la guerra, e le sue tragedie, ispirino la poesia di Trakl o quella di Quasimodo; che la lotta di liberazione infiammi l’animo di Darwish; che gli amori e le passioni scaldino i cuori di Byron e della Sexton, della Barrett Browning come di Machado; che il dolore cupo si annidi nell’animo di Esenin come in quello della Rosselli; o che l’ironia e il sarcasmo muovano le pagine, diversissime, di Brecht o della Menicanti.
Incontri con:
Ingeborg Bachmann
Elizabeth Barrett Browning
Andrej Belyj
Bertolt Brecht
Iosif Brodskij
Emily Brontë
George Gordon Byron
Giorgio Caproni
Paul Celan
Velimir Chlebnikov
Mahmoud Darwish
Sergej Esenin
Nikolaj Gumilëv
Attila Jozsef
John Keats
Antonio Machado
Daria Menicanti
Boris Pasternak
Salvatore Quasimodo
Ghiannis Ritsos
Amelia Rosselli
Anne Sexton
Percy Bisshe Shelley
Georg Trakl
Walt Whitman
Nella stesura di questo lavoro c’è un solo punto di partenza: lo sguardo, sempre diverso ma vivo, di tanti bambini, giovani e adulti eredi di una o più culture in movimento nel Belpaese. Un transito di culture, questo, che produce inizialmente un senso di “stranierità”, il primo step di un processo in cui l’entrare in contatto con una persona di cultura straniera, sconosciuta, diversa, obbliga al “confronto/scontro” tra menti diverse.
I disagi che ciò comporta coinvolgono tutti (autoctoni, vecchi e nuovi arrivati), senza alcuna distinzione di sorta (studenti, dirigente, insegnanti, personale ausiliario, amministrativo, esperti esterni, incluso lo stesso mediatore interculturale).
Quanto accade nella Scuola, dunque, non è altro che lo specchio fedele di ciò che avviene fuori, nella vita di tutti i giorni.
Le nostre radici culturali, che devono pur restare quale tratto distintivo dell’identità di ciascun individuo, dovrebbero essere considerate una delle tante sfumature di una tavolozza di colori da cui tutta la collettività possa attingere e trarne giovamento, con l’obiettivo di cogliere il meglio di ogni cultura per una società interconnessa in cui ognuno possa occupare un posto, rivestire una funzione, quella più consona alle proprie caratteristiche, attitudini ed esperienze, per la realizzazione del bene comune. Meglio, quindi, educare alle sfumature, alla pluralità, insegnare che nelle diversità c’è più gusto.
Il metodo proposto in queste pagine, adottato e sperimentato dall’autrice, è da intendersi come un preparare il terreno a diventare fertile in una realtà sempre più plurale, a misura di differenze e in un mondo così “networkizzato” come quello di oggi, dove i confini spazio-temporali stanno scomparendo.
Perché nella mediazione interculturale ciò che conta non è il risultato, come dall’alto di una cattedra ci hanno insegnato, ma quello che accade proprio dal basso, in maniera orizzontale; appunto, tra i banchi di scuola.
Come intendere oggi il mercato e l'impresa in un contesto economico che presenta elementi di contraddittorietà? Le origini etico-religiose del nostro sistema economico conservano ancora una propria forza di fronte a un mercato che appare segnato dalla regola del profitto? Quali sono oggi le alternative possibili alla costruzione di un mercato che sia anche luogo di relazioni umane dove sia tutelata la dignità della persona umana nei suoi diritti e libertà fondamentali? Il mercato è un luogo senza morale regolato solo da leggi tecniche? Qual è la mission delle religioni? La realtà offre percorsi alternativi (orientati da valori umani assoluti e non contrattabili, dai valori religiosi), che mostrano una forza intrinseca positiva e una capacità di fare sistema di cui il legislatore, sia pure con fatica e ritardo, comincia a prendere atto. Le alternative proponibili per un mercato diverso e meno rigido e per un modo diverso di fare impresa appartengono a un complesso e ricco movimento umanista, crescente nonostante gli ostacoli, nel quale si inseriscono le riflessioni contenute in questo studio.
