Preparati per un incredibile viaggio intorno al mondo, per visitare ogni Paese - dall'Afghanistan allo Zimbabwe - e scoprire cosa lo rende unico. Esplorerai montagne, deserti, foreste, fiumi e città; meraviglie naturali o frutto dell'ingegno umano. Un'immersione totale nella vita dei popoli che abitano il nostro pianeta, per sapere come vivono e conoscerne tradizioni, arte, cucina, storia... Un volume che raccoglie più di 1.000 immagini, tantissime informazioni e curiosità. Fai la valigia e parti per la più affascinante delle avventure! Età di lettura: da 7 anni.
Chi è il barbone arrivato moribondo sul tavolo di un macellaio il 16 aprile 1783? La gente lo chiama subito santo, le alte sfere parlano di superstizione. È Benedetto Giuseppe Labre, un giovane francese cacciato da ogni convento a cui si è presentato come postulante, che ha tuttavia trovato Dio per le strade del mondo. Vive di elemosina, che distribuisce ai più poveri, gira come pellegrino per l'Europa, macina a piedi centinaia di chilometri e finisce a Roma sotto gli archi del Colosseo. Un clochard, ma quando prega diventa simile a Cristo, anche se non lo sa.
I sette sacramenti della Chiesa Cattolica, hanno un potere, ma lo conosciamo davvero? Scott Hann mostra come le alleanze di Dio, con Adamo, Noè, Abramo, Mosè e Davide, siano diventate le forze trainanti della storia. Quando Gesù venne per adempiere a tutte queste alleanze con il suo sacrificio ne stabilì una nuova, con un potere più grande che mai. Questo potere è contenuto nei sacramenti. In queste pagine scopriamo la loro dottrina, la loro storia, i loro simboli e i loro rituali. Nei sacramenti c'è la più intima connessione tra parole sacre e azione umana, promesse e impegno. In essi l'uomo entra nella nuova alleanza e si impegna con Dio. Restare fedeli a queste promesse non riguarda solo il destino della vita di ognuno, ma anche quella dei popoli. Scott Hann (1957), teologo autore di best seller negli Stati Uniti, è una delle voci più influenti del mondo cattolico americano. La sua conversione al cattolicesimo è stata raccontata nel suo libro Rome Sweet Home, divenuto un caso editoriale internazionale.
Encuadernación en tapa dura, geltex estampado a dos colores, cantos blancos. 2.848 páginas, formato 15x21, impreso en papel biblia ahuesado de 30 gr/m
In questo saggio l'autore propone quei criteri razionali di discernimento che consentono a quanti si accostano alla filosofia di utilizzare al meglio le risorse intellettuali che essa sempre fornisce.
Il disco, che arriva a sei anni di distanza dall’ultimo lavoro in studio “Il Rovo e la Rosa”, è ispirato all’opera originale di Hildegard von Bingen (Santa e Dottore della Chiesa, che fu mistica e poeta, musicista, filologa ed erborista), come questo pezzo, caratterizzato da musiche di Angelo Branduardi e Fabio Valdemarin e testi di Luisa Zappa.
Come si evince dal titolo, in questo progetto viene cantata la spiritualità e nel primissimo anticipo, l’anima, esortata dalla Virtù, riuscirà a non cedere al diavolo tentatore, che promette di realizzare tutti i desideri a coloro i quali faranno la sua volontà.
Pubblicato per la prima volta nel Regno Unito nel 1976, "Il gene egoista" ha modificato drasticamente il modo con cui gli scienziati - ma anche i non "addetti ai lavori" - leggono la storia dell'evoluzione. Il nocciolo centrale del saggio è oggi parte fondante dell'insegnamento della biologia in tutto il mondo, una logica derivazione del darwinismo che ha scelto di cambiare prospettiva, concentrandosi non sul singolo organismo ma osservando la natura dal punto di vista del gene. La deduzione scientifica è, per dirla con l'immaginifico linguaggio dell'autore, che noi siamo «macchine da sopravvivenza, robot semoventi programmati ciecamente per conservare quelle molecole egoiste note sotto il nome di geni». Rivolto a tre tipi di lettori - il profano, lo studente, l'esperto -, questo libro è pensato per stimolare con ironia l'intelligenza di chiunque si chieda qual è il posto dell'uomo nell'universo. Un saggio imprescindibile che riesce a semplificare e rendere accessibili complicati concetti scientifici, senza che ne vada perduta la sorprendente essenza.
