Francesco Lambiasi approfondisce il tema dello Spirito Santo e, per dare il via alla sua riflessione, prende spunto dal Credo : credo nello Spirito Santo che è Signore è da la vita.
Il volume fa parte della collana “Alle radici della fede”, curata da Enzo Bianchi, e composta da sette libri di commento al Credo scritti da sette grandi autori.
In occasione dell’Anno della Fede, un percorso che conduce il lettore alle radici del Cristianesimo.
“Infondendo nei cuori la carità, lo Spirito Santo non infonde solo una virtù, ma infonde se stesso. Infatti lo Spirito Santo è il dono perfetto: in lui il dono si identifica con la persona.
Da ciò risulta che lo Spirito Santo, come dono e come donarsi reciproco del Padre e del Figlio, quando viene in noi, comunica se stesso come capacità e generoso impulso a donarci ai fratelli”.
Francesco Lambiasi è nato a Bassiano (Latina) nel 1947. Consacrato vescovo nel 1999, è stato assistente dell’Azione Cattolica Italiana per sei anni (2001-2007) e Presidente della Commissione CEI per la Dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi dal 2000 al 2005. Vescovo di Rimini dal 15 settembre 2007, mons. Lambiasi ha al suo attivo diverse pubblicazioni di carattere teologico e pastorale. Tra queste: Gesù di Nazareth. Una verifica storica (Marietti, 1983); Vorrei pregare con la Bibbia (EDB, 2005); Mi presenti Gesù? Intervista a Marco primo narratore del vangelo (EDB, 2006); Il pane della domenica. Meditazioni sui vangeli festivi (AVE, 2007). Per “Il Ponte” di Rimini, mons. Lambiasi ha scritto una trilogia sui vangeli festivi, iniziata con Sorpresi dalla gioia, proseguita con Accesi dalla Parola e conclusa da Stupiti dal Mistero, oltre che una collana natalizia di storie per bambini (Il quarto Re Magio e Quel Natale con Francesco e il lupo di Greccio) e due volumetti di sms letterari per ogni giorno dell’anno dedicati a giovani e ragazzi (Verbi all’infinito).
Alla fine del Credo, nel quale sono riassunti i capisaldi della fede cristiana, vengono pronunciate le parole «Credo la Chiesa». Ma qual è il significato di questa formula? Severino Dianich lo svela, in maniera semplice e comprensibile anche a un cinese che vede per la prima volta una chiesa, in questo volume che fa parte della serie “Alle radici della fede”, curata da Enzo Bianchi, e composta da sette libri di commento al Credo scritti da sette grandi autori.
In occasione dell’Anno della Fede, un percorso che conduce il lettore alle radici del Cristianesimo.
«Il Signore guarisce tutte le tue malattie», recita il Salmo 103. Ma come affrontarle? La sofferenza ha in sé un senso salvifico che tutti gli uomini, compresi i non credenti, possono sperimentare. Malattia e sofferenza vanno combattuti e superati con la scienza, la tecnologia, la medicina ma anche con la speranza. Come ha scritto Vittorino Andreoli, «il dolore rivela all’uomo i fondamenti del suo essere uomo: la propria fragilità, l’aver bisogno dell’altro, l’importanza dei legami e dei sentimenti, la bellezza di una condizione di bisogno e di dipendenza». In questo libro alcuni grandi autori illustrano il loro modo di concepire malattia e speranza: si passa dalla significativa esperienza di Lourdes (Alessandro De Franciscis) alla vicenda personale, riportata con profonda partecipazione (Paola Bassani); dalla persona malata tra crisi e progetti e tra scienza e fede (Carlo Casalone) all’approccio terapeutico nei bambini (Momcilo Jankovic) e alla malattia nella Bibbia (Gianfranco Ravasi).
