Maghi, indovini, ciarlatani di ogni sorta si affannano da sempre nel tentativo di predire quello che accadrà. I risultati di questo sforzo secolare sono assai deludenti. Ma è davvero impossibile prevedere il futuro? Si può affrontare in modo scientifico il tema delle predizioni? Non lasciatevi ingannare: questo non è il solito libro dei soliti scienziati che ci spiegano che non è possibile prevedere il futuro e che tutti i tentativi, dalla cartomanzia alle previsioni dei terremoti, sono inevitabilmente destinati a fallire. Al contrario, è un libro in cui si parte proprio dall'idea che prevedere il futuro non solo è possibile ma è, da diversi secoli, l'attività principale degli scienziati, in particolare dei fisici. Insieme scopriremo quali sono le predizioni che funzionano bene (eclissi, traiettoria dei proiettili...), quelle che funzionano così così (maree, meteorologia...) e quelle che non funzionano affatto (terremoti, mercati finanziari...) e, soprattutto, scopriremo il perché di questa diversa capacità di successo. Il segreto si annida nei più nascosti meandri della fisica moderna: dalla teoria del caos alla meccanica statistica dei sistemi fuori dall'equilibrio, passando per l'indeterminazione della meccanica quantistica.
Personaggio centrale della resistenza norvegese, Petter Moen fu arrestato nel febbraio 1944 e imprigionato nel carcere di Oslo, sede della Gestapo, il cui indirizzo è rimasto tristemente famoso: Møllergata 19. Qui, in cella, iniziò a comporre questo straziante diario incidendolo con una punta di metallo sulla carta igienica. Scritte cinque pagine, le raccoglieva in un sesto foglio chiudendone le estremità a formare un involto, che infilava poi nell'apertura della presa d'aria della cella. Moen scrisse così un migliaio di pagine, tra il 10 febbraio e il 4 settembre 1944: dagli appunti presi giorno dopo giorno, al buio, senza possibilità di essere riletti, traspare l'autentica sofferenza nella vita di un prigioniero, tra paura, speranza e umiliazione, il rimorso per aver tradito i compagni rivelandone i nomi e un sofferto confronto con l'idea di fede. Il 6 settembre 1944 Petter Moen è condotto sulla nave tedesca Westfalen insieme ad altri prigionieri per essere deportato in Germania. L'8 settembre, nello stretto di Kattegat, lo scafo della Westfalen colpisce due mine: anche a causa delle pessime condizioni del mare, la nave affonda rapidamente. Fra i sopravvissuti vi è un deportato cui Moen aveva confidato di aver scritto questo diario: grazie a lui, dopo la guerra, sotto il pavimento delle celle in cui Moen era stato rinchiuso la polizia norvegese troverà intatti tutti i fogli. Trascritto faticosamente dopo la guerra, il diario venne pubblicato in Norvegia nel 1949 e poi tradotto in molte lingue.
"Fai bei sogni" è la storia di un segreto celato in una busta per quarant'anni. La storia di un bambino, e poi di un adulto, che imparerà ad affrontare il dolore più grande, la perdita della mamma, e il mostro più insidioso: il timore di vivere. "Fai bei sogni" è dedicato a quelli che nella vita hanno perso qualcosa. Un amore, un lavoro, un tesoro. E rifiutandosi di accettare la realtà, finiscono per smarrire se stessi. Come il protagonista di questo romanzo. Uno che cammina sulle punte dei piedi e a testa bassa perché il cielo lo spaventa, e anche la terra. "Fai bei sogni" è soprattutto un libro sulla verità e sulla paura di conoscerla. Immergendosi nella sofferenza e superandola, ci ricorda come sia sempre possibile buttarsi alle spalle la sfiducia per andare al di là dei nostri limiti. Massimo Gramellini ha raccolto gli slanci e le ferite di una vita priva del suo appiglio più solido. Una lotta incessante contro la solitudine, l'inadeguatezza e il senso di abbandono, raccontata con passione e delicata ironia. Il sofferto traguardo sarà la conquista dell'amore e di un'esistenza piena e autentica, che consentirà finalmente al protagonista di tenere i piedi per terra senza smettere di alzare gli occhi al cielo.
