Quando si parla di vita morale si pensa in genere a qualcosa di piuttosto noioso che richiede di conformarsi a precetti astratti e poco comprensibili. Per un cristiano, invece, la vita morale dovrebbe essere intesa come un’avventura avvincente in cui si mette in gioco il senso della propria vita e della testimonianza a Dio. La vita morale è insieme desiderio di pienezza e obbedienza a una chiamata, è compimento della libertà e cammino al seguito di Cristo.
Questo libro prende le mosse dalla domanda del giovane ricco che chiede a Gesù che cosa si deve fare per avere la vita eterna. È la domanda di ogni uomo, è la domanda morale fondamentale. Gesù risponde chiamando in causa prima i comandamenti e poi l’invito a seguirlo. Dall’analisi del senso della legge si passa quindi alla relazione essenziale dell’uomo con Cristo e all’invito a realizzare il bene nella nostra vita. Quando non lo realizziamo ci allontaniamo da Dio e siamo invitati a ritornare alla casa paterna. Questa casa è il luogo in cui si sperimenta la vera libertà, la vita da figli, caratterizzata da fede, speranza e carità.
Età di lettura: da 6 anni.
Santo mancato e arcieretico perseguitato tanto dai cattolici quanto dai protestanti, Bernardino Ochino fu protagonista tra i più celebri e controversi della crisi religiosa del Cinquecento, di cui attraversò le diverse fasi sperimentando sulla propria pelle gli entusiasmi, ma anche l'asprezza delle polemiche e la durezza degli scontri prodotti dalla Riforma. Nel suo inquieto peregrinare per le lande di un'Europa lacerata dalle guerre di religione e dalle divisioni confessionali, il Senese dovette inventarsi continuamente nuove identità per sopravvivere e sperare di realizzare l'ideale di una libera predicazione del Vangelo, cui si votò sin dagli anni della professione religiosa tra i francescani di Siena. Ricordato dalla storiografia come uno di quegli spiriti liberi e ribelli a ogni forma di comunione ecclesiastica, che, contestando la crescente intolleranza di Roma e delle nuove Chiese riformate, avviarono la moderna riflessione sulla libertà di coscienza, in realtà Ochino giunse a schierarsi apertamente per gli ideali dell'anticonformismo e del radicalismo religioso soltanto al termine di un lungo e complesso percorso biografico, che presenta ancora molti punti oscuri. Il libro ne ricostruisce con l'aiuto di documenti inediti o poco noti il primo tratto, gettando nuova luce sulle molte questioni irrisolte relative agli anni della formazione, al periodo decisivo della predicazione in abito cappuccino (1535-42) e infine ai primi anni dell'esilio religionis causa trascorsi a Ginevra e ad Augusta (1542-47), durante i quali Ochino tentò di farsi ispiratore di una Riforma italiana sostenuta dai principi e dalle città più insofferenti al potere temporale di un pontefice che anche il Senese, come Lutero e i francescani spirituali del Medioevo, giunse infine a identificare con l'Anticristo.
Lo scopo di questo volume è di ampliare le conoscenze sull’attività di governo svolta da Aldo Moro e di rinnovare l’immagine pubblica che di lui si è, spesso in modo incompleto, costruita. In queste pagine vengono quindi ricomposti i molteplici impegni politici della sua vita, tragicamente spezzata dalla follia terrorista, rivolgendo la giusta attenzione anche alla sua ricca spiritualità. Moro è stato l’«uomo della possibilità», colui che ha esplorato con intelligenza la direzione delle correnti profonde della società, non solo italiana, e, per quanto possibile, ha cercato di canalizzarle all’interno dell’evoluzione democratica del Paese. Il complesso dei saggi qui proposti rappresenta quindi uno strumento prezioso, con la consapevolezza che non è affatto facile, per la densità della sua riflessione culturale e politica e per le diverse esperienze che ne costituiscono la vita, esaminare l’opera di un politico del calibro di Aldo Moro, la cui identità, tra l’altro, è difficilmente omologabile a quella del ceto dirigente della sua epoca.
