«Io sono ritornato a Giobbe, perché non posso vivere senza di lui, perché sento che il mio tempo, come ogni tempo, è quello di Giobbe; e che, se ciò non si avverte, è solo per incoscienza o illusione. Io sono ritornato a lui, perché da lui ho ricevuto l'unica soluzione possibile della mia vita.»
La parabola di Giobbe, per dire che l'uomo deve trovare liberamente e consapevolmente il suo modo di stare o sostare nella vita, storia e luogo dove si svolge l'esistenza, in relazione necessaria con le presenze e le assenze, con il senso e il non-senso, con il disfacimento e la costruttività, con le speranze e le disperazioni, con l'accoglienza e la ribellione; sapendo così, l'uomo, di far emergere un filone di speranza che scorre sotterraneo, nel cuore
segreto delle cose, che gli appartiene ed è sempre altro, viene da altrove e tende altrove, è presente e vivo nelle sue viscere come un gemito generativo e inenarrabile, ma non è lui stesso. Parabola di Giobbe, per ridirci il modo ammirevole, grande e paziente con cui padre David è stato sulla terra, credendo umilmente e tenacemente sperando
Uno dei problemi più difficili che i cristiani hanno è quello del rapporto con i beni materiali. Nelle ricche nazioni dell'Occidente gli individui accumulano indefinitamente e nello stesso momento hanno coscienza della povertà quotidiana con la quale si confronta la maggior parte della popolazione del pianeta. Ciò rende il rapporto con i beni materiali e con la ricchezza estremamente ambiguo. Le crisi finanziarie intervengono poi a rivelare la fragilità del sistema di sicurezza che i beni materiali dovrebbero costituire per gli esseri umani. In questo libro l'autore si chiede che cosa ha da dire l'intera Bibbia su questi temi. Partendo dalle idee fondamentali dell'Antico Testamento, e passando in rassegna le concezioni dell'epoca intertestamentaria, arriva ad analizzare l'insegnamento di Gesù e del Nuovo Testamento. La sua teologia biblica dei beni materiali illumina le problematiche attuali e suggerisce delle piste di riflessione valide per il mondo contemporaneo
Un libretto da portare sempre con sè, per rendere grazie al Signore.
Un testo sulla ricchezza e la povertà nei Padri della Bibbia. Piano generale dell'opera: - Vendi quello che possiedi e dallo ai poveri! (S.A.Panimolle); - Ricchezza e povertà: Atanasio legge in Antonio le opere di Cristo (M.I.Danieli); - Ricchezza e povertà nei padri greci (M.G.Bianco); - Ricchezza e povertà nei Padri latini (R. Simini). "
Il volumetto aiuta i piccoli a capire che cosa sono i sette Sacramenti, il modo con cui Gesù vuole essere vicino all'uomo in tutte le tappe importanti della vita. Dedicato ai bambini della fascia elementare (6-10 anni), il testo li accompagna ad addentrarsi nella fede cristiana. Età di lettura: da 6 anni
L'amore per la scienza è in fondo amore per l’uomo e quindi legge fondamentale di ogni rapporto tra allievo e maestro, inteso come rispetto e attenzione per promuovere e sviluppare tutte le potenzialità presenti in ogni persona.
Il volume si apre con la prolusione del Sen. G. Viceconte, Sottosegretario di Stato
al MIUR , che richiama l’importanza della figura del maestro per la formazione
scolastica nel mondo antico.
Nella prima parte filologica: R. Bracchi illustra i termini “docēre et discĕre” nelle parole che definiscono i concetti, evidenziando che si realizza una relazione pendolare di scambio fra colui che consegna e colui che accoglie; T. De Mauro afferma che occorre distinguere tra due grammatiche per la scuola: una implicita o vissuta, e l’altra esplicita, riflessa.
La seconda parte presenta il maestro nel mondo antico pagano: C. Pavanetto presenta Omero, come primo interprete-docente della cultura greca antica; O.A. Bologna si focalizza su una significativa orazione di Isocrate, che costituisce quasi un documento programmatico per una educazione retorica e per una formazione culturale; M. Marin si sofferma sulla figura di Socrate, il maestro della verità nell’anima; C. Calvano chiarisce la figura e le qualità dell’insegnante ideale secondo Quintiliano; M. Pisini nelle Epistulae di Frontone a Marco Aurelio spiega che per l’educazione e la formazione del principe è necessaria una adeguata sintesi tra letteratura, filosofia, storia, partendo da una forte attenzione agli eventi della vita quotidiana; P. Filacchione scorre la iconologia della virga virtutis tra paganesimo e cristianesimo.
Nella terza parte si entra nel mondo cristiano: R. Spataro accenna al Discorso di ringraziamento di Gregorio Taumaturgo e allo stile educativo di Origene, per il quale essere maestro è un’autentica missione ecclesiale; M. Maritano evidenzia la figura, l’importanza e le qualità del maestro nelle lettere pedagogiche di Girolamo;
M. Sajovic sottolinea che Agostino anche da vescovo rimane un maestro; G.B. De Simone espone la grandezza della spiritualità di due maestri: Seneca e Agostino; M. Sodi, accostando i verbi “discere et docere” nel Sacramentarium Veronense coglie che la “figura del maestro” richiama immediatamente quella del discipulus che si pone al seguito del Maestro, il Cristo. Infine G. Bonney esamina le caratteristiche peculiari della scuola di Beda, alcuni aspetti importanti del suo pensiero e l’importanza della sua scuola per la Chiesa in Inghilterra.
L’educazione greca e romana è fondamentalmente legata alla realtà concreta della
vita: il suo contenuto è essenzialmente il mos maiorum acquisendo sapere unitario
ed humanitas. Il cristianismo, accogliendo i procedimenti della scuola classica, apre
orizzonti più vasti: nel rapporto educativo sia il maestro sia gli allievi devono rapportarsi a Cristo, l’unico vero maestro, che insegna interiormente e conduce alla verità
Una ricerca sulla Teologia della coscienza morale.
Come vivere l'identità cristiana nel mondo? Anziché attardarsi a stilare un elenco di consigli dettagliati o di singole massime operative, G. Greshake da teologo di lungo corso - propone una riflessione "alta" su alcuni atteggiamenti di fondo della vita cristiana e delinea una "topografia" spirituale sui contesti importanti in cui dare realizzazione alla vita di fede. Come possiamo e dobbiamo vivere da cristiani nel mondo? All'insegna di questa domanda-guida, Gisbert Greshake propone una riflessione teologica su alcuni atteggiamenti fondamentali della vita cristiana e su luoghi e contesti importanti in cui dobbiamo vivere la nostra fede: la questione del senso della nostra vita sulla terra; l'ascolto della chiamata di Dio; il senso della vita quotidiana e della festa; dove e come possiamo trovare Dio nella nostra vita e nel mondo; come l'essere umano deve comportarsi con la finitezza della propria vita; la preghiera. Il libro offre, attraverso l'approfondimento di questi temi fondamentali alla base delle diverse spiritualità, un aiuto per realizzare spiritualmente la propria identità cristiana.
Questo libro, ricco di consigli pratici, aiuta a sentire il lavoro non come un peso, ma come arricchimento della persona, come partecipazione alla forza creatrice di Dio.
Un libro per gestire creativamente lo stress e ritrovare la voglia di vivere.
Un libro della collana Prego anch'io.
Di domenica in domenica queste preghiere ti accompagneranno affinché l'incontro con Gesù nel Sacramento dell'Eucaristia sia sempre un momento speciale.
"Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà fatto. Rimanete nel mio amore"