Sommario
3 Editoriale Lorenzo Bertocchi
6 In bacheca
7 Timonieri
8 Chiesa
9 Rassegna stampa
10 Quelli che… hanno scelto l’Opzione AA. VV.
10 Tipi loschi e Casa Betlemme Raffaella Frullone
12 Domus e Familiaris consortio Andrea Zambrano
14 Cometa e Comunità Figli di Dio Ermes Dovico
16 Una regola di vita Luisella Scrosati
18 Primo passo verso il Cielo Costanza Miriano
20 Autopsia sui santi Marco Respinti
23 Asia Bibi - A morte per un po' d'acqua Marta Petrosillo
26 Le crociate di Ungheria Rino Cammilleri
28 Pillole di apologetica Gianpaolo Barra
41 Cadono gli imperi Vincenzo Sansonetti
44 Il confessionale di san Carlo Andrea Cionci
46 Gli effetti delle nozze gay Tommaso Scandroglio
48 Vivere la volontà di Dio - Luisa Piccarreta Francesca Pannuti
50 Mons. Alessandro Maggiolini Daniele Premoli
52 Conformismo a ritmo rap Luigi Piras
54 Parole proibite Andrea Zambrano
55 Verità e democrazia Giacomo Samek Lodovici
58 Biblioteca Vincenzo Sansonetti
59 Gli Incredibili 2 Armando Fumagalli
60 In ginocchio davanti a Dio Aurelio Porfiri
61 Catechismo Stefano Biavaschi
61 Il Magistero Claudio Crescimanno
62 Don Camillo sul crinale - Prediche corte Lorenzo Bertocchi
63 Casta meretrix, ma non troppo Andrea Zambrano
Dossier
Ci stanno rubando l’anima AA. VV.
Lo strapotere digitale Benedetta Frigerio
Trasformazione tecno-liquida in atto
Politica e educazione devono porsi il problema Lorenzo Bertocchi
Aggrappati al reale Vincente Nagle
Non cadere in trappola Padre Serafino Tognetti
El Señor recoge una parte de sus homilías, aquéllas que versa sobre la persona y la actividad de Jesús. Con palabras iluminadas por un certero instinto sobrenatural, busca Guardini contemplar al Señor, admirar su talante para acogerlo como Salvador. De esa intención nacen reflexiones llenas de naturalidad y de solidez teológica, que bosquejan atractivos perfiles de la personalidad de Jesús. “Romano Guardini vivió intensamente su vida sacerdotal y la tarea apostólica que implica”. Así comienza la espléndida introducción de Alfonso López Quintás que abre la edición que ahora presentamos. El mismo lector podrá comprobar que el libro que tiene en sus manos es un excelente testimonio de tales palabras.
“Unde nihil”? Riallacciandosi alla “magna quaestio” che scuote e anima il filosofare, il volume raccoglie quattro studi che indagano il rapporto tra l'onnipotenza divina e la filosofia del linguaggio, nell'alveo della riflessione medievale. Il primo è dedicato alla riproposizione dell'aporetica del nulla da parte di Fredegiso di Tours e all'analisi del tentativo anselmiano di recuperare l'argomentazione di Agostino. Il secondo intende mostrare come il realismo linguistico di Fredegiso di Tours offra la più salda fondazione alla trattazione dell'onnipotenza divina esposta da Pier Damiani. Il terzo e il quarto approfondiscono gli stessi temi nella filosofia di Guglielmo da Ockham e di Nicola di Autrecourt, nelle cui speculazioni si affaccia con sempre maggior vigore una gnoseologia scettica: un'epistemologia che vede nel linguaggio non più il mezzo privilegiato di accesso alla conoscenza di Dio, bensì una trappola insidiosa per i vaniloqui di quelli che Vico definirà, causticamente, i “dotti boriosi”.
Magnificat es una publicación mensual. Contiene los textos de la misa diaria, meditaciones de grandes autores espirituales de todos los tiempos y la oración de la mañana y de la tarde inspiradas en la Liturgia de las Horas.
Cada mes encontraras también biografías de santos, artículos sobre temas litúrgicos, bíblicos y espirituales de destacados escritores contemporáneos, la oración de la noche, himnos para orar y la explicación de una destacada obra del arte cristiano
La vida es una serie interminable de inicios. Volver a empezar, en ocasiones, parece difícil. Además, tras un fracaso o una dura prueba, se puede llegar a pensar que recomenzar es ya imposible. Este libro demuestra exactamente lo contrario: recomenzar es posible, siempre. Es cierto que no es fácil, pues se trata de un arte que exige humildad y unos pies que caminen en la realidad. Rosini introduce al lector en este arte, y lo hace con un recorrido existencial y espiritual de regeneración y discernimiento, siguiendo los seis días del relato de la creación. Se conjuga así la Palabra de Dios con nuestra propia vida, que a menudo necesita una nueva creación que reconstruya la propia existencia.
Fabio Rosini (Roma, 1961) es sacerdote y licenciado en Sagrada Escritura por el Pontificio Instituto Bíblico. Actualmente dirige la pastoral para las vocaciones en la diócesis de Roma. Ha sido capellán de la RAI, e iniciador de un proyecto de catequesis sobre los Diez Mandamientos, de honda difusión, también internacional. Desde hace más de diez años comenta regularmente el Evangelio dominical en la Radio Vaticana
«Aun cuando la tarea parece difícil, los recursos resultan insuficientes y los grandes obstáculos demasiado grandes, les hará bien recordar que el suyo es un trabajo santo (). El Espíritu Santo está presente allí donde se proclama el nombre de Cristo. Él está en medio de nosotros cada vez que en la oración elevamos el corazón y la mente a Dios. Él les dará la luz y la fuerza que necesitan ». Papa Francisco