Uno straordinario reportage che racconta la sanguinosa guerra in atto in Messico tra lo Stato e i cartelli della droga; che, a loro volta, sono in guerra tra di loro, avvalendosi dell’alleanza di parti consistenti dello Stato, le quali parteggiano – contro lo Stato stesso e contro i cittadini – ora per l’uno ora per l’altro cartello della droga. Questa guerra è mossa dalla volontà di controllare i principali business gestiti dai clan criminali, primo fra tutti quello della droga. La droga viene inviata in Europa utilizzando il porto di Gioia Tauro, come snodo logistico, e la ‘ndrangheta, come «partner commerciale». Lucia Capuzzi ha girato le zone «calde» del Messico per raccogliere informazioni e testimonianze: Città del Messico,Tijuana, Ciudad Juárez, Saltillo, Ixtepec e altre città e stati del Messico. Ha intervistato decine di persone: dai residenti di Juárez che si organizzano in gruppi di autoaiuto per resistere alla violenza, ai migranti latinos vittime dei sequestri, alle ragazze violentate e alle madri dei desaparecidos; ha incontrato personaggi straordinari (giornalisti, genitori, sacerdoti, vescovi, poliziotti...) e gente comune, e racconta le loro storie e testimonianze.
La narcoguerra messicana riguarda l’Italia e gli italiani molto più di quanto si pensi. Non solo perché i narcos fanno affari con la ‘ndrangheta, la quale poi reinveste i guadagni di questi traffici in attività dell’economia «lecita». Ma anche perché è proprio la «domanda» di cocaina che arriva dall’Europa ciò che attiva il narcomercato messicano e mondiale, con le tremende violenze ad esso connesse.
lucia Capuzzi è nata a Cagliari nel 1978 dove si è laureata in Scienze Politiche. Ha poi conseguito un dottorato di ricerca in «Storia dei Partiti e dei Movimenti Politici» all’Università di Urbino, svolgendo una ricerca sull’emigrazione italiana in Argentina nel secondo dopoguerra. Da questo studio è nato il libro La frontiera immaginata. Profilo politico e sociale dell’emigrazione italiana in Argentina nel secondo dopoguerra (Franco Angeli 2006). Ha pubblicato inoltre Colombia. La guerra (in)finita (Marietti, 2012); Adiós Fidel. Fede e dissenso nella Cuba dei Castro (con Nello Scavo), (Lindau, 2011); Haiti. Il silenzio infranto (Marietti, 2010). Dal 2004 ha intrapreso la carriera giornalistica. Ha lavorato per il Tg Leonardo della Rai. Attualmente lavora nella redazione Esteri di Avvenire e si occupa in particolare di questioni latinoamericane.
Nella Bibbia ho incontrato è un viaggio all’interno della Sacra Scrittura nella sua completezza, in cui l’autore fa parlare i protagonisti in prima persona. Gli episodi più celebri, ma anche quelli meno conosciuti, vengono presentati con voci personalissime e offrono un racconto moderno, essenziale e fortemente evocativo da leggere come un romanzo. Una sfida narrativa che solo un auto- re poliedrico come Pierdomenico Baccalario poteva affrontare.
Pierdomenico Baccalario (Acqui Terme, 6 marzo 1974) è uno scrittore di romanzi d’avventura per ragazzi. La sua brillantissima carriera comincia con la vittoria, nel 1998, del Premio “Il battello a vapore” con il romanzo La strada del guerriero (Piemme); da allora ha pubblicato numerosi libri tradotti in più di diciotto lingue. Giornalista e sceneggiatore, collabora con la Scuola Normale Superiore di Pisa, con il quotidiano «La Repubblica» e con il mensile «Focus». Ha fondato il gruppo di autori “Gli immergenti” e ha vinto numerosi premi letterari. È tra gli autori italiani per ragazzi più conosciuti e venduti all’estero.
Le parole di Gesù, raccolte nella parabola di Luca, sono un “bacio” di Dio all’umanità di tutti i tempi, memoria del palpito del cuore del Padre. Ancora oggi il Dio di Gesù Cristo concede all’uomo che a lui ritorna il suo perdono e la possibilità della riconciliazione con lui e con il prossimo, non chiedendo mortificazioni o sacrifici, ma invitandolo a entrare nella logica del dono e offrendogli la sua amicizia come grembo di rinascita. Nella gratuità dell’amicizia con Dio e con il prossimo l’uomo può intravedere, in ogni tempo, i bagliori del mattino radioso di Pasqua. Nella vicenda dei due figli ognuno rivede i tratti del proprio volto. È la storia di tutti.
