Allevato ed educato dalla nonna Caterina II, Alessandro trascorre l'infanzia nella corte russa. La precoce passione per il teatro diventerà una costante della sua vita: reciterà la parte di progressista a tal punto che il suo avvento al trono verrà salutato come l'esaudimento di ogni speranza in un futuro migliore e finalmente giusto. Dopo il disastro napoleonico in Russia, Alessandro si considera investito di una missione: distruggere lo spirito del male incarnato da tutti i rivoluzionari. Nasce così la Santa Alleanza, contro i fautori del nuovo cambiamento. Il libro è la storia di una involuzione politica e culturale e di un uomo dalla psicologia molto complessa.
Yoram Kaniuk racconta la storia di Yossi Harel, il comandante dell'Exodus, una delle quattro navi che, tra il 1945 e il 1948, tentarono di portare in Palestina circa ventiquattromila ebrei sopravvissuti all'Olocausto, sfidando il divieto inglese di introdurre profughi in quella terra che era sotto il mandato britannico. Ma l'Exodus fu attaccata dai soldati inglesi e costretta a far rotta verso Amburgo, i suoi passeggeri furono ammassati in campi di internamento e solo con la fine del mandato britannico poterono tornare in Palestina.
Un grande studioso della cultura russa delienea la figura dello Zar Pietro il Grande. Ne emerge il ritratto di un uomo che volle modernizzare la Russia del XVII secolo, recuperando la sua millenaria arretratezza e contaminandone l'universo sociale e culturale con la modernità delle idee che spiravano dall'Occidente. Questo monarca fu lungimirante, determinato, geniale. Da solo, riuscì a trasformare il più grande impero del mondo. Fra le sue molte virtù non annoverò però la più importante: l'umanità. Brutale nei piaceri, feroce nei costumi, barbaro nelle vendette, "civilizzò i suoi popoli ed era selvaggio".
"Una ricostruzione avvincente che permette di conoscere la vita quotidiana e quella scientifica del Seicento, sospesa tra magia e scienza, tra la nascente chimica e l'alchimia, tra ciarlataneria e dottrina." (Giovanni Santambrogio,"Il Sole 24 Ore") Giorgio Cosmacini, medico, laureato in filosofia, insegna Storia della sanità nell'Università statale di Milano e Storia della medicina nell'Università Vita-Salute dell'Istituto Scientifico H. San Raffaele di Milano.
Napoleone Bonaparte, ufficiale del re, ribelle corso, generale rivoluzionario, imperatore dei francesi, re dell'Isola d'Elba, di nuovo imperatore dei francesi e infine prigioniero degli inglesi a Sant'Elena è stato protagonista di 20 puntate del programma radiofonico "Alle otto della sera". Questa è la trascrizione del racconto della vita di Napoleone fatto per Radio2 da Sergio Valzania, con un punto di vista che privilegia l'avventura militare e quella personale del geniale personaggio rispetto agli eventi economici e sociali degli anni di passaggio fra il XVIII e il XIX sec. Valzania descrive le grandi battaglie, le campagne, i momenti eroici e dolorosi, gli amori e le amicizie di un uomo che si impadronì del potere su tutta l'Europa Continentale.
Quando salì al trono, alla fine del '600, la Russia era ancora immersa in un profondo Medioevo. Pietro riuscì a trasformarla in una grande potenza europea, fondò città (una fra tutte San Pietroburgo), rinnovò l'esercito, sconfisse gli eterni nemici svedesi guidati da Carlo XII, 'l'invincibile', creò una marina con il sogno di affacciarsi sui 'mari caldi' del Mediterraneo... Mai la Russia conobbe uno zar e un politico pari a lui. Questo libro ne narra le gesta.
Chi è Vladimir Putin? Chi è l'ex spia del KGB che in modo imprevedibile, quasi all'improvviso, è diventato presidente della Russia postcomunista? In questo libro-confessione il nuovo leader russo si racconta per la prima volta al pubblico occidentale, ripercorrendo l'intera sua vita dagli anni di scuola all'ingresso nel partito comunista, dall'attività di agente segreto nella Germania orientale ai discussi rapporti con la famiglia Eltsin e all'elezione a presidente. Ne emerge l'inedito ritratto di un uomo e di un politico ancora poco conosciuto in Italia, che si trova oggi a guidare una Russia dal presente travagliato e dal futuro incerto.
Nessun uomo politico del Novecento ha inciso più di Mussolini sulla memoria storica e sull'immaginario, privato e pubblico degli italiani, condizionando il loro legame con il passato. Il rapporto di Mussolini con l'identità italiana sembra essere, ancora oggi, tutt'altro che risolto, sebbene siano trascorsi più di cinquant'anni dalla sua morte e si viva in un clima nel quale le divisioni del dopoguerra sono andate via via smorzandosi.