Ciascuno, il più distante dalla fede come il più fervido credente, si è senza dubbio interrogato sulla veridicità delle apparizioni della Madonna a Medjugorje, che si susseguono ininterrotte dal lontano 1981, fra le tematiche più delicate che hanno suscitato non poco scompiglio dentro e fuori le mura vaticane e su cui la Chiesa cattolica tuttora si esprime con cautela. Fin da principio convinto della totale sincerità dei veggenti è padre Gabriele Amorth, esorcista tra i più agguerriti nella lotta al Maligno e anche fine mariologo, devoto alla Vergine, uno dei primi a recarsi a più riprese nella cittadina bosniaca, mischiandosi alle folle di migliaia di pellegrini. Questo libro raccoglie le catechesi predicate dal sacerdote paolino in una serie di incontri mensili tenuti in una parrocchia romana, e dedicati proprio ai messaggi trasmessi durante le apparizioni. Ripercorrono temi religiosi e di attualità, intimi e collettivi, fra terra e cielo: la paura e la misericordia, l'immigrazione e le guerre, il perdono e la preghiera, il peccato e il tempo. In un mondo in crisi, si può ancora lasciarsi stupire e mettere in discussione da questi instancabili appelli di Maria alla pace, alla fratellanza, alla speranza, all'amore - trasposti e tradotti con semplicità nel quotidiano delle nostre vite, per scuotere le coscienze e sconfiggere il male, senza piegarsi alle sue seduzioni. Una lettura che è anche occasione per scoprire un padre Amorth forse meno conosciuto, ma certo non meno intenso: un uomo saldo nella fede che si è posto in ascolto e in cammino, prima di mettersi con coraggio al servizio del bene nelle lotte di liberazione degli esorcismi e nell'attività pastorale. Un invito per tutti alla meditazione e alla crescita spirituale, se non alla conversione, del cuore.
Al ventiduesimo piano di un condominio di periferia vive un vecchio. Non esce mai, non incontra nessuno, nemmeno i figli o i nipoti lo vanno a trovare. Il mondo che sta là fuori gli è estraneo, eppure lui sente che, pur non avendo più alcun ruolo sociale, la sua esistenza ha ancora un senso. Del resto, che la vecchiaia inizi a sessantacinque anni è una pura convenzione stabilita dalla società fondata esclusivamente sul lavoro e sul denaro. Così si siede davanti a un microfono e, invece di rompere la sua solitudine varcando la porta di casa diretto al bar o ai giardinetti, apre la porta verso l'universo virtuale ed entra nella rete. Con grande "sospetto" e incertezza racconta le sue riflessioni su alcune parole che hanno riempito la sua esistenza. Democrazia, assurdità, bellezza e vecchiaia: sono questi i termini attorno a cui costruisce quattro lezioni virtuali. Le sue sono parole al vento o c'è qualcuno disposto ad ascoltarlo? Con un certo stupore il vecchio scopre che il suo pubblico cresce lezione dopo lezione. Abbattuto il muro che lo escludeva da qualsiasi relazione, si rende conto di avere di nuovo una voce. Sa di essere fragile, ma è proprio quella fragilità a renderlo più umano. Nella dimensione del "noi" che emerge a poco a poco, capisce che l'unica cosa che conta davvero è il presente e che "vivere non è parlare, ma correre da chi ha bisogno". Parole vuote? Parole come semplice rumore? Vittorino Andreoli mette in scena in queste sue nuove pagine un teatro della verità a tratti autobiografico. Smaschera i pregiudizi del nostro tempo, che considera la vecchiaia come l'età della vergogna, dimenticando che la fragilità del vecchio è la rappresentazione della condizione umana, del significato stesso dell'uomo nel mondo.
Nel contesto degli studi teologici, la teologia fondamentale svolge un duplice compito: in quanto studio dei fondamenti (del cristianesimo), costituisce un'introduzione alle altre discipline teologiche; in quanto disciplina di frontiera, dialoga con tutte le forme del sapere umano, in primis con la filosofia. L'inscindibile legame della questione teologica e di quella antropologica è analizzato a partire dai fondamenti: la Rivelazione divina e la fede umana, così da illustrare, alla luce dell'evento di Gesù Cristo, il rapporto Dio-uomo, dove «di tutte le virtù la più grande è l'amore» (1 Cor 13,13).