Rosalba Paola Manes, nata a san Giovanni Rotondo nel 1977, è consacrata nell’Ordovirginum della diocesi di San Severo (FG) dal 2001. Dopo il baccellierato in filosofia e in teologia presso la Pontificia Università Gregoriana, ha conseguito la licenza in Sacra Scrittura presso il Pontificio Istituto Biblico e il dottorato in Teologia Biblica presso la Pontificia Università Gregoriana. Ha svolto corsi di Sacra Scrittura presso l’ISSR Beata Vergine del Soccorso di San Severo (FG), l’ISSR Giovanni Duns Scoto di Nola (NA) e il Centro di teologia per Laici dell’ISSR Ecclesia Mater di Roma. Insegna presso l’Istituto Teologico San Pietro di Viterbo. Ha collaborato con i Periodici San Paolo nell’edizione della Nuova Bibbia per la Famiglia.
Comprendere in maniera profonda e intelligente questi canti non è facile; anzi, proprio perché essi contengono in realtà «la parola della croce» (1Cor 1,18), possono anche scandalizzarci e indurire il nostro cuore, attraverso il loro messaggio che pare inaudito, irricevibile (cf. Is 53,1).
Leggendo i Canti del Servo si medita in profondità sulla vita di Gesù: ciò che il profeta ha scritto alla metà delVI secolo a.C.si è realizzato pienamente nella vicenda di Gesù Cristo, Messia crocifisso, «vincitore perché vittima». Gesù deve aver pensato la propria vocazione più profonda alla luce di questi canti, assumendoli come forma della sua vita, fino a interpretare attraverso di essi la propria fine.
Enzo Bianchi (1943) è fondatore e priore della Comunità Monastica di Bose. È autore di numerosi testi, tradotti in molte lingue, sulla spiritualità cristiana e sulla grande tradizione della Chiesa, scritti tenendo sempre conto del vasto e multiforme mondo di oggi. Collabora con «La Stampa», «Avvenire», e, in Francia, con «La Croix», «Panorama» e «La Vie». Autore di diversi libri come Il pane di ieri (Einaudi, 2008), Ogni cosa alla sua stagione (Einaudi, 2011), per le Edizioni San Paolo ha pubblicato, tra gli altri: Il Padre nostro. Compendio di tutto il Vangelo (20082), L’amore vince la morte (20082), Ascoltate il figlio amato! (2008), Perché pregare, come pregare (2009), Il Padre Nostro spiegato da Enzo Bianchi (2010), Una lotta per la vita. Conoscere e combattere i peccati capitali (20112) e Le tentazioni di Gesù Cristo (2012).
Il volume è dedicato agli affreschi dell’oratorio di San Bernardino da Siena di Clusone, che hanno per argomento, all’esterno, la danza macabra e il trionfo della morte; all’interno, gli episodi salienti della vita di Gesù.
Un nuovo tassello per la collana Arte e Fede, che offre un percorso all’interno di cicli pittorici significativi presenti in Italia, facendo dell’arte un canale comunicativo privilegiato per riflettere sui grandi temi della spiritualità. I testi sono impreziositi da riproduzioni fotografiche a colori delle opere.
Valentina Rapino è nata ad Atessa (Chieti) nel 1984. Laureata in Storia dell’arte e archeologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, durante la formazione accademica si è specializzata in storia dell’arte contemporanea, ha curato la mostra ‘’Riviste, riviste... Riviste d’arte e cultura degli anni ’70 e ’80’’ presso l’Archivio Ricerca Visiva di Milano e collaborato con periodici d’arte quali «Tema Celeste», «Juliet», «Mousse Magazine», «Exibart», «Boîte». Attualmente scrive per la testata culturale free press «Artribune» e cura pubblicazioni sul rapporto tra arte e fede.Presso le Edizioni San Paolo ha pubblicato Germoglio di luce. La cappella Baglioni di Pintoricchio a Spello (2012) e Gli ultimi giorni negli affreschi di Luca Signorelli a Orvieto (2012).