L'esaltazione dell'estetica della fede, che al tempo dei primi scritti raccolti in questo volume non esisteva proprio, nonostante Han Urs von Balthasar, è improvvisamente diventata di gran moda. L'improvvisazione non è sempre garanzia di creatività. Di fatto, la conversione teologica di massa alla bellezza che ci salva, che torna romanticamente a concentrarsi intorno alla spiritualità dell'arte, chiede di essere liberata da molti equivoci. Il filo della esplorazione dedicata alla radicalità dell'estetica teologica - non ancora conclusa - si dipana fin dall'inizio sulle tracce di una solida fenomenologia della sensibilità spirituale (di cui l'arte è soltanto uno degli effetti). Il suo obiettivo finale - decisamente in controtendenza - è l'approdo a un'ontologia dell'essere-spiritualmente-sensibile, che istituisce il misterioso piano del Reale che precede quello stesso dell'Essere assoluto. Questo Reale, oggetto estetico e drammatico del desiderio, è l'oggetto rivelato, della parola biblica della creazione di Dio ("dal nulla") e della parola evangelica sulla generazione in Dio ("vita trinitaria"). La crisi attuale del pensiero occidentale è la crisi - finalmente arrivata! - di una metafisica perfettamente anaffettiva, incapace di estrarre pensiero e fede dalla bellezza, perché inadeguato all'estetica e alla drammatica dell'affezione di Dio e in Dio per l'umana creatura. Ricomporre nel grembo dell'ontologia affettiva l'esperienza della teofania (il sacramento cristiano) e l'immaginazione del sacro (l'arte religiosa) è oggi la sfida posta alla ricerca di un cristianesimo all'altezza della sua rivelazione.
Tra le più importanti matrici intellettuali dell'Europa L'eredità romana non consiste solo in grandi monumenti, anfiteatri, acquedotti o strade, ma soprattutto nel suo diritto, un contributo originale, da cui si sviluppò la scienza giuridica, ancora oggi una grammatica condivisa, trama e ordito delle società e del potere. Essa si dispiega dall'universo medievale, il suo apogeo, alla rivoluzione americana e francese, al trionfo del capitalismo borghese fino al primo Novecento. Da Roma e Bisanzio (con Giustiniano), a Bologna, la prima facoltà di diritto, che lo diffuse in tutta l'Europa cristiana, il diritto romano è rimasto la principale fonte d'ispirazione dell'Europa continentale, dalla Francia di Napoleone alla Germania, dove ha vissuto una ennesima giovinezza nella temperie romantica della scuola storica di von Savigny.
Chiunque abbia un po' di familiarità con la teologia e con la dottrina cristiana sa che Gesù è il nostro salvatore perché "con la sua santa Croce ha redento il mondo" (CCC 2669). Negli ultimi decenni, però, è maturata la convinzione che la nostra salvezza sia frutto dell'intera vita di Cristo, che ogni suo atto sia redentore e abbia valore salvifico. Ma qual è esattamente il legame che intercorre tra gli atti di Gesù e la salvezza umana? E più ancora, come intendere gli atti umani di Cristo? Come pensare la sua conoscenza e la sua libertà? Gesù è il Verbo incarnato, il Rivelatore inviato dal Padre per instaurare il Regno dei cieli. Il suo "mondo interiore", quindi, deve essere in qualche modo singolare ed eccelso. Egli, però, è anche vero uomo, è uno di noi, e la sua interiorità non è avulsa dalla condizione storica, incarnata, né è esente dai processi di maturazione e di sviluppo propri di ogni essere umano. Eternità e temporalità, storicità e trascendenza si incontrano e coesistono in ogni atto di Gesù. Il presente volume, nato in ambito accademico, intende proporre una trattazione sintetica e alcuni spunti di riflessione sugli aspetti essenziali di questi interessanti e complessi temi cristologici, e offrire un contributo all'ormai antico dialogo teologico su di essi.
«La mia anima ha sete di Dio - del Dio vivente - quando verrò, e vedrò il volto di Dio?» (Sal 42-43). Questa domanda apre il secondo libro del Salterio (Sal 42-72) e lo caratterizza in profondo nel segno di «libro degli esilii» - dove il problema di chi prega non è più soprattutto e soltanto ?esterno', costituito dagli avversari del giusto, ma piuttosto personale e interiore, focalizzato dal rapporto - diventato sempre più difficile e impegnativo - tra Dio e l'orante, che ne è l'anima più viva e più vera, lungo tutti i suoi diversi tornanti. Su questo tema le voci di esperti biblisti offrono una sorta di ?piccola grammatica della preghiera' di chi fatica a trovare la relazione con Dio, non ne coglie le tracce nella propria vita, se ne sente distante, talvolta come abbandonato. Muovendo dalla coppia dei salmi iniziali - «Tristezza dell'anima e sete di Dio» (Sal 42-43, R. Vignolo), «Quando Dio si dimentica di noi» (Sal 44, F. Dalla Vecchia) -, viene valorizzato il luminoso esito finale del percorso, raggiunto nel Sal 72, espressione della migliore speranza messianica degli afflitti e dei miseri («Il regno del Messia», G. Barbiero). Tra l'inizio e la fine del secondo libro dei Salmi, spiccano tre tappe del cammino, centrate su «Sapienza di vita e speranza in Dio» (Sal 49, P. Bovati), sulla sete di Dio (Sal 63: «Il tuo amore vale più della vita», L. Invernizzi) e infine sul Sal 68 («Una casa dona Dio ai solitari», M.I. Angelini), un salmo di speciale importanza per la tradizione monastica, che lo ha sentito particolarmente appropriato.