"La consueta parte monografica della nostra rivista è forse il modo più adeguato per introdurci nel nuovo capitolo della campagna elettorale permanente che caratterizza oggi la nostra e le maggiori democrazie avanzate. Le lezioni del Parlamento europeo in calendario nel prossimo maggio saranno un appuntamento importante. Anche perché questa Europa non va. ma quella europea è l'unica prospettiva possibile per tutti i paesi dell'Unione (Gran Bretagna compresa) oltre che per il futuro della democrazia..." (Francesco Bonini)
Ora che l'economia politica è stata portata nel bagaglio di un ampio ventaglio di classi di laurea sociali e umanistiche e non solo economiche, vale la pena di sottolineare lo stile di successo di questo testo: rigoroso, ma senza appesantimenti matematici. Ciò lo rende particolarmente adatto, con i continui spunti di discussione dei problemi di attualità e con un ragionamento logico sempre sviluppato a partire dall'intuizione, allo studio dell'economia finalizzato alla formazione di una giovane e dinamica futura classe dirigente. Generazioni di studenti in tutto il mondo hanno già sancito lo straordinario successo di questo testo, dimostrato dal numero di edizioni successive sempre aggiornate. Anche in questa ventunesima edizione è stata mantenuta l'immediatezza del linguaggio di Samuelson, del suo stile apparentemente brutale ma al tempo stesso sottile e profondo, usato per spiegare concetti complicati e controversi, ed è stato dato più spazio ai temi di ricerca sull'economia ambientale di William D. Nordhaus, Premio Nobel 2018 per l'Economia. Oltre alla discussione sempre aggiornata dei temi relativi a new economy, information technology e globalizzazione a livello internazionale, è stata dedicata grande attenzione all'analisi del lungo periodo successivo alla crisi finanziaria del 2008, aggiornando il relativo capitolo sulla discussione dei suoi effetti dal duplice punto di vista micro e macroeconomico. Sarà un piacere per gli studenti scoprire, pagina dopo pagina, l'arricchimento di analisi e di spunti critici che questa nuova edizione offre per spiegare l'impercettibile ma irreversibile modifica nel nostro modo di pensare di fronte ai grandi eventi della globalizzazione. Ulteriori risorse sono disponibili per docenti e studenti sul sito.
Il manuale è concepito per un corso base di ragioneria generale e applicata all'interno di una struttura modulare e di crediti didattici. Vengono trattate, oltre alle tecniche, tematiche di contenuto generale aventi per oggetto le logiche e i metodi propri delle rilevazioni quantitative d'azienda. Nella prima parte si prendono in esame i temi relativi all'oggetto di studio, i metodi, le tecniche e i modelli di riferimento, con particolare attenzione al metodo della partita doppia e al modello del bilancio. Nella seconda parte vengono trattate le rilevazioni contabili finalizzate alla determinazione del risultato di periodo e del capitale di funzionamento. La terza parte affronta il tema delle valutazioni di bilancio, analizzando i principali criteri che sovrintendono la sua redazione, alla luce delle disposizioni civilistiche e dei principi contabili generalmente accettati. Soprattutto in questa parte vengono offerti confronti con quanto previsto dai principi contabili internazionali. La quarta parte, infine, si sofferma sugli aspetti formali connessi alla redazione del bilancio. Il leit motiv del testo è un caso aziendale che collega problemi tecnici ed economici della gestione e consente di offrire una visione delle varie operazioni poste in essere dalle imprese. La scelta di suddividere il tutto in parti e in capitoli brevi rispecchia la volontà di lasciare ampia libertà ai docenti nello svolgimento dei temi, mantenendo al contempo una coerenza di fondo e seguendo un filo logico unitario che dalle logiche e dai metodi porti al bilancio attraverso le rilevazioni.
Il gesuita Isaac-Joseph Berruyer (1681- 1758) ci ha lasciato un’imponente produzione di parafrasi commentate della Sacra Scrittura che, se hanno ottenuto all’epoca un grande successo, sono state anche attaccate e condannate da Roma. Ricostruendo il dibattito suscitato dalle opere di questo esegeta “paradossale”, senza pretendere di esaurire la figura di Berruyer e della sua ricezione, questo studio si propone di affrontare la storia della sua censura e le modalità di costruzione della stessa.
Il volume traccia un percorso interdisciplinare e comparativo attraverso gli aspetti più rappresentativi della globalizzazione delle religioni, prendendo le mosse dalla dimensione transnazionale della religione nella società globale e dall'intensificarsi dei contatti fra diverse tradizioni – una sfida che può essere interpretata dagli attori religiosi in chiave più o meno aperta e tollerante. Fra gli altri temi affrontati vi sono il confronto tra la sfera del sacro e sistemi globali quali la scienza e l’economia capitalistica, che mette le religioni davanti alla necessità di rinegoziare le modalità della loro partecipazione sociale; l’impatto dei flussi culturali globali sulle religioni, che pone queste ultime di fronte al rischio dell’omogeneizzazione ma offre loro anche la possibilità di ripensare la propria identità in chiave globale; e il ruolo cruciale svolto all'interno di queste dinamiche da trasformazioni profonde della coscienza collettiva e da questioni di potere istituzionale e individuale.