“Gesù non ha inventato la croce, l’ha trovata anch’Egli sul proprio cammino come ogni uomo. La novità che Egli ha inventato è stata quella di mettere nella croce un germe di amore. Così la croce è diventata la strada che porta alla vita. La croce è messaggio di amore, sorgente di calore trasformante per l’uomo. È la croce di Gesù, quella croce che oggi noi adoreremo e baceremo, quella croce che però prima ancora abbraccia ciascuno di noi e ci affida un incarico:... ci invita a seminare anche in esse, come Egli ha fatto per primo, il germe dell’amore e della speranza”.
“Gesù non ha inventato la croce, l’ha trovata anch’Egli sul proprio cammino come ogni uomo. La novità che Egli ha inventato è stata quella di mettere nella croce un germe di amore. Così la croce è diventata la strada che porta alla vita. La croce è messaggio di amore, sorgente di calore trasformante per l’uomo. È la croce di Gesù, quella croce che oggi noi adoreremo e baceremo, quella croce che però pri- ma ancora abbraccia ciascuno di noi e ci affida un incarico:... ci invita a seminare anche in esse, come Egli ha fatto per primo, il germe dell’amore e della speranza”.
Questo libro è nato dalla richiesta di una bambina alla sua mamma che desiderava conoscere la storia di donne «innamorate di Gesù».
Nascono così queste brevi storie vere di sante,ritratti di donne determinate e forti, raccolte in ordine alfabetico: dall’A alla Z.
La «roccia» a cui tutte queste vite femminili sono ancorate è la Parola di un Padre, dimensione umana e divina assieme di colui che è diventato il «Primogenito fra molti fratelli» (Rm 8,29), una Parola e una storia d’amore che continuano a incarnarsi nel «qui e ora».
Questo libro può essere utile per far conoscere la diversità dei carismi che il Signore ha suscitato lungo la storia e indicare una via mai pensata; o magari il luogo di un preciso appuntamento che può indirizzare o cambiare la vita.
Maria Luisa Eguez (La Spezia 1951), è insegnante di lettere, ha quattro figlie e quattro nipoti. Nel campo del volontariato cattolico ha operato sul territorio spezzino per il Centro italiano femminile, il Centro Laura Cozzani e l’Associazione gruppo Samuel. Ha collaborato a riviste letterarie come Adigepanorama, Sìlarus, Il golfo, Il golfo dei poeti; è redattrice capo di Lerici in. Tra le opere pubblicate: Damiano di molokai (1985), I piccoli soli (1991), Frankenstein, alla ricerca di Mary, saggio in collaborazione con Carla Sanguineti (1994). È presente in varie antologie fra cui 100 poesie d’amore (1996).
In queste pagine l’Autore, con rara capacità, offre una attenta «lettura» dell’esperienza spirituale di Don Giacomo Alberione, fondatore della Famiglia Paolina, racchiusa nel libro Donec formetur Christus in vobis..., cogliendone le linee essenziali e ricavandone una «rielaborazione intelligente», così da poterla porgere al lettore come invito persuasivo a entrare più profondamente nel cuore di questa eredità.
Don Alberione, come ebbe a dire Paolo VI nel 1969, «sempre intento a scrutare i “segni dei tempi”, cioè le più geniali forme di arrivare alle anime, ha dato alla Chiesa nuovi strumenti per esprimersi...» e compiere la sua missione nel mondo moderno.
Nella convinzione che le opere di Dio si fanno con gli uomini di Dio, a fondamento di una fervente e organizzata attività apostolica, il Beato Don Alberione ha posto – per lui e per i membri delle sue varie Istituzioni religiose – la sequela di Cristo MaestroVia,Verità eVita e una intensa vita spirituale.