Questa biografia di Salvador Allende si apre con l'atto finale della sua vita: il discorso pronunciato nel palazzo presidenziale l'11 settembre 1973, mentre tenta di resistere all'assedio dei militari golpisti. Parole che, come spiega l'autore, costituiscono la colonna sonora dell'intero libro. Jesús Manuel Martínez, oltre a tracciare un quadro storico e sociale del Cile nei secoli XIX e XX, ricostruisce la vicenda personale e politica del Presidente, offrendo al lettore un racconto documentato, preciso, ricco di sfumature, di aneddoti, di fonti e di testimonianze, in cui il rigore della ricerca storica si mescola alla passione e all'affetto per l'uomo Allende. Un racconto che fa trasparire l'ammirazione per lo strenuo difensore della giustizia sociale e, prima ancora, della legalità democratica.
Con questo volume si conclude la ricerca "Le culture del Socialismo italiano", promossa dalla Fondazione Giacomo Brodolini. Gli scritti in esso contenuti sono specificatamente dedicati al periodo di preparazione e di realizzazione dei governi organici di centro-sinistra e riguardano una fase cruciale nella vita del Psi, che vede il suo passaggio da "partito di classe" a partito di una "terza via", presto abbandonata, sotto l'incalzare di eventi che i socialisti non furono in grado di fronteggiare, presi nella morsa tra Dc e Pci. Una Dc arroccata a difesa dei privilegi consentiti dall'ampiezza della sua rappresentanza e dalla collocazione italiana nello schieramento internazionale; un Pci, maggioritario all'interno del mondo operaio e nel sindacato, non interessato a concedere aperture di credito ad una esperienza politica che lo escludeva. Del travaglio di quegli anni, la ricerca mette in evidenza alcuni momenti cruciali e in particolare lo svilupparsi, in risposta alle situazioni che verranno a determinarsi negli anni di svolgimento di quella esperienza politica, di orientamenti riformistici diversi dei quali Nenni, De Martino e Lombardi saranno i maggiori esponenti.
Il 25 aprile 1945 l'Italia volta pagina, lasciandosi alle spalle un ventennio di dittatura e la drammatica esperienza del conflitto mondiale. Dimenticare il passato, però, non è possibile o per lo meno non lo è per tutti. Coloro i quali hanno subito, direttamente o indirettamente, le violenze dei nazisti e dei fascisti esigono giustizia. Richiesta analoga giunge dal fronte antifascista. Comincia così un periodo di transizione durante il quale i governi che si succedono mettono in atto misure epurative finalizzate a sanzionare chi ha collaborato con l'occupante tedesco e chi ha concorso all'ascesa e al consolidamento della dittatura fascista. Ricorrendo allo studio ravvicinato di alcune vicende processuali e analizzando più in generale l'attività di molti tribunali impegnati nei procedimenti giudiziari in tutta la penisola, questo libro vuole gettare una nuova luce sull'epurazione che ha segnato i destini di molti italiani - migliaia furono infatti le persone coinvolte - e che ha condizionato nel breve, ma anche nel medio e lungo termine, la storia del Paese.
Varsavia e dintorni, Cracovia e la sua regione, Breslavia e la Slesia, Poznan e la Polonia occidentale, Danzica e le terre baltiche, Lublino e la Polonia orientale. La guida presenta centinaia di immagini e la cartografia Touring con il consueto dettaglio: carte territoriali, piante di città, planimetrie di edifici e monumenti. Oltre 600 indirizzi utili: informazioni pratiche, indirizzi dove dormire, ristoranti e locali, spunti per il tempo libero e lo shopping.
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<tr><td align="right">Date:</td><td>Friday, February 4, 2022 at 3:08:02 PM</td></tr>
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<tr><td align="right">Date:</td><td>Friday, February 4, 2022 at 3:08:02 PM</td></tr>
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Da più di due millenni il paradiso terrestre, il giardino piantato da Dio in Eden, è stato per il mondo occidentale il paradigma di ogni possibile felicità degli uomini sulla terra. E, tuttavia, esso è fin dall'inizio anche il luogo da cui la natura umana, caduta e corrotta, è stata irrevocabilmente scacciata. Da una parte, tutti i sogni rivoluzionari dell'umanità possono esser visti come l'instancabile tentativo di rientrare nell'Eden, sfidando i guardiani che ne custodiscono l'accesso, dall'altra il giardino resta invece come una sorta di traumatismo originario che condanna al fallimento ogni ricerca di felicità sulla terra. In entrambi i casi, il paradiso è essenzialmente un paradiso perduto e la natura umana qualcosa di essenzialmente manchevole. Attraverso una critica serrata della dottrina agostiniana del peccato originale e una rilettura del paradiso dantesco, la ricerca di Agamben prova invece a pensare il paradiso terrestre non come un passato perduto né come un futuro a venire, ma come la figura ancora e sempre presente e attuale della natura umana e della giusta dimora degli uomini sulla terra. Un paradigma politico, dunque, da articolare e distinguere dal regno millenario, che ha fornito il modello alle utopie di ogni specie. Se solo il regno può dare accesso al giardino, solo il giardino rende pensabile il regno.
Diciotto indovinelli per scoprire il mondo di Giulio Coniglio e dei suoi amici. Riuscirai a risolverli tutti? Età di lettura: da 4 anni.
"La società non esiste": era il 1987 quando Margaret Thatcher pronunciò queste celebri parole che, da allora, sembrano aver preso le sembianze di una profezia. La classe media, che ha assistito negli anni alla secessione delle élite - il "mondo alto" che ha abbandonato il bene comune facendo sprofondare i paesi occidentali nel caos -, si trova ora relegata ai margini del sistema economico, sociale e culturale. Delegittimati, sottorappresentati, costretti a vivere lontano dalle metropoli e, di fatto, dagli occhi e dal cuore di una classe dominante che non ne ha più bisogno, i ceti medi impoveriti possono trasformarsi in una pentola a pressione dove risentimento, frustrazione e rabbia rischiano di diventare qualcosa di ancora peggiore. L'ondata populista che attraversa oggi il mondo occidentale è solo la punta dell'iceberg di un malcontento che potrebbe presto mettere il "mondo di sopra" di fronte a un'alternativa: tornare a far parte del movimento reale della società oppure scomparire.
Matera è città che ne contiene mille altre. È i "Sassi", per cui è Patrimonio dell'umanità dell'Unesco, ed è anche i borghi del "risanamento" dei Sassi degli anni Cinquanta, e anche la città barocca del "Piano", dai palazzi nobiliari, i giardini, le fontane, i monasteri e le chiese di pietra gialla: gomitoli di strade, vicoli e spazi di una grazia rarefatta, messa in scena fra terrazze panoramiche, celle monastiche, archi e volte. È la città che viene dal passato più remoto ed è anche la città del futuro, dell'Open Future della Capitale della Cultura 2019. Matera è in Basilicata, la terra dei basilikos governanti bizantini, e in Lucania, "la terra della luce", singolare e appartata. Il suo territorio è da scoprire, sul filo dello stupore: il Parco della Murgia Materana, scrigno di chiese rupestri e di natura remota, fra rupi, cascate, canyon e grotte, insediamenti preistorici e affreschi; Montescaglioso con i suoi monasteri; la Valle del Bradano con l'oasi WWF di San Giuliano, uno scenario naturale grandioso, fra macchia mediterranea e uccelli rarissimi. E poi, allontanandosi appena, si scopre il suo cuore nascosto, i calanchi: Tursi e l'araba Rabatana, Aliano sospesa in aria, Craco, il borgo fantasma... Visitare Matera - la pietra preziosa più appariscente - può anche rappresentare solo l'inizio di esplorazioni successive in questa terra meravigliosa, e da un viaggio niente di più bello potrebbe rimanere.